Altolà di Matteo Renzi al PD: niente aumento dell’IVA

30 settembre 2019

Con questa mossa Italia Viva – il nuovo partito di Renzi – ha gettato nello scompiglio il Governo, proprio poche ore prima della presentazione della Nota di aggiornamento al Def. Renzi, insomma, gioca a tutto campo. E ha tutta l’intenzione di far prendere il fuoco con le mani a PSD e grillini. Non a caso questi ultimi, ipertassaiuoli fino a due giorni fa, ora imitano Renzi e si dicono contrari all’aumento dell’IVA… 

Com’era prevedibile, una volta fuori dal PD, con le mani libere, Matteo Renzi gioca a tutto campo. E lo fa scegliendo un argomento che rischia di creare non poche difficoltà al Partito Democratico e, in particolare, al Ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, noto per essere un europeista ‘convinto’: l’IVA.

La mossa di Renzi non deve aver fatto molto piacere ai vertici del PD e allo stesso Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che già preparavano un aumento dell’IVA per alcune categorie.

Fino a qualche giorno fa sembrava che un aumento dell’IVA solo per alcune categorie economiche fosse già una cosa fatta. Invece, a poche ore dalla presentazione della Nota di aggiornamento al Def (Documento di economia e finanza), ovvero la cornice entro la quale il Governo Conte bis dovrebbe indicare – di fatto. dove trovare i soldi per andare avanti, è arrivata la ‘stoccata’ di Renzi.

“L’aumento selettivo dell’IVA – ha detto senza tanti giri di parole Renzi – sarebbe una presa per il naso selettiva“. E Ettore Rosato, fedelissimo dello stesso Renzi, ha aggiunto: “Non siamo Italia IVA, siamo Italia Viva”.

Renzi e renziani hanno anticipato il leader della Lega, Matteo Salvini, ovviamente contrario all’aumento dell’IVA.

La mossa di Renzi ha completamente scompaginato i giochi in Consiglio dei Ministri, dove la seduta notturna che avrebbe dovuto sancire il sì all’aumento dell’IVA è finita con un nulla di fatto.

Per bloccare l’aumento dell’IVA – previsto dalle clausole da strozzinaggio imposte dall’Unione Europea dell’euro – ci vogliono 23-24 miliardi di euro. PD e grillini pensavano di bloccare una parte dell’IVA e di farne pagare ai cittadini una seconda parte.

Ufficialmente la quota di IVA che dovrebbe aumentare con l’aumento selettivo dell’Imposta sul valore aggiunto dovrebbe attestarsi sui 6 miliardi di euro; in realtà, a giudicare dal numero di prodotti che PD e grillini avrebbero voluto gravati dell’aumento dell’IVA, i cittadini italiani avrebbero dovuto pagare, ogni anno, non meno ci 12 miliardi di euro circa di IVA in più.

Adesso, però, è arrivata la mossa di Renzi. E’ ovvio che, per far pagare ai cittadini l’aumento dell’IVA serve il consenso di tutt’e quattro i partiti che danno vita al Governo Conte bis: PD, Movimento 5 Stelle, Italia Viva di renzi e Liberi e Uguali.

Appena Renzi ha fatto sapere di non essere d’accordo sull’aumento dell’IVA, i grillini, con Luigi Di Maio, hanno fatto sapere che anche loro sono contrari all’aumento dell’IVA.

Di fatto – perché questo sta succedendo – Renzi ha rotto l’unità del Governo sull’aumento dell’IVA, ha costretto i grillini a dire pure no all’IVA e ha lasciato il suo ex partito – il PD – e il capo del Governo Conte a fare la ‘guardia al bidone’.

Che succederà, adesso? Semplice: all’aumento della tasse già annunciato dal Governo Conte bis – tasse sui biglietti aerei, tasse sulle merendine, aumento del costo delle patenti, tasse sul gasolio (l’annunciato aumento del costo del gasolio in agricoltura ha già scatenato un putiferio!) – lo stesso Governo Conte bis dovrà aggiungere altra nuove tasse e nuove imposte.

Volete la nostra opinione? Renzi si è smarcato e continuerà a smarcarsi, provando a caricare su PD e Movimento 5 Stelle il ricorso a provvedimenti impopolari.

Ci sarà da divertirsi…

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