Incendi di Palermo e Monreale: Musumeci, Cordaro e il Corpo Forestale si sono ‘auto-assolti’…

Incendi di Palermo e Monreale: Musumeci, Cordaro e il Corpo Forestale si sono ‘auto-assolti’…
3 agosto 2019

Il fuoco di ieri sera che ha bruciato i monti di Ciaculli, monte Grifone e Monreale? La colpa è dei piromani. A noi la ricostruzione ufficiale del fuoco di ieri sera, però, non convince proprio. Anche perché, appena qualche giorno fa, abbiamo letto di una denuncia del SIFUS che ha chiamato in causa proprio la Regione siciliana per una serie impressionante di inadempienze!

Così gli incendi che ieri sera hanno colpito i monti che sovrastano Ciaculli e monte Grifone a Palermo e Monreale sono entrati a pieno titolo come pagine ‘aggiuntive’ del ‘Libro Cuore’? Bravissimi gli uomini del Corpo Forestale (e noi che pensavamo che il Corpo Forestale della Regione siciliana si stesse estinguendo per mancanza di personale!), bravissimi il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, bravissimo l’assessore al Territorio e Ambiente, Toto Cordaro, bravissimo il sindaco di Monreale? E cattivissimi, invece, i piromani – ormai è un’olimpica certezza! – che hanno appiccato il fuoco?

Si offende qualcuno se a noi questa ricostruzione dei fatti ci lascia un po’ perplessi? Ci ha colpito, e molto, la dichiarazione rilasciata al Giornale di Sicilia da Filippo Principato, dirigente generale del Corpo forestale della Regione siciliana:

“Gli incendi a Monreale e San Martino delle Scale sono certamente dolosi. Sono stati trovati quattro punti di fuoco distanti tra loro. E’ quanto meno sospetto che attorno a Palermo, nello stesso momento, siano divampati gli incendi. Alla luce di quanto stiamo accertando, pare possa esserci stata una regia”.

Così, per curiosità, nel film su questi incendi dei quali il nostro bravo dirigente generale avrebbe individuato la “regia” qual era lo stato dei luoghi che sono stati ‘inghiottiti’ dalle fiamme? Poniamo la domanda perché, se c’è il fuoco, di solito, è perché c’è qualcosa che va a fuoco…

E allora: i lavori di prevenzione del fuoco, nei luoghi dove sono scoppiati gli incendi sono stati effettuati? Erbe secche, sterpaglie e altro materiale infiammabile – e quindi inviti a nozze per i piromani – erano state rimosse? I viali parafuoco erano stati realizzati?

Abbiamo letto qua e là della presenza dei Vigili del Fuoco (supponiamo nelle aree abitate), degli uomini del Corpo Forestale e di politici (non riusciamo a capire per fare che cosa erano lì questi ultimi). Gli uomini del Servizio antincendio dei forestali sono intervenuti? Come mai non abbiamo letto della loro presenza?

Ribadiamo: a noi questa ricostruzione dei fatti non ci convince proprio. Noi, invece, ricordiamo una denuncia di qualche giorno fa del SIFUS, il sindacato degli operai della Forestale. E’ una denuncia molto circostanziata, che mette in evidenza precise responsabilità. Ecco di seguito il testa della denuncia:

“Il sottoscritto Maurizio Grosso (segretario del SIFUS ndr), PREMESSO che il legislatore ha istituito il comparto agroforestale in Sicilia perché si occupasse sia dei lavori di manutenzione ordinaria del patrimonio boschivo, sia della sua difesa contro gli incendi; che affinché questa attività possa raggiungere le finalità e gli obiettivi sopra menzionati, è necessario che il Governo regionale e specificatamente, l’Assessorato all’Agricoltura e Foreste, attivi una seria programmazione degli interventi che devono tenere conto del rispetto del ciclo biologico delle piante; che qualora ciò non si dovesse registrare, come avviene da parecchi anni a questa parte, per ovvie ragioni (assenza degli interventi di manutenzione del sottobosco e sopratutto della pulizia dei viali parafuoco), viene compromessa la campagna antincendio che, ogni anno deve essere attivata entro e non oltre il 15 giugno ed è realizzata attraverso i lavoratori addetti allo spegnimento degli incendi;

