Anello ferroviario di Palermo: anche con la vendita della Tecnis resta un’opera inutile

30 giugno 2019

E resta un’opera che è stata pensata per non essere completata. I palermitani farebbero bene a mettersi il cuore in pace: i lavori per la ‘chiusura’ dell’Anello ferroviario – che avrebbero dovuto essere completati due anni fa – non verranno completati entro i prossimi tre anni. In questo momento la politica deve provare a tenere buoni i cittadini buttando solo fumo nei loro occhi  

Le cronache di questi giorni raccontano che la Tecnis – l’azienda che fino ad oggi gestito i lavori per l’Anello ferroviario di Palermo – ha è stata ceduta al gruppo D’Agostino Costruzioni. Un passaggio che ha ricevuto lo sta bene del Ministero dello Sviluppo Economico. Ancora le cronache ci raccontano che il prossimo 9 luglio si dovrebbe tenere una riunione per tracciare il “cronoprogramma” di non abbiamo capito che cosa.

In calce trovate una serie di articoli nei quali abbiamo cercato di illustrare che la chiusura dell’Anello ferroviario non è un’opera pubblica nata per essere completata. Per un motivo semplice: perché questo sette Km di linea ferrata che dovrebbero attraversare la città sono un raro esempio di diseconomia. Tant’è vero che non si capisce nemmeno chi dovrebbe gestire questa tratta.

Quella a cui stiamo assistendo è solo una sceneggiata che ha un duplice obiettivo: trovare altri soldi – tanto soldi pubblici – per proseguire i lavori (che fino ad oggi sono costati una barca di soldi, anche se l’opera è rimasta a metà); e far credere ai cittadini palermitani che si sta facendo qualche cosa.

Noi, però, abbiamo il dovere di dire che quest’opera avrebbe dovuto essere completata nel 2017: siamo nel 2019 e tutto è ancora bloccato. E bloccato resterà per i prossimi anni.

L’attuale sceneggiata – la Tecnis ceduta, la riunione per il “cronoprogramma” – è solo fumo negli occhi per evitare che i palermitani scendano in piazza a protestare.

Con l’Anello ferroviario ai palermitani e a tutti i siciliani è stata tolta Piazza Politeama, cioè la più importante Piazza della città! Hanno tagliato gli alberi di Piazza Politeama e hanno massacrato una Piazza che oggi appare sfregiata.

Hanno incasinato via Emerico Amari, creando disagi incredibili a chi abita in questa zona della città, ai commercianti e, in generale, a tutti i cittadini, alla luce dei problemi che hanno creato alla viabilità.

La stessa cosa è avvenuta tra via Lazio e via Sicilia, dove i disagi creati ai cittadini sono stati enormi.

Adesso cominceranno le riunioni e cominceranno a dire: “Faremo questo, faremo quello”.

In realtà – lo ribadiamo – l’unica cosa che cercheranno di fare sarà quella di arraffare un’altra caterva di soldi pubblici per tirare avanti sino alla fine del mandato a sindaco di Leoluca Orlando.

I Palermitano non si facciano illusioni: i lavori procederanno a ritmo lentissimo e fra tre anni tutto sarà come oggi.

la verità è che l’Anello ferroviario di Palermo è il paradigma della ‘presunta’ sinistra di Palermo: una sinistra che si occupa solo di affari & appalti, mentre di tutto il resto non gliene può fregare di meno!

Per l’attuale ‘presunta’ sinistra di Palermo i palermitani non sono cittadini: sono sudditi che vanno ‘spremuti’ con ZTL, autovelox, tasse, balzelli, contravvenzioni e via continuando.

Il Comune di Palermo, ‘conquistato’ da questi signori con le discutibili elezioni comunali del giugno 2017 (con lo spoglio delle schede durato un mese!) serve a questi signori per esistere e resistere, non certo per dare servizi ai cittadini.

Non a caso la gestione della città è disastrosa.

Certe opere pubbliche, nel Sud, vengono messe in pista non per essere portate a termine, ma per essere trascinate per decenni, alimentando sprechi, malaffare e politica.

 

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