Ciclismo: il Giro d’Italia snobba il Sud. Motivo: strade troppo dissestate (dal Nord che si è preso i nostri soldi)

Ciclismo: il Giro d’Italia snobba il Sud. Motivo: strade troppo dissestate (dal Nord che si è preso i nostri soldi)
18 maggio 2019

Riprendiamo un interessante e amaro articolo di ‘Lettere Meridiane’ che ci racconta come gli organizzatori del Giro d’Italia di ciclismo, quest’anno, hanno deciso di snobbare il Mezzogiorno perché le strade sono troppo malandate. Non hanno torto. Il problema è che il Sud, oggi, paga il prezzo delle politiche del rigore della UE e dell’abbandono dello Stato. Governi Renzi e Gentiloni, certo. Ma l’attuale Governo Giallo-Verde mancu babbia…

Noi non ci occupiamo quasi mai di sport. Ma questo articolo sul ciclismo – o meglio, sul Giro d’Italia che ha ignorato il Mezzogiorno – pubblicato da Lettere Meridiane ci ha particolarmente colpito.

Il titolo già dice tutto:

“Strade dissestate e mancanza di fondi: lo schiaffo del Giro d’Italia a Foggia e al Sud”.

Ecco l’articolo che vogliamo legge e commentare insieme a voi:

“Che tristezza, questo Giro d’Italia che lambisce Foggia, senza neanche entrare in città. La carovana preferisce la circonvallazione, dallo svincolo di Lucera a quello di San Severo, alle disastrate strade del capoluogo dauno. Non era mai successo. Così come non era mai successo che la corsa rosa snobbasse così smaccatamente il Mezzogiorno. Il traguardo di oggi, posto per la prima volta in quel di San Giovanni Rotondo, in omaggio a San Pio di Pietrelcina, è il più meridionale di questa edizione del Giro”.

“L’impressione – prosegue l’articolo – è che non si tratti di una scelta puramente tecnica ed agonistica, ma della conseguenza del progressivo deterioramento strutturale ed economico del Mezzogiorno. È il prezzo che il Sud paga al suo declino: inarrestabile, sottaciuto, ignorato. Il ‘Garibaldi’, il baedeker della grande corsa a tappe che viene consegnato a tutti i componenti della carovana, annuncia per il finale di oggi (l’articolo è stato pubblicato il 16 Maggio) ‘strade strette ed usurate’ (si tratta della SP 22 da Rignano a San Marco in Lamis e della SS.272 da San Marco a San Giovanni Rotondo, che però nel frattempo sono state opportunamente asfaltate) che in questa plaga del Bel Paese non sono l’eccezione ma la regola. Figuriamoci se i girini avessero dovuto transitare per la ignobili strade del capoluogo, croce di tutti i foggiani appassionati delle due ruote, ma anche di scooteristi ed automobilisti”.

“Il bypass di Foggia (ma anche Lucera viene saltata dalla carovana) è la rappresentazione plastica. L’amara verità che traspare da questo Giro d’Italia che ignora il Sud, è che i Comuni e le Province meridionali non hanno più risorse, né per provvedere alla manutenzione della loro rete stradale, né per sponsorizzare passaggi e traguardi del più evento evento ciclistico e sportivo italiano. E pensare che soltanto due anni fa, la tappa garganica aveva regalato sfavillanti immagini utilizzate da Eurosport come cartolina della bellezza e della suggestione della Corsa Rosa. Da questo Giro che lambisce senza attraversare giunge un monito: la bellezza non basta più ad accendere prospettive di sviluppo. Senza una seria manutenzione del territorio, senza il risanamento dei bilanci comunali, senza adeguate strategie per affrontare e risolvere una volta per tutte la questione meridionale e il divario Nord-Sud, il Mezzogiorno è destinato alla disfatta”.

Come si fa a non essere d’accordo con l’autore di questo articolo (Geppe Inserra) e con le conclusioni amare a cui giunge?

L’articolo ci riporta alle attuali, disastrose condizioni in cui versano tante strade della Sicilia. Apprendiamo, così, che i Comuni e le Province senza soldi non sono una prerogativa della Sicilia, ma di tutto il Sud.

E – visto che tra meno di dieci giorni andremo a votare per il rinnovo del Parlamento europeo – non possiamo non ricordare che il disastro delle strade e, in generale, della vita economica e sociale italiana e, in particolare, del Mezzogiorno d’Italia è il frutto delle politiche del rigore volute dall’Unione Europea dell’euro.

Ma è anche il frutto di precise scelte antimeridionali adottate dai Governi nazionali: dal Governo Renzi, dal Governo Gentiloni e, spiace dirlo, anche dall’attuale Governo Giallo-Verde, che non si è insediato qualche settimana addietro, ma un anno fa.

Cos’hanno fatto, in un anno di Governo, i grillini e i leghisti per il Sud? La risposta è nell’articolo sul Giro d’Italia di Lettere Meridiane: poco o nulla (se dobbiamo essere sinceri, più nulla che poco e anche qualche danno, come nel caso dei fanghi industriali del Centro Nord Italia da “distribuire” nei terreni agricoli, a cominciare da quelli del Sud (COME POTETE LEGGERE IN QUESTO ARTICOLO).

E che dire degli aiuti all’agricoltura annunciati – in stile vecchia, vecchissima politica – a qualche settimana dal voto? (QUI IL NOSTRO ARTICOLO).

Ammettiamolo: l’attuale Governo nazionale Giallo-Verde sta incontrano tante difficoltà, soprattutto ad opera di un’Unione Europea dell’euro che si conferma una sommatoria informe di massoni, banditi e predoni della finanza e delle banche: detto questo, per il Sud, anche l’attuale Governo nazionale non sta facendo una mazza!

QUI L’ARTICOLO DI LETTERE MERIDIANE

 

 

 

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