“I Pronto Soccorso della Sicilia sono stati abbandonati dalle istituzioni”

“I Pronto Soccorso della Sicilia sono stati abbandonati dalle istituzioni”
4 luglio 2019

Lo denuncia il presidente regionale della Società italiana medicina d’emergenza urgenza (Simeu), Antonio Giovanni Versace. “Questo è un vero sos che lanciamo… prima che accada qualche evento fatale”. Intanto la UE dell’euro, ha sì bloccato la procedura d’inflazione, ma ha imposto all’Italia nuove penalizzazioni che pagheranno sanità e scuola. Ma questo non si deve dire perché bisogna sempre parlare bene della UE 

I Pronto soccorso della Sicilia sono stati abbandonati dalle istituzioni. Non usa mezzi termini il presidente regionale della Società italiana medicina d’emergenza urgenza (Simeu), Antonio Giovanni Versace, che esprime solidarietà a Mauro Passalacqua, primario di Medicina e chirurgia d’accettazione e urgenza (Micau) al ‘San Vincenzo’ di Taormina, dopo l’aggressione subita nei giorni scorsi. Una vicenda che poteva avere un esito più drammatico se non fosse intervenuto un altro collega.

“Assistiamo sempre più di frequente a un pericoloso rituale – afferma Versace – con episodi simili che si perpetuano in molti Pronto Soccorsi siciliani. I Pronto Soccorsi della nostra regione – osserva sempre Versace – stanno attraversando il periodo più buio della loro storia: mancanza di medici, mancanza di presidi, abbandono delle istituzioni, diniego e opposizione dei reparti in quella che è l’attività di ricovero di pronta emergenza e supporto territoriale assente”.

I reparti  di tanti ospedali siciliani, non avendo posti letto a disposizione (un giorno qualcuno spiegherà perché, tra il 2008 e il 2017, la sanità siciliana è stata privata di tanti posti letto negli ospedali pubblici), non possono ricoverare i pazienti dei Pronto Soccorsi: che così si intasano, tra pazienti da accudire e nuovi pazienti da visitare.

“Ad oggi, in particolare, nei presidi ospedalieri di Messina e provincia – prosegue il presidente della Simeu Sicilia – abbiamo ospedali dove nei Pronto Soccorsi vi è solo un medico strutturato. In atto a Taormina sono presenti solo cinque medici – aggiunge – con l’obbligo di fare i turni. Tutto questo è assurdo. Siamo diventati carne da macello!”.

Versace, poi, formula delle specifiche richieste alle istituzioni regionali per rendere più sicura la situazione per i medici:

“Chiediamo maggior tutela, la presenza di un posto fisso delle forze dell’ordine in tutti i presidi ospedalieri e nei Mcau siciliani; inoltre, in carenza di medici di Pronto Soccorso, l’impiego di professionisti da altri reparti dove, attualmente, sono in esubero”.

“Questo è un vero sos che lanciamo – conclude il presidente regionale Simeu – dobbiamo mettere i medici dei Pronto Soccorsi dell’Isola nelle condizioni di lavorare tranquillamente e in modo sereno, così da offrire anche l’assistenza migliore ai pazienti. Si intervenga prima che accada qualche evento fatale”.

Noi ci occupiamo spesso della sanità siciliana (e, in particolare, dei Pronto Soccorsi, COME POTETE LEGGERE QUI).

Abbiamo il dovere di avvertire il dottore versace che il via libera dato dalla UE dell’euro all’Italia sui conti ha scongiurato, è vero, la procedura d’infrazione, ma ha imposto al nostro Paese penalizzazioni che verranno pagate dalla sanità pubblica e dalla scuola.

Il problema non è l’attuale Governo nazionale, che ha ereditato sia la disastrosa presenza dell’Italia in un’Unione Europea dell’euro di strozzini, sia i debiti accumulati dai Governi precedenti: il problema è che ci troviamo prigionieri di un sistema monetario truffaldino che drena risorse da alcuni Paesi (prima è toccato alla Grecia, ora tocca all’Italia) per fare stare beni altri Paese.

In parole semplici: la situazione è destinata a peggiorare, anche perché, in Sicilia, con i soldi della sanità pubblica si continuano a pagare spese che non la sanità pubblica siciliana non hanno nulla a che spartire (COME POTETE LEGGERE QUI).

 

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