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In Italia oltre 7 milioni di famiglie vivono grazie alle pensioni dei nonni. Sempre più poveri grazie alla Ue/ MATTINALE 508

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Un Paese sempre più povero. E sempre più tartassato dalle tasse. E in arrivo c’è una nuova manovra per ‘scongiurare’ (ora si dice così) l’ennesimo regalo dell’Unione europea dell’euro: quasi 50 miliardi di euro da togliere dalle tasche (e dai conti correnti) dei cittadini italiani da qui al 2022: di questo si dovrà occupare il Governo Conte bis. Ovviamente, si comincerà dopo le elezioni in Emilia Romagna, in Puglia e in Calabria: prima vanno gabbati gli elettori… 

In Italia 7 milioni e mezzo di famiglie milioni di famiglie vivono di pensione. In pratica, una famiglia su tre, spesso, va avanti grazie alla pensione dei nonni.

“Gli assegni sono la principale fonte di reddito – scrive l’ANSA -. Un dato che la dice lunga sull’invecchiamento della popolazione e su quanto la pensione sia diventata fondamentale per andare avanti. Un ammortizzatore sociale strategico in epoca di ‘lavoretti’. Tanto che ‘la presenza di un pensionato all’interno di nuclei vulnerabili consente quasi di dimezzare l’esposizione al rischio di povertà’. Insomma i nonni fanno da paracadute e salvano figli e nipoti”.

Sono i dati certificati dall’ISTAT “che fa il conto – leggiamo sempre nel lancio dell’ANSA – sulle famiglie con anziani, ma il fenomeno ha proporzioni ancora più ampie perché spesso si condivide l’assegno pur vivendo sotto tetti diversi”.

Insomma, in Italia, la povertà, che oggi è purtroppo molto diffusa (nel nostro Paese si contano 13 milioni circa di poveri, di cui 5 milioni di indigenti), senza le pensioni dei nonni sarebbe alle stelle.

Il report Istat “Condizioni di vita dei pensionati”, che fa riferimento  agli anni 2016-2017, non dà adito a dubbi. Oggi, nel nostro Paese, ci sono 12 milioni di famiglie nelle quali almeno uno dei membri è pensionato.

“Nel 61,2% dei casi (cioè delle famiglie con pensionati) – ci dice l’ISTAT – i trasferimenti previdenziali rappresentano oltre il 75% del reddito familiare e per il 22,7% delle famiglie l’unica fonte di reddito”.

L’Italia, insomma, è diventato un Paese povero. E sarebbe ancora più povero se non ci fossero i nonni: senza queste pensioni altre 7 milioni e mezzo di famiglie scivolerebbero sotto la soglia di povertà.

Ovviamente non si deve dire che fino a quando c’era la lira questo non succedeva: non si deve dire che la moneta unica europea ha praticamente rovinato l’Italia. Tanto chi comanda nel nostro Paese si è sistemato con mega stipendi e mega pensioni, ha sistemato figli e nipoti nei posti giusti e di quello che succede alla maggioranza della popolazione non gliene può fregare di meno.

Chi mette in discussione l’Unione europea dell’euro è un “sovranista” e un “populista” (come se fossero parole di offesa!). E mentre questi signori che comandano in Italia ci dicono che l’Unione europea e l’euro non sono in discussione, si sistemano figli e nipoti ai vertici di quello che resta dello Stato italiano, ai vertici della banche e delle società già colonizzate da capitale straniero (in Italia i gruppi economici italiani ormai non più italiani non si contano più!).

Per un anno circa i predoni che si stanno mangiando l’Italia hanno dovuto calare la testa su Quota 100 e sul Reddito di cittadinanza. Ma con il ritorno al Governo del PD – cioè del partito che ha perso le elezioni – si sta tornando indietro.

I percettori del Reddito di cittadinanza sono stati trasformati in precari: lavoreranno per conto dei Comuni senza soldi nei “Lavori socialmente utili”: insomma, siamo tornati agli Lsu di metà anni ’90 del secolo passato, quando governava Romano Prodi.

Su Quota 100 si tergiversa un po’: ci sono le elezioni regionali e il PD si illude di vincere in Emilia Romagna, in Puglia e in Calabria: eh sì, perché nella testa dei vertici del Partito Democratico e di altri ‘intelligenti’ per frenare l’avanzata della Lega serve un’iniezione di vecchia politica-politicante…

Dopo le elezioni, comunque andranno le cose, il Governo Conte bis – che in queste ore promette mirabolanti tagli di tasse e di cunei fiscali – metterà in atto quello che ha già programmato: attacco feroce alle famiglie e alle piccole imprese.

Comuni assetati di soldi che entreranno nei conti correnti bancari dei cittadini morosi senza il consenso dei giudici, costo del gasolio in aumento, punto interrogativo sul gasolio agricolo il cui prezzo, a parole, non dovrebbe aumentare ma che, se dovesse aumentare (eliminando le agevolazioni), ridurrebbe sul lastrico migliaia e migliaia di agricoltori che non potrebbero più utilizzare i mezzi meccanici. 

Ci sono le elezioni e il PD s’illude di vincere in Emilia Romagna: quindi blocco della tassa sulla plastica, dal momento che il 70 per cento circa della plastica si produce proprio in questa Regione; pausa anche per la tassa sulle bibite agli agrumi che, in buona parte, sono al Sud: e lì bisogna provare a tenersi la Puglia e la Calabria (per chi non l’avesse capito la Sugar tax arriverà comunque: i titolari delle aziende siciliane di questo settore si mettano il cuore in pace: o chiusura, o delocalizzazione).

E poi l’IVA sulle patenti, l’aumento del bollo di circolazione e l’incremento di tasse occulte.

L’Unione europea, quella che ci vuole bene, ha in serbo per noi quasi 50 miliardi di euro di “clausole di salvaguardia IVA” tra il 2021 e il 2022: soldi che si prenderanno o con l’aumento della stessa IVA, o con nuove “manovre” creative. A cosa serve, se non a questo, il Governo Conte bis che ha riportato a Palazzo Chigi e nei Ministeri che contano il PD? A cosa serve il Movimento 5 Stelle ‘di sinistra’?

E mentre – siamo in campagna elettorale – il Governo promette, promette, promette, tutto è già pronto per trovare in meno di due anni i 50 miliardi di euro per “scongiurare” l’aumento dell’IVA (dicono e scrivono così: “Abbiamo scongiurato l’aumento dell’IVA!”).

Chi pagherà? Il 93% dei titolari della moneta elettronica creata dalle banche? No, pagheranno le famiglie e le piccole imprese che in minima parte vivono e i massima parte sopravvivono con il 7% della liquidità rappresentata dalle banconote e dalle monete in circolazione. 

Assisteremo a un nuovo attacco ai redditi delle famiglie e alle piccole imprese: assisteremo alla chiusura di piccole imprese, di partite IVA, all’impoverimento ulteriore dell’Italia.

Assisteremo al si salvi chi può: cioè alla Regioni del Nord che, per limitare i danni, si penderanno l’Autonomia differenziata, scaricando sulle famiglie e sulle piccole imprese del Sud la maggior parte di questi nuovi ‘sacrifici’ per rendere grande l’Unione europea dell’euro…

Tutto questo avverrà mentre una banca tedesca – presente anche in Italia con una rete di sportelli – tiene in pancia quasi 50 mila miliardi di derivati…

Ma questo non conta…

Foto tratta da QuiFinanza  

 

 

 

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