Grano: 35 milioni di euro al gruppo Casillo, zero euro agli agricoltori del Sud/ MATTINALE 345

Grano: 35 milioni di euro al gruppo Casillo, zero euro agli agricoltori del Sud/ MATTINALE 345
22 luglio 2019

Questa è l’Italia: invece di aiutare i produttori di grano del nostro Paese lo Stato sostiene chi importa grano estero nel nostro Paese! Noi siamo del Sud e guardiamo al grano duro (anche se il grano tenero del Centro Nord Italia non è messo meglio): e non possiamo non registrare e non denunciare il disinteresse dell’attuale Governo nazionale verso il grano duro del Sud. A cominciare dalla farsa sulla CUN. I grillini, Luigi Di Maio in testa, dovrebbero spiegare che cosa stanno combinando 

Confessiamo che quando abbiamo letto la notizia non sapevamo come commentarla. Così ci siamo presi qualche giorno di tempo. Anche per verificare e commentare eventuali iniziative dell’attuale Governo nazionale in favore degli agricoltori italiani che producono grano, sia tenero (Centro Nord Italia) sia grano duro (Sud Italia). Invece non abbiamo visto – a parte le solite chiacchiere – alcun intervento concreto in favore dei produttori di grano italiano, mentre rimane un intervento di sostanza, da parte dello Stato, di ben 35 milioni di euro in favore del gruppo Casillo!

Il messaggio che viene fuori è il seguente: invece di sostenere gli agricoltori italiani che producono grano, lo Stato italiano sostiene che si occupa di import-export di grano nel nostro Paese!

Eh sì, l’Italia si conferma, anche in materia di agricoltura, una realtà incredibile. Non sappiamo quale sia la situazione del grano tenero italiano (anche se il fatto che il nostro Paese sia pieno di grano tenero canadese, per la precisione, di grano tenero varietà Manitoba non lascia immaginare nulla di buono); ma sappiamo che gli agricoltori del Sud Italia che producono grano duro sono ancora oggi oggetto di una speculazione al ribasso.

Per carità, piano piano la previsione di Mario Pagliaro, ricercatore del Cnr e appassionato di climatologia comincia a prendere forma (“Non vendere il prodotto ora, perché il prezzo salirà”, ha detto poco meno di due settimane fa Pagliaro rivolgendosi agli agricoltori che producono grano duro: e, in effetti, il prezzo del grano duro, anche se lentamente, comincia a salire); ma fa un certo effetto osservare l’attuale Governo nazionale che ‘premia’ chi importa in Italia grano estero!

Leggiamo insieme una nota ANSA di qualche giorno fa:

Cassa Depositi e Prestiti e Sace Simest hanno effettuato un intervento per complessivi 35 milioni di euro a sostegno dei piani di crescita sui mercati internazionali e per gli investimenti in innovazione del Gruppo Casillo, azienda pugliese leader nel settore agroalimentare di trasformazione e commercializzazione del grano e dei suoi derivati. In particolare, spiega una nota, Cdp ha sottoscritto un’emissione obbligazionaria da 17,5 milioni di euro finalizzata a supportare degli investimenti in innovazione per il rinnovo tecnologico e per il di potenziamento della capacità produttiva del Gruppo leader nel settore del grano. Si tratta di interventi previsti dal piano degli investimenti strategico del Gruppo Casillo che punta ad estendere il livello di competitività della società anche attraverso l’ottimizzazione dei processi di trasformazione del grano. Sace Simest ha garantito un’emissione obbligazionaria di pari importo (17,5 milioni di euro) sottoscritta dal Fondo di Sviluppo Export, gestito da Amundi SGR, ricorrendo alle risorse messe a disposizione dalla stessa Sace Simest e dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI), con lo scopo di sostenerne lo sviluppo sui mercati internazionali. Le risorse messe a disposizione permetteranno al Gruppo Casillo l’acquisizione di piccole realtà industriali per competere sui mercati internazionali e far fronte alla richiesta da parte dei mercati del centro Europa, dell’area Balcani, del Nord Africa e dei Paesi arabi, espandendo la propria quota export, oggi pari al 70% del fatturato”.

