Così, per curiosità: ma al Senato grillini e PD ce l’hanno la maggioranza?/ MATTINALE 383

28 agosto 2019

 

Ce lo chiediamo perché a noi risulta che il dissenso, nel Movimento 5 Stelle, circa l’accordo con il PD, non è un fenomeno che riguarda solo la base, ma anche i parlamentari. Il senatore Gianluigi Paragone ha annunciato che non voterà per il Governo. Sembra che potrebbe non essere il solo… Il Movimento 24 agosto di Pino Aprile fa breccia tra i parlamentari grillini del Sud? Intanto Luigi Di Maio ha chiesto che l’accordo con il PD venga approvato dalla piattaforma Rousseau

Una domanda, così, tanto per capire: il Governo tra Movimento 5 Stelle e PD ha al Senato una solida maggioranza? Il problema, infatti, a quanto pare, non sarebbe legato solo al senatore Gianluigi Paragone. Anche se Beppe Grillo, Luigi Di Maio e compagnia bella fanno e disfanno a piacimento, cambiando le carte in tavola su tanti argomenti (l’ultima sceneggiata si è consumata sulla TAV: sceneggiata conclusa con il ‘divorzio’ tra i grillini e i NO TAV, che non hanno affatto gradito la mancata apertura della crisi di Governo dei grillini sull’Alta Velocità Ferroviaria), non è detto che tutti i parlamentari si accodino all’accordo con il PD.

I problemi – a nostro modesto avviso – riguardano soprattutto il Senato. Dove le defezioni potrebbero essere pesanti. Stando a indiscrezioni, l’ala del Movimento che fa capo a Grillo e Di Maio sarebbe non poco preoccupata. Il tempo del “O si fa quello che diciamo noi o vi sbattiamo fuori dal Movimento” sembra finito. Anche perché il dissenso, oggi, all’intero del mondo grillino, oltre ad essere più articolato, avrebbe anche obiettivi diversi.

In pochi ne parlano. Ma il Movimento 24 agosto di Pino Aprile – di fatto un partito politico del Mezzogiorno – nato nel Parco della Grancia di Potenza nei giorni scorsi, comincia a fare paura. Questo perché accanto a Pino Aprile potrebbero schierarsi alcuni parlamentari uscenti.

L’ex senatore grillino, Saverio De Bonis, è tra i fondatori del Movimento 24 agosto. Ma, a quanto si racconta, potrebbe non essere il solo. Anche perché l’abbandono dei temi delegati al Sud, da parte del passato Governo tra grillini e leghisti, è un fatto oggettivo. E il ritorno al Governo del PD – partito ferocemente antimeridionale – non lascia presagire nulla di buono per il Sud.

Insomma, tra i grillini, oltre al dissenso di chi non ‘digerisce’ l’accordo con il PD, ci potrebbe anche essere il dissenso di un’ala meridionalista che potrebbe valutare di appoggiare le istanze del Sud che arrivano dal Movimento di Pino Aprile.

La strategia dei dissidenti, a quanto apprendiamo da Radio Tam Tam, potrebbe essere quella di aspettare l’evoluzione degli eventi. Per poi trattare con il futuro Governo argomento per argomento.

Forse è per questo che qualche fedele dei ‘capi’ grillini, in queste ore, avrebbe cercato di riallacciare i contatti con alcuni parlamentari grillini buttati fuori dal Movimento? Chissà…

Un fatto certo è che Luigi Di Maio, dopo aver chiuso (o quasi) l’accordo con il PD, ha annunciato che darà la parola alla piattaforma  Rousseau. Molti leggono questo passaggio ulteriore come un’ulteriore perdita di tempo. In realtà, Luigi Di Maio, prima di andare avanti, vuole capire se ha dietro la maggioranza del Movimento.

 

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