Ci mangiamo un piatto di lenticchie? Sì, ma solo lenticchie canadesi al glifosato!

Ci mangiamo un piatto di lenticchie? Sì, ma solo lenticchie canadesi al glifosato!
7 agosto 2019

Ormai è diventato quasi impossibile, in Sicilia, trovare lenticchie siciliane nei Centri commerciali. Solo lenticchie canadesi e qualche lenticchia italiana. Come il grano canadese, anche le lenticchie canadesi vengono fatte maturare artificialmente con il glifosato. Fino al 2011 non potevano entrare in Europa perché contenevano un percentuale troppo elevata di glifosato. E che ha fatto la UE? Ha innalzato i limiti di questo veleno! Proprio come ha fatto con il grano, sempre canadese e sempre trattato con il glifosato…

Pomeriggio in un Centro commerciale di Palermo alla ricerca di legumi siciliani. Ricerca vana, perché, su dieci diverse confezioni di lenticchie, su ben sette campeggia la scritta: “Origine: Canada”. Per noi non è una novità: già lo scorso anno, a luglio, abbiamo cercato invano lenticchie siciliane (lenticchie di Villalba, lenticchie di Ustica, lenticchia nera di Leonforte) e abbiamo appurato per la seconda volta una sorta di invasione delle lenticchie canadesi!

Perché ci rifiutiamo di portare sulla nostra tavola le lenticchie canadesi? Lo spiega molto bene un passo di un articolo dello scorso anno pubblicato da RFMAG – RADICI FUTURE MAGAZINE:

“Nel 2011 l’Unione Europea rigettò un carico navale di lenticchie, poiché il limite massimo residuo (LMR) di glifosato (uno dei diserbanti più utilizzato al mondo) superava lo 0.1 PPM (nr. di parti per milioni) come la normativa comunitaria richiedeva. Il 13 gennaio 2012, a seguito di una richiesta da parte di multinazionali del settore chimico e dopo una contrattazione,

la European Food Safety Authority (EFSA) innalzò i limiti a circa 10 PPM”. 

Alla fine, la stessa cosa che è avvenuta con il grano canadese nel 2006, quando con Regolamento europeo n. 1881 del 2006 i limiti delle micotossine DON sono stati innalzati da 750 parti per miliardo a mille e 750 parti per miliardo! 

(Foto sopra tratta da ciboserio.it)

Insomma: pur di consentire a un Paese extra-europeo di esportare in Europa i propri prodotti (quasi sempre in cambio della possibilità, per le grandi industrie europee, di vendere in quei Paesi prodotti industriali), l’Unione Europea non esita ad innalzare i limiti delle sostanze contaminanti, in barba alla salute dei cittadini europei!

Quando in televisione o sui ‘Giornalini’ italiani ‘magnificano’ la grandezza dell’Unione Europea dell’euro, ebbene, ricordatevi sempre del grano tenero, varietà Manitoba, che ormai è la ‘stella polare’ dell’industria dolciaria; ricordatevi del grano duro canadese, la cui importazione, da quando è entrato in vigore il CETA – il trattato commerciale tra UE e Unione Europea – è aumentata di ben sette volte (alla faccia della pubblicità in cui ci raccontano che la pasta industriale italiana è fatta con “grano duro rigorosamente italiano”!).

Tornando alle nostre lenticchie, ieri non abbiamo acquistato le lenticchie. Per gustare le lenticchie siciliane non ci resta che cercare qualche negozio artigianale.

Perché, dopo un anno, abbiamo volto segnalare ai nostri lettori l’invasione di lenticchie canadesi in Sicilia (o forse in tutta l’Italia). Perché la stragrande maggioranza dei cittadini non ha il tempo per recarsi nei negozi artigianali (cosa che invece dovrebbe fare) e se vuole gustare le lenticchie, zact!, è costretta a portare sulle propria tavola le lenticchie al glifosato canadesi, ‘benedetta’ dall’Unione Europea che ha innalzato i limiti di presenza dello stesso glifosato!

Concludendo: con il ricorso al glifosato i canadesi aumentano la produzione di lenticchie del 14-15%. Siccome parliamo di un export spaventoso, provate a immaginare quanto i canadesi guadagnano utilizzando il glifosato per fare maturare artificialmente le lenticchie…

P.s.

Ah, dimenticavamo: secondo voi quando andate nei ristoranti e ordinate lenticchie che cosa vi servono? 

 

 

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