Vincenzo Figuccia: “Una catena umana per bloccare il grano canadese che arriva in Sicilia”

Vincenzo Figuccia: “Una catena umana per bloccare il grano canadese che arriva in Sicilia”
8 agosto 2019

Il parlamentare regionale, leader di ‘Cambiamo la Sicilia’, annuncia che il primo settembre, nella Giornata Mondiale per la Custodia del Creato, organizzerà una catena umana per dire “No” al grano estero canadese che arriva in Sicilia. “No alla logica delle multinazionali”

Una catena umana per bloccare il grano canadese che arriva in Sicilia.

A lanciare la proposta è il parlamentare regionale dell’UDC, Vincenzo Figuccia, leader del Movimento Cambiamo la Sicilia.

“Diciannove milioni di chili di grano canadese sono arrivati la settimana scorsa al porto di Pozzallo e attendono che si concludano le analisi per il via libera a essere utilizzati”, scrive Fuguccia in un comunicato.

Il deputato siciliano è molto ottimista: a nostro modesto avviso, infatti, come avvenuto in casi precedenti, delle analisi disposte sul grano canadese arrivato a Pozzallo non si saprà nulla (anche perché, come ripete spesso Cosimo Gioia, produttore di grano duro siciliano e già dirigente generale del dipartimento Agricoltura della regione siciliana, non si sa nemmeno che nella nostra Isola ci sono laboratori in grado d effettuare le analisi sull’eventuale presenza di glifosato).

Dopo di che, senza colpo ferire, ce lo faranno mangiare…

Figuccia, però, che già in altre occasione ha difeso il grano siciliano, non si arrende:

“E’ una storia che deve finire – dice il parlamentare dell’assemblea regionale siciliana -. Il grano importato dal Canada deprezza il prodotto siciliano, ineguagliabile per caratteristiche organolettiche; crea un grave danno economico per gli imprenditori agricoli siciliani e mette a serio rischio la salute dei cittadini”.

“Va detto, infatti – prosegue il leader di cambiamo la Sicilia che ha già promosso un’iniziativa a sostegno del consumo di prodotti siciliani – che la tossicità del grano d’importazione proveniente dal Canada ha livelli di gran lunga maggiori rispetto agli standard italiani, in quanto, com’è noto, oltreoceano l’uso del glifosato è sottoposto a direttive meno stringenti. Il grano canadese arrivato in Sicilia è destinato a sette mulini siciliani che ne avrebbero fatto richiesta, determinando un crollo del prezzo del grano dei nostri campi. Di fatto, per pagare un pacco di pasta al negozio, un agricoltore deve vendere almeno cinque chili di grano, visto che è quotato circa 16 centesimi al chilo”.

“Si è già attivata la macchina dei controlli fitosanitari – aggiunge Figuccia – ma dobbiamo convincere i nostri imprenditori del potenziale e della ricchezza del nostro ‘oro giallo’, che non può essere svenduto. Né ci dobbiamo inginocchiare alle regole imposte dal grano estero. È una deturpazione inaccettabile ed è per questo che il primo settembre, nella Giornata Mondiale per la Custodia del Creato, ho deciso di occupare ad oltranza quelle terre di Sicilia sempre più minacciate dalla presenza di soggetti esteri come le multinazionali, che vogliono sfruttare il nostro territorio, il nostro patrimonio boschivo e agricolo, per dominare e imporre le proprie logiche di mercato. Faremo una catena umana per impedirlo”.

 

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