Dal quotidiano La Repubblica:

“Il gruppo è una realtà da oltre 2 miliardi di euro di fatturato nel 2018, con 358 dipendenti impiegati,: è stato fondato da Vincenzo Casillo nel 1958 e “rappresenta oggi uno dei principali players a livello mondiale nella macinazione e commercializzazione all’ingrosso di cereali ai principali produttori di pasta. Inoltre, è un importante player internazionale nel trading di commodities agricole. Con una capacità di macinazione e movimentazione di oltre 2 milioni di tonnellate annue di grano, il Gruppo rappresenta uno dei maggiori market maker del mondo nel settore del grano duro”.

Non possiamo pensare che Cassa Depositi e Prestiti e Sace Simest (che è una società che fa capo alla stessa Cassa Depositi e Prestiti) siano intervenuti a sostegno del gruppo Casillo senza il placet dell’attuale Governo nazionale. E’ evidente che, questa, è una scelta del Governo nazionale nella sua interezza. A meno che qualcuno non ci venga a dire che Cassa Depositi e Prestiti opera a prescindere dalla volontà delle due forze politiche che danno vita all’attuale Governo: Movimento 5 Stelle e Lega.

Ma siccome noi non possiamo credere che Cassa Depositi e Prestiti operi al di sopra del Governo del Parlamento, noi chiediamo a grillini e leghisti: ma lo sapete che cosa rappresenta – e soprattutto che cosa fa in Italia – il gruppo Casillo?

Attenzione: giusto che il Governo nazionale – se questa è la propria volontà – intervenga a sostegno del gruppo Casillo. Che, magari, oltre a importare grano estero, esporta anche grano.

Ma è singolare che lo stesso interesse non venga manifestato dallo Stato, con i fatti, in favore degli agricoltori.

Il problema è politico: in questi ultimi anni si è fatto poco o nulla (più nulla che poco) per sostenere il grano duro del Sud Italia; mentre la politica agricola italiana continua ad essere al traino dell’industria.

Vorremmo anche integrare la nota dell’ANSA per sottolineare che il gruppo Casillo è sì pugliese, ma opera in tutta l’Italia. A cominciare dalla Sicilia, dove può contare su centri di stoccaggio di cereali a Palermo, a Catania, a Pozzallo e a Modica.

Se non ricordiamo male, l’attività del gruppo Casillo viene menzionata in un’interrogazione presentata lo scorso anno dal gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle all’Assemblea regionale siciliana. Nell’interrogazione, che risale alla primavera dello scorso anno, “per la seconda volta in due mesi”, i grillini siciliani chiedevano al Governo della Regione “lumi su come vengono gestiti i controlli fitosanitari sul grano duro che arriva in Sicilia con le navi”.

Eh sì, ricordiamoci che il grano che arriva in Italia con le navi non sembra essere oggetto di particolari controlli sanitari…

I grillini dell’Ars, lo scorso anno, hanno presentato ben due interrogazioni sull’arrivo in Sicilia del grano duro con le navi (QUI IL NOSTRO ARTICOLO SU QUESTA PRIMA INTERROGAZIONE).

Nella citata seconda interrogazione dei grillini c’è un passaggio proprio sul gruppo Casillo.

“Il Movimento 5 Stelle – questo scrivevamo lo scorso anno – ha sposato la battaglia in difesa del grano duro del Mezzogiorno d’Italia di GranoSalus e de I Nuovi Vespri. Tra l’altro, nel Sud, i grillini hanno avuto un grande risultato elettorale. Sarebbe veramente singolare se, adesso, il nuovo Ministro dell’Agricoltura – che, lo ricordiamo, è un fedelissimo del leader della Lega, Matteo Salvini (si parla dell’attuale Ministro delle Politiche agricole, il leghista Gian Marco Centinaio ndr) – dovesse bloccare la battaglia in favore del grano duro del Sud e, in generale, per un grano ‘pulito’ (per la cronaca, il grano con le navi arriva anche nei porti del Centro Nord Italia: dove arriva anche grano tenero estero di dubbia qualità)” (QUI IL NOSTRO ARTICOLO DELLO SCORSO ANNO PER ESTESO).

