Uccide la moglie e poi si suicida: non avevano i soldi per vivere. Ringraziamo la UE dell’euro/ MATTINALE 318

22 giugno 2019

Ennesimo suicidio ieri a Roma. Anzi, omicidio-suicidio. Una coppia di anziani ha deciso di farla finita. Hanno fatto quattro conti e hanno scoperto che non sarebbero riusciti a pagare l’affitto. Piuttosto che finire in mezzo alla strada hanno deciso di farla finita. Sono anche questi gli effetti dell’Unione Europea dell’euro di cui non bisogna parlare. Non bisogna dire che, da quando siamo entrati nella moneta unica gestita da una banda di liberisti, l’Italia ha ‘fatturato’ 13 milioni di poveri, di cui 5 milioni indigenti

Il dramma della povertà si è consumato a Roma. Lui, il marito, aveva 76 anni. Lei, la moglie, di anni ne aveva 73. A quanto pare stavano per perdere anche la casa. Perché non avevano i soldi per pagare l’affitto. Così, insieme, hanno deciso di farla finita. Lui, il marito, ha puntato la pistola calibro 357, regolarmente detenuta, al collo della moglie e ha fatto fuoco. Subito dopo ha puntato l’arma sulla propria testa e ha premuto il grilletto.

Il fatto è avvenuto ieri. L’allarme è stato lanciato dalla sorella donna, residente a Milano. Aveva più volte chiamato al telefono. Non avendo ricevuto risposta si è preoccupata e ha avvertito le autorità. Da qui l’arrivo delle forze dell’ordine. E la triste scoperta.

Accanto ai cadaveri gli agenti delle forze dell’ordine hanno trovato un biglietto. Dove c’è scritto a chiare lettere che i due coniugi già da tempo vivevano in ristrettezze economiche. Situazione che era peggiorata, tanto che si erano ritrovati nell’impossibilità di pagare l’affitto. 

Quello che è avvenuto e che noi oggi registriamo è solo uno dei tanti casi di dramma della povertà registrati in Italia. Fatti che vengono subito archiviati. Perché non si deve dire che l’Unione Europea dell’euro, in Italia, ha fatto lievitare i poveri a 13 milioni, di cui 5 milioni di indigenti. La prima regola è non parlare mai male della ‘Grande Unione Europea dell’euro’ gestita da una banda di fondamentalisti del liberismo economico.

Non bisogna dire che la Grecia, per circa 300 miliardi di debito, non riuscendo più a pagare gli interessi sullo stesso debito, è stata massacrata: hanno dimezzato gli impiegati pubblici, hanno ridotto al lumicino il servizio sanitario pubblico, tagliando medici, infermieri e riducendo anche i medicinali. Poi hanno acquistato, a ‘pezzi’, tutto quello che si poteva acquistare, naturalmente a prezzi stracciati: porti, aeroporti, concessioni stradali, isole e quant’altro. 

Così l’Unione Europea, non prima di aver consentito alle banche – in testa le banche tedesche – di lucrare sugli aiuti alla Grecia (aiuti che non sono mai arrivati, se in in minima parte, alla Grecia, ma sono serviti a pagare gli interessi alle banche), ha ‘risanato’ i conti della stessa Grecia. Creando povertà, disperazione e morte.

Quante sono state, in Grecia, le persone gettate in mezzo alla strada? Migliaia e migliaia. Ma non si deve dire. Quante sono state le persone che non sono riuscite a curarsi? Che importanza ha? Quanti sono stati i morti? Vabbé, numeri sono!

Del resto, la ‘Grande Unione Europea’ non ha forse provato a togliere le radici cristiane dalla Costituzione europea? Vabbé un tentativo è stato. Poi la cosa è rientrata. Sì, è vero, poi però è arrivato il ‘Trattato di Lisbona’. Ma quello che ci hanno fatto leggere del Trattato di Lisbona è tutto è c’è una parte ‘segreta’? Vattelappesca!

Trattato di Lisbona o non Trattato di Lisbona, ora tocca all’Italia. A differenza degli abitanti della Grecia, gli italiani – pur avendo l’Italia un debito pubblico di quasi 2 mila e 400 miliardi di euro – fino ad oggi hanno sempre pagato gli interessi.

Gli italiani, con le proprie tasse, ogni anno, pagano quasi 90 miliardi di euro di interessi. Invece di sostenere la sanità pubblica e le fasce povere della popolazione, l’Italia paga quasi 90 miliardi di interessi all’anno agli strozzini dell’Unione Europea dell’euro.

Va chiarito che il debito pubblico, nell’Unione Europea dell’euro, non è stato inventato per essere pagato subito. Nessun Paese, in Europa, è in grado di pagare un debito pubblico pari a 2 mila e 400 miliardi di euro.

Il debito pubblico è uno strumento di controllo e di ricatto. Se tu Paese della UE in difficoltà obbedisci agli ordini della banda liberista che guida l’Europa e, soprattutto, paghi ogni anno gli interessi sul debito (per fare stare bene altri Paesi della UE), loro ti fanno sopravvivere. L’importante è pagare. Se ogni anno non paghi gli interessi ti fanno fare subito la fine della Grecia.

Gli italiani, fino ad ora, a fatica, hanno pagato. Chi ha pagato? Le Province, che sono quasi tutte fallite. I Comuni, in grandissima difficoltà. Le Regioni, quasi tutte senza soldi.

