Il vero fascismo è la Ue dell’euro e ci distraggono con il fascismo che non c’è/ MATTINALE 463

Il vero fascismo è la Ue dell’euro e ci distraggono con il fascismo che non c’è/ MATTINALE 463
2 dicembre 2019

Il fascismo, il nazismo e, adesso, anche il fenomeno delle ‘Sardine’ sono operazioni di distrazione di massa. Servono per non far capire agli italiani quello che gli stanno preparando con il Mes. Per fortuna che in Italia c’è ancora chi pensa. In questo articolo proviamo a spiegare come i tedeschi vogliono sistemare i ‘buchi’ delle proprie banche a spese di altri Paesi europei. E, in seconda battuta, come l’Europa dell’euro vorrebbe mettere le mani sul risparmio degli italiani  

di Economicus

Da giorni il direttore di questo blog mi tormenta, chiedendomi di illustrare ai lettori cos’è il Mes, il Meccanismo europeo di stabilità. Non è che la cosa mi mandi in un brodo di giuggiole. Per fortuna, ormai da anni, vivo in un Paese che, a Dio piacendo, tra qualche mese si lascerà definitivamente alle spalle la truffa chiamata Unione europea. Vivere nel Regno Unito significa, oggi, guardare con malinconia alla brutta fine che ha fatto l’Europa controllata di nuovo dai tedeschi.

Ecco, siamo entrati subito in tema. Il Mes ‘riformato’ lo vuole la Germania. Si tratta, alla fine, del sistema euro portato alle estreme conseguenze. Con questa nuova diavoleria le regole del Fiscal Compact – che solo un Paese senza capo né coda come l’Italia poteva ‘infilare’ nella propria Costituzione – buttate fuori dalla porta rientrano dalla finestra.

Dire che quello che sta succedendo è incredibile è poco. Ma sta succedendo.

Intanto diciamo subito che si tratta della riforma di un’istituzione finanziaria sovranazionale, intergovernativa, che opera già qualche anno. L’Eurosummit, convocato il 13 dicembre, dovrebbe ‘benedire’ questa nuova follia. Poi la parola passerà ai Parlamenti dei Paesi europei.

Non è vero che in Italia non si è parlato del nuovo Mes. Ne hanno parlato economisti ed esperti. E i giudizi sono stati, in molti casi, critici. Anche i vertici della Banca d’Italia hanno espresso perplessità. E questo è un fatto positivo: significa che la Banca d’Italia è autonoma rispetto alla Banca Centrale Europea che, lo ricordiamo, è un’istituzione privata.

ITALIA SENZA SINISTRA – Il problema è che su un trattato europeo che tocca gli interessi di tutti i cittadini italiani – e in particolare il risparmio degli stessi cittadini italiani – non c’è stato un coinvolgimento popolare nel dibattito. La dimostrazione che in Italia non esiste più un partito politico di sinistra.

Anche io nutro molte riserve sulla Lega di Matteo Salvini, se non altro perché sono nato nel Sud Italia. Ma è molto singolare che i leghisti – peraltro al Senato e in tempi non sospetti – siano stati gli unici a mettere i ‘paletti’ sul Mes. Perplessità sono state espresse anche da Stefano Fassina. Poi il silenzio totale da parte della politica.

Incredibile, ad esempio, il silenzio, in questi mesi, del Movimento 5 Stelle, che solo adesso sta ponendo la questione, peraltro in modo contraddittorio.

Ma andiamo alla parte ‘tecnica’ del Mes, dove la ‘tecnica’ nasconde, in realtà, scelte politiche gravissime e pericolosissime.

La prima novità del MES ‘riformato’ è l’aumento della garanzia finanziaria (backstop) verso il cosiddetto Fondo di Risoluzione Bancario Europeo (FRBE). Da qui già si capisce che non stiamo parlando dei problemi degli Stati che fanno parte dell’Unione europea, e quindi delle persone: parliamo delle banche. Ulteriore dimostrazione che l’Unione europea di oggi non è l’Europa dei popoli, ma l’Europa delle banche!

