Legna fuorilegge nelle pizzerie: multe ‘salate’ in Campania. Arriveranno anche in Sicilia?

Legna fuorilegge nelle pizzerie: multe ‘salate’ in Campania. Arriveranno anche in Sicilia?
17 maggio 2019

L’ultima trovata dell’UE dell’euro è la ‘tracciabilità’ della legna. Questa è veramente bella: non si controlla la qualità del grano che viene utilizzato per le pizze, ma si pretende la ‘tracciabilità’ della legna. Dimenticando che i primi a stare attenti sono i pizzaiuoli, perché l’eventuale legna avvelenata avvelenerebbe anche loro. Insomma, è come se la responsabilità del disboscamento mondiale fosse delle pizzerie! E dove si trova la stragrande maggioranza delle pizzerie a legna? Naturalmente nel Sud. Questa Unione Europea è da chiudere! 

Aggiornamento: multe anche per gli importatori di legna

In effetti, le multe alle pizzerie con forni a legna che utilizzano legna fuorilegge ci mancavano. Per carità: giusto controllare che non si abbattano troppi alberi. E la cosa non poteva sfuggire all’Unione Europea dell’euro che, come un ‘Grande fratello’, deve controllare tutto. La cosa strana è che il provvedimento riguarda le pizzerie, e non certe amministrazioni comunali che abbattono alberi cittadini a più non posso…

La storia la leggiamo sul quotidiano Il Mattino di Napoli:

“Ammonta a 30mila euro di multe ad alcuni gestori e sanzioni per circa 200mila euro a produttori e importatori di legna il bilancio delle verifiche compiute dal Nucleo Carabinieri Cites nelle province di Napoli, Benevento e Caserta‎, contro l’importazione di legna frutto di disboscamento illegale, sanzionata da specifici regolamenti europei.‎ Le verifiche, iniziate ad aprile, hanno riguardato 107 pizzerie nella provincia di Napoli, 34 in quella di Caserta‎ e 20 in provincia di Benevento.‎ I militari hanno avviato la campagna di controllo partendo proprio dalle pizzerie, attività dove il legno è maggiormente utilizzato con una serie di verifiche incrociate sulla tracciabilità”.

Certo che siamo un Paese strano: siamo letteralmente invasi dal grano duro e dal grano tenero canadese, pomodoro e passata di pomodoro arrivano da chissà dove, idem quasi tutta l’ortofrutta e che cosa facciamo? Andiamo a lavorare sulla ‘tracciabilità’ della legna utilizzata per cuocere le pizze!

Non sul grano utilizzato per preparare le pizze, non sul pomodoro utilizzato per condire le pizze eccetera eccetera, ma sulla legna per cuocere le pizze!

Attenzione: giusto – lo ribadiamo – evitare un eccessivo taglio degli alberi. Però non possiamo non notare che le pizzerie – quelle vere – hanno sempre lavorato con i forni a legna: e non sono state certo le pizzerie ad eliminare i boschi!

I boschi, in tutto il mondo, sono stati eliminati da chi doveva utilizzare le aree boscate per fare altro, non certo dai pizzaiuoli!

A pensare male si fa peccato, ma a noi ‘sta storia non convince proprio. Nel Sud Italia – nonostante i soliti, cervellotici regolamenti comunitari che sponsorizzano (perché di questo si tratta) i forni elettrici – la tradizione della pizza va avanti con i forni a legna.

Mai, in tanti anni, abbiamo sentito parlare di ‘tracciabilità’ della legna. Anche perché è interesse degli stessi titolari delle pizzerie controllare che tipo di legna mettono nei propri forni: perché legna inquinata (per esempio da vernici o, peggio, da radionuclidi e, in generale, stanze che emettono radiazioni) provocherebbe danni alla salute non soltanto di chi mangia le pizze, ma anche dei pizzaiuoli e dei titolari delle pizzerie.

A noi questa storia sa tanto di Unione Europea dell’euro a caccia di soldi degli italiani: perché quando c’è da ‘spremere’ i contribuenti – soprattutto i titolari di attività commerciali – si inventano di tutto…

QUI L’ARTICOLO DE IL MATTINO DI NAPOLI

Aggiornamento:

Su Napolinewstoday leggiamo:

“Il Nucleo Carabinieri CITES di Napoli, nell’ambito delle provincie di Napoli, Benevento e Caserta, ha attivato dall’aprile 2018 una campagna di controlli per prevenire e reprimere l’introduzione, da circuito nazionale e internazionale, di legna frutto di disboscamento illegale (illegal logging)”.

“Per contrastare il commercio di legname di provenienza illegale, l’Unione Europea si è dotata di due specifici regolamenti: il F.L.E.G.T. (forest law enforcement, governante and trade) e l’E.U.T.R. (european union timber regulation), quest’ultimo conosciuto come “regolamento legno”, che obbliga gli Stati membri ad attenersi alle disposizioni in esso contenute”.

“I militari del nucleo CITES hanno avviato la campagna di controllo partendo proprio da alcuni degli esercizi commerciali che utilizzano di più il legno nelle proprie attività produttive: le pizzerie”.

“Dall’aprile 2018 i Carabinieri del CITES hanno controllato 107 pizzerie nella provincia di Napoli, 34 in quella di Caserta e 20 in provincia di Benevento comminando sanzioni per circa 30mila euro; a produttori o importatori di legna, invece, sono state contestate sanzioni amministrative per circa 200mila euro”.

QUI L’ARTICOLO DI Napolinewstoday

 

 

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