Milazzo Valle del Mela: No all’inceneritore di rifiuti e Sì al solare termodinamico

Milazzo Valle del Mela: No all’inceneritore di rifiuti e Sì al solare termodinamico
1 luglio 2016

A Milazzo e nella Valle del Mela prosegua la battaglia politica per impedire riconversione di una vecchia centrale elettrica in un inceneritore di rifiuti. In prima fila con l’arroganza del Governo nazionale, del Governo regionale e di imprenditori privi di scrupoli ci sono il Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela, il Coordinamento Ambientale Milazzo-Valle del Mela e l’Associazione ADASC

No al progetto per un inceneritore di rifiuti e sì all’impianto solare termodinamico. Nella Valle del Mela e nei centri vicini a Milazzo – una zona della provincia di Messina massacrata dall’inquinamento a causa di politici ‘ascari’, sempre disponibili a vendere ‘pezzi’ di Sicilia agli affaristi senza scrupoli – ci si prepara per sostenere una battaglia per la tutela dell’ambiente e, quindi, per la salvaguardia della salute dei cittadini.

Il Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela, il Coordinamento Ambientale Milazzo-Valle del Mela e l’Associazione ADASC (Associazione per la Difesa dell’Ambiente e della Salute dei Cittadini) – si legge in un comunicato – esprimono apprezzamento per l’impianto sperimentale di solare termodinamico della Magaldi Power che verrà inaugurato oggi presso la CTE di San Filippo del Mela. A tal proposito si vuole ricordare come proprio il solare termodinamico faccia parte della nostra CONTROPROPOSTA alternativa all’inceneritore messa nero su bianco diversi mesi fa”.

A questo punto nel comunicato si fa una precisazione importante:

“Ricordiamo inoltre che il solare termodinamico non ha nulla a che vedere con il progetto del mega-inceneritore denominato ‘Impianto di valorizzazione energetica di CSS’ che Edipower-A2A ha presentato al Ministero dell’Ambiente il 22 Settembre 2015 e che è ancora sottoposto a Valutazione di Impatto Ambientale. Contro questo progetto continueremo a batterci fino alla sua definitiva bocciatura, supportati dalla popolazione e dal territorio che si sono già espressi chiaramente (si ricordano a tal proposito le manifestazione con migliaia di partecipanti, i referendum comunali con percentuali di NO oscillanti tra il 96 e il 99%, le delibere contrarie di 20 Comuni del comprensorio, le  circa 40 osservazioni presentate dalle Associazioni e dai Comuni che chiedevano la bocciatura del progetto)”.

In quest’area il Governo nazionale di Renzi e il Governo regionale vorrebbero far partire un progetto folle che dovrebbe diventare un ‘esempio’ per il resto della Sicilia: riconvertire una vecchia centrale elettrica in un termovalorizzatore, cioè in un inceneritore di rifiuti per produrre energia. Questo ‘forno’ dovrebbe Css, sigla che sta per Combustibile solido secondario, tra parole che ne nascondono una: munnizza.

Va da sé che gli inceneritori – compresi quelli dai quali si produce energia chiamati pomposamente termovalorizzatori – bruciando liberano nell’aria sostanze tossiche. Per ridurre i veleni nell’aria a monte dovrebbe essere prevista una raccolta differenziata spinta, per evitare di bruciare sostanze che producono, ad esempio, diossina.

In Sicilia – dove la raccolta differenziata dei rifiuti non è al 12% come ha cercato di contrabbandare il Governo regionale, ma al 5-6% (media con un’altissima dispersione dei dati intorno alla media e con una differenziata praticamente inesistente in quasi tutti i capoluoghi di provincia) – gli inceneritori libererebbero nell’aria quantitativi industriali di veleni.

“A2A – si legge sempre nel comunicato – non speri dunque di utilizzare l’inaugurazione dell’impianto di solare termodinamico per fare propaganda all’inceneritore, come se fossero due cose connesse. La gente non è stupida e capisce bene che il solare termodinamico e l’inceneritore sono due cose antitetiche: il solare termodinamico è energia pulita, mentre gli inceneritori nuocciono gravemente alla salute, come dimostrato da decine di studi epidemiologici”.

“Quanto al progetto dell’inceneritore A2A non si illuda – si legge ancora nel comunicato del Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela, dell Coordinamento Ambientale Milazzo-Valle del Mela e dell’Associazione ADASC -. Infatti si sa benissimo che questo progetto ha incassato il parere negativo del Ministero dei Beni Culturali, a causa dell’incompatibilità con il Piano Paesaggistico dell’Ambito 9. Tale piano vieta la realizzazione di nuovi impianti industriali che aggraverebbero ulteriormente il danno, già oggi considerevole, sul paesaggio dell’incantevole golfo di Milazzo e sulle potenzialità economiche ad esso connesse”.

“Edipower-A2A – prosegue il comunicato – ha presentato ricorso per annullare il parere negativo, ma il territorio non sta certo a guardare: varie associazioni, tra cui le nostre, e diverse amministrazioni comunali si apprestano ad intervenire in giudizio contro tale ricorso. Auspichiamo le altre associazioni ed amministrazioni interessate a seguire questa strada”.

MIlazzo, per la cronaca, è una delle aree più inquinate della Sicilia. Oltre alla raffineria di Milazzo, ci sono altre piccole industrie inquinanti e poi, proseguendo verso l’interno, nella Valle del Mela, c’è l’elettrodotto che libera onde elettromagnetiche a ridosso dei centri abitati.

Il ragionamento che hanno fatto a Roma e a Palermo è il seguente: siccome la zona ormai è ‘andata’, mettiamoci pure un bell’inceneritore, tanto inquinamento più, inquinamento meno…

Contro l’inceneritore c’è una mozione approvata lo scorso anno dall’Assemblea regionale siciliana. Una mozione presentata dai parlamentari del Movimento 5 Stelle (come potete leggere qui).

(Altre notizie su tale argomento le potete trovare qui).

Nel comunicato si chiede all’assessore regionale ai Beni Culturali, Carlo Vermiglio – un avvocato nativo della provincia di Messina – “come già fatto da diverse amministrazioni del comprensorio, di approvare al più presto il Piano Paesaggistico dell’Ambito 9, adottato e vigente in regime di salvaguardia da più di 6 anni. Esso rappresenta infatti la via maestra per una riconversione sostenibile dell’intero polo industriale e il definitivo stop ad ulteriori insediamenti insalubri”.

 

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