In questo momento in Europa ci sono banche in grande difficoltà. Banche, come si dice in gergo, che hanno la ‘pancia’ piena di derivati. Attenzione: è così dal 2008 e fino ad oggi tutti abbiamo fatto finta di nulla. Ora, però, soprattutto per alcune banche tedesche (I Nuovi Vespri ne hanno scritto in questo articolo) sono sorti dei problemi? Perché?

CRISI DEI DERIVATI: PERCHE’ PROPRIO ORA? – Questa è un bella domanda. In parte perché la Germania sta entrando in recessione (i dazi doganali americani per i tedeschi sono un colpo durissimo), in parte perché le condizioni internazionali, più politiche che economiche, potrebbero indurre la messa a nudo delle realtà bancarie.

In questo scenario il nuovo Mes dovrebbe potenziare il finanziamento di ultima istanza a valere sul Fondo di Risoluzione Bancario Europeo.

Nella seconda parte il Mes entra nella vita degli Stati partendo dal debito pubblico. Parliamo, in questa seconda parte, del ruolo che l’Unione europea ha assegnato alle banche rispetto alla vita degli Stati europei. In parole brutali, parliamo del potere delle banche sugli Stati. E qui siamo ben al di là della democrazia.

Il nuovo Mes introduce due linee di credito: una precauzionale e una rafforzata (in casi particolari si precede anche una terza soluzione).

Le due linee di credito sono state pensate e costruire per favorire alcuni Paesi europei e per penalizzarne altri. L’Italia, come vedremo, è tra i Paesi che verrebbero penalizzati.

Alla linea di credito precauzionale possono avere accesso solo i Paesi che presentano particolari condizioni di finanza pubblica: parametri che sono stati scelti arbitrariamente. Questi parametri si trovano nel Trattato di Maastricht, nel solito Patto di Stabilità e Crescita, nell’immancabile Fiscal Compact.

Cosa prevedono questi parametri? Che nei due anni che precedono la richiesta di finanziamento al Mes, lo Stato che richiede l’intervento deve avere il rapporto deficit/PIL sotto il 3% (soglia, lo ribadiamo, assolutamente arbitraria: perché, ad esempio, non introdurre la clausola per la quale, per accedere a questa linea di credito, le banche di tale Paese non dovrebbero avere in ‘pancia’ derivati in eccesso? Forse perché alla Germania non piacerebbe?).

Poi c’è la clausola sul debito pubblico: la solita storia del rapporto debito/PIL (Prodotto Interno Lordo). Se tale rapporto supera una certa soglia (60%), lo Stato che chiede questa prima linea di intervento deve avere ridotto tale rapporto, negli ultimi due anni, di un ventesimo all’anno, proprio come prevede il Fiscal Compact.

Questo è un passaggio fondamentale. Nel sistema euro il debito pubblico, per alcuni Paesi, è una necessità, perché parliamo di un sistema monetario fondato sull’indebitamento. In un Paese con la sovranità monetaria il debito pubblico non è un problema: tant’è vero che in Giappone, che ha un debito pubblico doppio rispetto a quello dell’Italia, l’economia va avanti lo stesso.

Nel sistema euro la gestione del debito pubblico è stata organizzata per consentire ad alcuni Stati di esercitare il dominio su altri Stati: è il caso della Grecia, che è stata massacrata, alla fine, per un debito pubblico di circa 300 miliardi di euro!

Cosa vogliamo dire? Che l’Italia non avrà mai accesso a questa prima linea di credito.

Cosa si deve aspettare l’Italia dal Mes ‘riformato? Ovviamente la linea di credito rafforzata. In Italia, è noto, il rapporto debito/PIL è superiore al 60%. L’Italia è matematicamente un Paese che non ha rispettato la regola prevista dal Fiscal Compact, ovvero la riduzione del debito di 1/20 all’anno. Questa è una follia totale, perché il nostro Paese, secondo il Mes riformato, dovrebbe tagliare poco più di 115 miliardi di euro all’anno!

Quindi se l’Italia dovesse aver bisogno del Mes dovrebbe prima ‘ristrutturare’ il proprio debito pubblico massacrando i propri cittadini!

