Egregia Ministra Bellanova, veda che con i pastori sardi non si scherza!

Egregia Ministra Bellanova, veda che con i pastori sardi non si scherza!
30 novembre 2019

Com’era prevedibile – e noi l’abbiamo previsto (in verità immaginavamo che la protesta sarebbe esplosa prima) – i pastori sardi si accingono a riprendere la protesta. Così almeno ci sembra di leggere in un post su Facebook. Era ora! Forse la cosa migliore è che la Ministra Teresa Bellanova trovi una soluzione. Ne avrà le capacità? 

A differenza degli agricoltori del Sud Italia ai quali è stato scippato il grano duro Senatore Cappelli senza nemmeno uno straccio di protesta con manifestazioni nelle strade, i pastori sardi si accingono invece a dare vita a una nuova protesta. E’ noto che, dopo le manifestazioni dello scorso Febbraio, quando i pastori sardi sono scesi in piazza per protestare contro il prezzo basso del latte di pecora, è arrivato un accordo siglato con l’allora Ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio.

Allora c’era il Governo tra grillini e leghisti. E il Ministro leghista Centinaio ha proposta un accordo che, a nostro avviso, i pastori sardi non avrebbero mai dovuto firmare. Cosa che noi abbiamo scritto in un articolo dal titolo: “Siglato l’accordo sul latte di pecora: perché i pastori sardi stanno sbagliando”.

Noi ci rendiamo conto che i pastori sardi vivono del proprio lavoro e di ciò che producono e devono comunque andare avanti. Ma è stato un errore firmare un accordo che finalizza l’aumento del prezzo del latte – peraltro un aumento esiguo – all’andamento del mercato del Pecorino Romano.

Per la cronaca, il Pecorino Romano di romano ha solo il nome, perché viene prodotto in larghissima maggioranza con il latte delle pecore della Sardegna. Ed è su questo che i pastori sardi avrebbero dovuto fare forza: non vogliono pagare il latte di pecora sardo un euro e mezzo al litro? Bene: che vadano ad acquistare il latte di pecora all’estero!

Del resto, Report ha documentato che in Italia arrivano tonnellate e tonnellate di latte straniero.

Noi, in verità, ci aspettavamo una protesta dei pastori sardi a Novembre. Ma così non è stato. Ma è solo questione di tempo, a giudicare da quello che leggiamo nella pagina Facebook del Movimento dei Pastori Sardi (MPS):

“Come saprete, il 28 c’è stato un incontro a Roma con la Ministra Bellanova. Ennesimo incontro, ennesimo tavolo, ennesime considerazioni e, dopo mesi, ennesime risposte. Così uguali a sempre che abbiamo avuto come la sensazione che quell’incontro non fosse altro che: ‘Facciamoli venire a Roma, li teniamo buoni con un tavolo ministeriale, gli diamo importanza ma non ci spostiamo di una virgola’. Noi pastori, che per praticità odiamo perder tempo, ci siamo messi di buona lena a rispiegare da capo la necessità di riequilibrare i rapporti di forza tra produttori primari e trasformatori, tra trasformatori e grande distribuzione. Parlavamo, proponevamo ma ci sentivamo soffocati da quel palpabile senso di sufficienza: ‘Parla parla…’. Tant’è che la ministra, indovinate un po’? Ha riproposto esattamente la stessa triade rifilata quando si trovava in terra sarda: 14 milioni ritiro eccedenze, 10 milioni per accordi di filiera, 5 per abbattere i tassi sui mutui. Noi rimaniamo allibiti, o forse no, l’abitudine è una brutta bestia. Ma anche se non ci stupiamo, non possiamo tacere il fatto che con questo piano, con questa minestra strariscaldata le cose non cambieranno. Non cambierà il sistema che genera il prezzo del latte, non cambieranno i poteri instabili della filiera”.

Per la cronaca, si parla della Ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, quella che quando era nel PD era stata dipinta come una ‘pasionaria’ per il suo passato di bracciante agricola in Puglia, eroina di qua e ed eroina di là, mentre ore che ha seguito Matteo Renzi in Italia Viva non piace più alla ‘sinistra’ che prima l’aveva celebrata.

Se dobbiamo essere sinceri, a noi Teresa Bellanova non è mai piaciuta: non ci piaceva quando era nel PD e non ci piace adesso.

Ma torniamo ai pastori sardi. Leggiamo sempre sulla loro pagina Facebook:

“Abbiamo chiesto che quei fondi venissero rimodulati per incentivare, strutturare e aggregare i pastori, ma ti pare? Che palle questi discorsi, che noia queste utopie! Sai che facciamo? Se adesso non ci sono eccedenze e quindi non servono i 14 milioni per destinare il formaggio agli indigenti, ce li conserviamo per i prossimi anni, così se qualcuno crea eccedenze, supera le quote ecc, siamo pronti a sistemare le cose. Vi assicuriamo che non è il teatro dell’assurdo. È la dura realtà che ci si pone davanti. Altro che cambiare il sistema, abbiamo un salvadanaio per chi si fa gli affari suoi, fottendosene dell’intero comparto. In questo modo è irragionevole una qualsivoglia ripresa del prezzo, al quale tra l’altro poco si è fatto cenno. Meglio pensare alle Banche. Se ci sentite delusi e amareggiati in questo post, vi assicuriamo che è pochissimo rispetto all’umore portato a casa da Roma. Ma da ogni delusione, fiorisce sempre anche quella giusta dose di propulsione a non cedere all’apatia che pretendono di farci in vena”.

Quindi l’avvertimento all’attuale Governo nazionale:

“Perciò, Cara Ministra, Le abbiamo a più riprese riferito che odiamo le minestre riscaldate perciò le comunichiamo che qui in Sardegna tira vento di rivolta, un vento che dalle campagne sposteremo in città, dove vorremmo condividere la burrasca con chi da sempre solidarizza con le nostre manifestazioni”.

Finalmente ritroviamo i pastori sardi che conosciamo: era ora!

Foto tratta da Libertà

 

 

 

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