Tagliare fondi a Regioni, Province e Comuni significa togliere servizi ai cittadini. E infatti la sanità pubblica italiana è in affanno. Nel Sud – dove alla mancanza di fondi si sommano disorganizzazione e clientelismo – la situazione della sanità pubblica, in alcune Regioni, è drammatica. Ma va in affanno anche la sanità del Nord.

I tagli pesantissimi riguardano la cosiddetta spesa sociale. Per pagare gli interessi all’Unione Europea dell’euro i soldi da qualche parte debbono arrivare, no? Oltre ai tagli a Regioni, Province e Comuni bisogna tagliare gli aiuti agli anziani e ai poveri.

Ecco spiegati i 13 milioni di poveri. Ecco spiegati i 5 milioni di poveri indigenti. Ecco spiegate le folle alle mense dei poveri. Ecco spiegato perché, ogni tanto, qualcuno si toglie la vita. Imprenditori che non possono pagare e anziani: come i due coniugi di Roma, ieri.

E’ interessante il caso degli imprenditori. Ogni tanto leggiamo che la Pubblica amministrazione italiana non riesce a pagare i debiti con le imprese. Che succede? Lo Stato, le Regioni, le Province e i Comuni affidano la gestione di alcuni servizi a soggetti esterni (cioè a imprese). Anche perché non potrebbero fare altrimenti, visto che non hanno i soldi per gestirli in proprio.

Fatta 100 la somma che debbono pagare alle imprese, si scopre che Regioni e Comuni (le Province ormai se li sono ‘masticate’) hanno a disposizione solo un quinto della somma: cioè 20.

Così si ricorre ai debiti fuori bilancio: con il 20% delle somme disponibili si pagano le imprese ‘amiche’. E il restante 80% di debiti con le imprese? Semplice: non si pagano!

Come non si pagano? Non si pagano, avete letto benissimo. Le imprese vanno a credito. Però bisogna pagare i 90 miliardi all’anno all’Unione Europea dell’euro. Quelli si debbono pagare, ci mancherebbe!

Allora succede che le imprese creditrici verso la Pubblica amministrazione, che non ricevono i pagamenti, debbono comunque pagare le tasse allo Stato. Altrimenti quello Stato che non onora di debiti li fa fallire! 

Siamo arrivati ai Governi italiani di centrosinistra. Il Governo Renzi, quello che voleva stravolgere la Costituzione per conto dell’Unione Europea dell’euro, per rendere l’Italia “più competitiva”. Come premio, visto che stava provando a ‘riformare’ la Costituzione italiana per conto della UE dell’euro, Bruxelles ha dato a Renzi tanti soldi. Non regali, s’intende: ma la possibilità di indebitarsi, la cosiddetta “flessibilità”: e infatti, con il PD al Governo, l’Italia ha aumentato il proprio debito pubblico per pagare gli 80 euro e altre clientele.

Ma gli è andata male, perché gli italiani hanno ‘bocciato’ le sue ‘riforme’ e poi hanno portato il PD dal 40 al 18% dei voti.

L’attuale Governo di grillini e leghisti, per pagare i debiti della Pubblica amministrazione alle imprese, ha messo in campo i minibot, previsti, tra l’altro dal ‘Contratto di Governo’.

Cosa sono i minibot? Una semplice compensazione: lo Stato deve a un’impresa 20 mila euro e l’impresa deve allo Stato 15 mila euro di tasse?

Bene. Lo Stato gli dà un pezzo di carta che vale 20 mila euro; con questo pezzo di carta l’impresa paga 15 mila euro di tasse che deve allo Stato e rimane a credito di 5 mila euro.

Facile, no? Sì troppo facile per l’Unione Europea. Che logicamente si oppone. Perché si oppone? Perché il sistema truffaldino messo in piedi dall’Unione Europea dell’euro – che non deve essere assolutamente illustrato alle persone normali con parole semplici – presuppone che, a questo punto, le imprese italiane debbano fallire per fare posto alle imprese straniere. 

E infatti se andate a vedere cos’è successo negli ultimi dieci anni vi accorgerete che tantissime imprese italiane, grandi, medie e piccole, o sono fallite e sono state sostituite da imprese straniere, o sono state direttamente acquistate da imprese straniere.

Il sistema dei minibot – che alla fine non è altro che una compensazione tra Stato e imprese – metterebbe in discussione il sistema di strozzinaggio dell’euro, moneta unica europea creata per controllare alcuni degli Stati caduti in questa trappola monetaria.

L’Italia, per pagare le imprese, si deve fare dare i soldi dalla UE. Ovviamente pagando, perché l’euro è una moneta a pagamento.

Solo che, contemporaneamente, la UE sta imponendo tagli all’Italia (il famigerato rapporto deficit-PIL che non deve andare oltre un certo limite) e non vuole che il Governo italiani vari i minibot. Così facendo gli italiani non possono che peggiorare la propria vita. E le imprese non possono che fallire. Che sono, poi, i due obiettivi dell’attuale Unione Europea.

Così le imprese falliscono e i poveri aumentano. E aumentano pure i suicidi. Come l’omicidio-suicidio di ieri a Roma.

C’è una via d’uscita? Sì, impoverire ulteriormente gli italiani, togliendo loro i risparmi e le case di proprietà. Ma di questo parleremo domani.

Fine Mattinale prima puntata/ Continua 

Foto tratta da iogiocopulito.it 

 

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