‘Caso’ Senatore Cappelli, il senatore De Bonis attacca la Coldiretti

‘Caso’ Senatore Cappelli, il senatore De Bonis attacca la Coldiretti
15 ottobre 2019

Durissimo l’attacco che il senatore Saverio De Bonis – che è anche presidente dell’Associazione GranoSalus – sferra alla Coldiretti sul ‘caso’ del grano duro Senatore Cappelli: “Chiederemo se un sindacato agricolo può espletare attività di business”

Sulla vicenda della varietà di grano duro Senatore Cappelli interviene anche il senatore Saverio De Bonis. E lo fa con un intervento, pubblicato su Facebook, dal titolo emblematico:

“SE NON SEI DELLA COLDIRETTI NON HAI IL SENATORE CAPPELLI”.

“Tra gli imprenditori agricoli – scrive De Bonis – girava molto spesso la voce del diniego del grano da seme senatore cappelli a chi non fosse iscritto a #COLDIRETTI. Adesso la voce sembra fondata, dal documento dell’Autoritá Garante Concorrenza e Mercato (AGCM)-Antitrust, apprendo di operazioni sleali poste in essere per la commercializzazione del grano Senatore Cappelli. In particolare, leggo di ‘sfruttamento di una posizione di forza, diniego ingiustificato della fornitura delle sementi a coltivatori non aderenti alla Coldiretti e ingiustificati aumenti di prezzo pari al 60% rispetto al prezzo precedente’. Ed a sostenerlo, ribadisco, è l’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato”.

“C’è un accordo tra il CREA e SIS – prosegue De Bonis – che autorizza la Società sementiera appartenente alla galassia Coldiretti (sul sito ufficiale di SIS campeggia con grande evidenza il simbolo della Coldiretti) a gestire la concessione della riproduzione del seme Cappelli. Si sarebbe così creato un MONOPOLIO discriminatorio finalizzato a concedere il seme solo alle aziende ‘targate’. In forza dell’ESCLUSIVA sul Senatore Cappelli, si sarebbe imposto ai coltivatori la stipula del Contratto-SIS, ai sensi del quale gli stessi s’impegnano a conferire il Raccolto”.

“SIS, inoltre – prosegue la nota del senatore eletto nel Movimento 5 Stelle e oggi indipendente – avrebbe negato o ritardato la fornitura di sementi senza una valida giustificazione, discriminando i coltivatori richiedenti sulla base di considerazioni del tutto sconnesse da motivazioni obiettive e leali. SIS, infine, non appena ottenuta l’esclusiva sulle Sementi, ha praticato un aumento significativo ed ingiustificato dei prezzi, rispetto a quelli registrati in precedenza. Una condotta sleale che ha danneggiato il mondo dell’agricoltura, già sofferente per le politiche governative a vantaggio delle industrie”.

“Adesso – scrive sempre De Bonis – non resta che confidare nella giustizia e nell’applicazione della legge. Mi congratulo per il lavoro svolto da AGCM: personalmente investirò il PARLAMENTO della questione. In particolare, chiederemo al Ministro Bellanova la REVOCA immediata della licenza di moltiplicazione da parte di CREA a SIS”.

Anche De Bonis – come l’eurodeputato del Movimento 5 Stelle, Ignazio Corrao – chiede che la varietà di grano duro Senatore Cappelli venga restituita a tutti gli agricoltori italiani, che possono sì coltivare questo grano, ma non possono venderlo come tale – cioè come grano duro Senatore Cappelli – perché la SIS ha l’esclusiva.

De Bonis riserva una ‘botta’ finale alla Coldiretti:

“Infine, chiederemo se un sindacato agricolo può espletare attività di business. Finché sarò un senatore, nessun agricoltore resterà solo! Lo avevo promesso in campagna elettorale e continuo a mantenere la parola data: argomento molto sensibile per me, tanto da essere già stato attenzionato in Senato”.

 

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