Carmelo Raffa (FABI) all’attacco: “Temiamo che Unicredit possa penalizzare il Sud e la Sicilia”

30 novembre 2019

Martedì 3 Dicembre, a Londra, i vertici di Unicredit presenteranno  il nuovo piano industriale. Che succederà? Carmelo Raffa, leader storico della FABI siciliana, lancia l’allarme: “Temiamo che che Unicredit, ancora una volta, penalizzerà il Sud Italia e la Sicilia”. Non si escludono manifestazioni di protesta   

“Ormai mancano pochi giorni e la nostra preoccupazione aumenta”.

E’ quanto dichiara Carmelo Raffa, coordinatore di FABI-SICILIA, la più grande organizzazione sindacale del settore bancario italiano.

“Si avvicina sempre più martedì 3 dicembre – continua Raffa – data in cui Unicredit presenterà a Londra il nuovo piano industriale del Gruppo per i prossimi tre anni. E noi temiamo che Jean Pierre Mustier e gli amministratori del Gruppo penalizzino ancora una volta il Centro Sud e la nostra Regione. Nell’ultimo periodo Unicredit e le altre Banche non hanno avuto alcuno scrupolo, sopprimendo decine e decine di sportelli, principalmente al Centro Sud e nella nostra Regione”.

E’ stato evidenziato dall’ANCI Sicilia (Associazione Nazionale Comuni Italiani) che circa 100 Comuni in Sicilia sono stati privati di sportelli bancari.

Mentre l’Assemblea regionale siciliana ha approvato due mozioni per invitare Unicredit e le altre Banche a non proseguire con la chiusura degli sportelli bancari: cosa, questa, che favorisce anche la desertificazione territoriale.

“Temiamo – dice sempre raffa – che gli amministratori di Unicredit possano adottare scelte che penalizzino ancora una volta il Centro Sud e la nostra Isola. Rammentiamo che decine e decine di filiali sono state già chiuse negli ultimi anni e che sono troppi i Comuni siciliani privi di uno sportello bancario”.

“Non possiamo sottacere il fatto che, da oltre undici anni, gli organici delle banche che operano nella nostra Isola sono stati falcidiati attraverso esodi anticipati e pensionamenti di circa due mila unità lavorative. Di converso le nuove assunzioni, in percentuale, corrispondono ad un prefisso telefonico! Auspichiamo che Unicredit inverta la propria strategia e cominci veramente ad assumere, approfittando degli incentivi previsti dalle leggi vigenti, in Sicilia e nelle zone più deboli del Paese”.

“Se invece – conclude il coordinatore regionale FABI – Unicredit proporrà rigidità e chiusure alle istanze del sindacato, il piano se lo gestirà in proprio. Come ha già preannunciato la Segreteria nazionale della FABI, davanti a chiusure e rigidità non ci sarà la firma della nostra organizzazione sindacali ma, al contrario, forme incisive di protesta”.

 

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