L’ATTACCO AI TITOLI DI STATO ITALIANI – Infatti, la domanda da cento punti è: ma l’Italia dove dovrebbe prendere i soldi per ristrutturare il proprio debito pubblico? Risposta ovvia: dal risparmio degli stessi italiani: per esempio, dai titoli di Stato.

Detto in parole semplici, per ‘ristrutturare’ il proprio debito pubblico il valore nominale di un titolo di Stato verrebbe ridotto con una semplice legge ordinaria! Di fatto, si andrebbe a ridurre un attivo finanziario importante sui bilanci delle banche e di altre istituzioni finanziarie.

La follia di questo trattato è che questo intervento che deprimerebbe l’economia di uno Stato verrebbe attuato proprio mentre quello Stato si trova nel pieno della crisi economica: proprio quello che hanno fatto con la Grecia.

Come potete notare, i ‘capi’ della Ue, del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Centrale Europea (BCE), che hanno chiesto ‘scusa’ per quello che hanno fatto in Grecia, visto la povertà che hanno creato (con tutti i drammi umani, comprese malattie e morti), di fatto stanno riproponendo la stessa ‘cura’ per i Paesi europei che verrebbero chiamati a ‘ristrutturare’ il proprio debito pubblico!

L’IMMUNITA’ PER I BUROCRATI DEL MES – Qui arriva la parte più incredibile del nuovo Mes: il Memorandum of Understanding che stabilisce le politiche di bilancio e le ‘riforme’ da appioppare al Paese da massacrare. Così compare un’istituzione finanziaria gestita da ‘tecnici’, oggi controllata dalla Germania (ma guarda che coincidenza…) alla quale viene concesso lo scudo penale, ovvero l’immunità giuridica per gli atti che compirà!

E bisogna anche capirli: in Grecia sono stati compiuti atti non esattamente ricchi di umanità: per fortuna che il paese era piccolo e se ne è parlato poco, grazie anche alla ‘Grande informazione’ europea. Però se si andrà a colpire un Paese più grande potrebbero insorgere problemi: meglio premunirsi prima con l’immunità…

Di fatto, la democrazia verrebbe calpestata e chi la calpesterebbe non finirebbe sotto processo. E questa è l’Unione europea! E questo è il trattato che il Parlamento italiano dovrebbe approvare!

In Italia, ormai da tempo, si parla del fascismo che non c’è e, nelle ultime settimane, anche del ritorno del Nazismo. Sentiamo il dovere di avvertire gli italiani che questi sono solo diversivi: servono per distrarre i cittadini dai veri problemi.

Il ritorno dei fascisti e adesso anche dei nazisti sono operazioni in parte magari veri, frutto della stupidità, in altri casi magari fomentati ad arte; ma sono solo operazioni di distrazioni di massa. L’obiettivo è quello di non far sapere agli italiani cosa stanno combinando con il Mes. Per fortuna che in Italia ci sono ancora persone che pensano e ragionano.

Tutta questa storia – superfluo dirlo – è stata messa in piedi per salvare, in prima battuta, le banche tedesche. E, in seconda battuta, con la ‘ristrutturazione’ del debito pubblico, per fregare gli italiani.

Non fatevi infinocchiare da chi vi dice che il Mes non servirebbe all’Italia. A parte il fatto che costerebbe all’Italia oltre 50 miliardi di euro che finirebbero a sostegno delle banche tedesche (e questo è già un buon motivo per non aderire alla ‘riforma del Mes).

Non sarebbe l’Italia a decidere di utilizzare la seconda linea del Mes. Oggi basta una speculazione – per esempio sullo spread – per mettere in ginocchio un paese europeo.

La verità è che ai tedeschi non piace che, mentre le loro banche sono incasinate con i derivati, gli italiani siano proprietari dei due terzi del debito pubblico italiano e, contemporaneamente, proprietari di abitazioni e di quasi mille e 500 miliardi di euro di fondi comuni d’investimento, più i risparmi bancari e postali.

Ed è lì che vogliono portare l’attacco. E’ questo il vero obiettivo del Mes. Piuttosto che occuparsi del fascismo, del nazismo e, adesso, anche delle ‘Sardine’, gli italiani farebbero bene a evitare che il Parlamento italiano approvi la ‘riforma’ del Mes!

Foto tratta da neXt quotidiano 

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