CONSIDERATO

che l’Assessorato all’Agricoltura e Foreste, da parecchi anni a questa parte non esegue i lavori di manutenzione ordinaria secondo un piano di programmazione degli interventi legato alle esigenze dei boschi, ma interviene secondo le disponibilità di cassa; che ciò ha determinato, negli ultimi anni (eccetto il 2018 per merito delle condizioni meteorologiche), il triste primato di raggiungere nella classifica degli incendi in Italia tra il primo ed il secondo posto; che nell’anno in corso, nonostante sia universalmente riconosciuto che il più efficace antidoto agli incendi è rappresentato dalla realizzazione dei viali parafuoco, al massimo, ne sono stati realizzati in tutto il territorio regionale il 40% di essi; che nell’anno in corso la campagna antincendio, pur essendo iniziata il 15 giugno, è partita:

con squadre monche che potevano essere tranquillamente rimpinguate con lavoratori riservisti 78isti della manutenzione a costo irrisorio;

con almeno il 30% dei mezzi meccanici rotti e in attesa di essere riparati;

con mezzi meccanici senza copertura assicurativa;

con gran parte dei lavoratori privi dei DPI (Dispositivi di sicurezza) e senza le necessarie cassette mediche previste dalla norma;

che mentre i boschi bruciano una significativa parte dei lavoratori addetti alla manutenzione vengono tenuti a casa sia per carenze di risorse che per strategie organizzative.

PRESO ATTO che l’innalzarsi delle temperature e la presenza ingombrante di erbacce secche non sta riuscendo ad impedire, nonostante l’impegno e la professionalità dei forestali, il disastro ambientale che si sta registrando nei boschi di varie province: da Catania (vedi il Calatino) a Caltanissetta; da Enna a Palermo; da Agrigento a Trapani, etc. etc. etc.

TUTTO CIO’ PREMESSO E CONSIDERATO

il sottoscritto chiede che l’intestata Procura della Repubblica voglia accertare e valutare se nei fatti, negli atti e nei comportamenti sopra riportati siano rinvenibili fattispecie penalmente rilevanti nei confronti del Governo regionale pro tempore guidato dal Presidente Musumeci. Con espressa riserva di costituirsi parte civile nell’eventuale successivo procedimento penale. Chiede inoltre, ai sensi dell’art. 406, comma 3 c.p.p, di essere informato dell’eventuale richiesta di proroga delle indagini preliminari, nonché ai sensi dell’art 408 comma 2 c.p.p, circa la eventuale richiesta di archiviazione. Chiede infine, ai sensi dell’art 355 c.p.p che vengano comunicate le iscrizioni previste dai primi 2 commi del medesimo articolo”.

Questa denuncia è pubblicata su SICRAPRESS

Ed è anche rintracciabile sulla pagina Facebook Maurizio Grosso Sifus Confali

La riportiamo non soltanto perché è un fatto di cronaca, ma anche perché è stata scritta prima degli incendi esplosi ieri a Palermo e Monreale.

Scritta prima, con previsioni che si stanno rivelando esatte:

“… nonostante l’impegno e la professionalità dei forestali, il disastro ambientale che si sta registrando nei boschi di varie province: da Catania (vedi il Calatino) a Caltanissetta; da Enna a Palermo; da Agrigento a Trapani, etc. etc. etc.”.

C’è o no qualcosa che non funziona negli incendi di ieri a Palermo e a Monreale?

Ricordiamo che, lo scorso anno, il Governo regionale, sugli incendi, è stato smentito con un esposto del SIFUS di Enna alla Corte dei Conti.

Noi, lo scorso luglio, in occasione della prima giornata di vero caldo – accompagnata da incendi – abbiamo espresso le nostre perplessità.  

 

Foto incendio Monreale tratta da filodirettomonreale.it

 

 

 

 

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