Lungi da noi chiedere spiegazioni su questo intervento in favore del gruppo Casillo alla Lega: la Lega di Salvini, per quanto ci riguarda, lavora scientificamente contro il Sud (e, se è per questo anche contro i produttori di grano tenero del Centro Nord Italia) e non abbiamo cosa chiedergli.

Ci piacerebbe invece capire quale sia l’atteggiamento del Movimento 5 Stelle e, in particolare, del vice premier Luigi Di Maio. 

Anche perché, proprio alle ultime elezioni europee, molti agricoltori siciliani – e tra questi tanti produttori di grano duro – hanno sostenuto i candidati del Movimento 5 Stelle. 

Per tutta risposta – questi sono i fatti – per il grano duro del Sud Italia, da parte dei grillini, di fatto, fino ad oggi, abbiamo solo registrato chiacchiere e ordini del giorno nelle aule parlamentari che lasciano il tempo che trovano.

Mentre per chi importa grano dall’estero sono arrivati 35 milioni di euro. 

Questi sono i fatti, onorevole Di Maio.

La risposta non la dovete dare a noi: la dovete dare agli agricoltori del Sud che producono grano duro massacrati, anche, dalle scelte politiche che l’attuale Governo – del quale lei, onorevole Di Maio, è vice presidente del Consiglio – non ha ancora adottato: si pensi alla farsa – perché di una farsa si tratta – sulla CUN, la Commissione Unica nazionale che dovrebbe ‘sgamare’ e bloccare le speculazioni al ribasso sul prezzo del grano duro: Commissione che dovrebbe vedere la luce con sede nel Sud (per la precisione a Foggia), ma della quale – a parte le chiacchiere – non si sa ancora nulla.

AGGIORNAMENTO: Dichiarazione del senatore Saverio De Bonis, leader di GranoSalus:

“IL #GOVERNO SOSTIENE CHI IMPORTA GRANO ESTERO E NON GLI #AGRICOLTORI ITALIANI CHE LO PRODUCONO

È l’amara realtà che interessa il nostro stato e questo Governo della propaganda PRIMA GLI ITALIANI.

Dall’agenzia ANSA si legge che:

“Cassa Depositi e Prestiti e Sace Simest hanno effettuato un intervento per complessivi 35 milioni di euro a sostegno dei piani di crescita sui mercati internazionali e per gli investimenti in innovazione del Gruppo Casillo, azienda pugliese leader nel settore agroalimentare di trasformazione e commercializzazione del grano e dei suoi derivati”.

Qualcosa di indescrivibile ed assurdo ove si pensi che gli agricoltori italiani sono in ginocchio.

Il Sud produce il miglior grano duro del mondo.
Anche gli agricoltori del Nord che producono grano tenero sono stati messi all’angolo ed hanno subito uno schiaffo molto forte da parte di questo Governo che:
❌Ancora una volta si schiera dalla parte delle industrie;
❌ Continua a fare melina sulla CUN Commissione unica nazionale che dovrebbe mettere lo STOP alla speculazione industriale nel settore.

NON È GIUSTO!
Che le cose vadano così non significa che devono andare così.

GranoSalus non mollerà mai…UNISCITI A NOI!”.

 

Grano che arriva con le navi e controlli: interrogazione dei grillini all’Ars

QUI L’ARTICOLO DE LA REPUBBICA 

Foto tratta da newnotizie.it 

AVVISO AI NOSTRI LETTORI

Se ti è piaciuto questo articolo e ritieni il sito d'informazione InuoviVespri.it interessante, se vuoi puoi anche sostenerlo con una donazione. I InuoviVespri.it è un sito d'informazione indipendente che risponde soltato ai giornalisti che lo gestiscono. La nostra unica forza sta nei lettori che ci seguono e, possibilmente, che ci sostengono con il loro libero contributo.
-La redazione
Effettua una donazione con paypal


Commenti