Il maltempo ridurrà drasticamente la produzione di grano duro canadese? /MATTINALE 272

Il maltempo ridurrà drasticamente la produzione di grano duro canadese? /MATTINALE 272
7 maggio 2019

Lo prevede il ricercatore del Consiglio Nazionale della Ricerche, Mario Pagliaro, sulla base dei rilievi meteorologici. Infatti, l’eccezionale ondata di maltempo di questi giorni di Maggio sta interessando varie aree del mondo. A cominciare da Stati Uniti e Canada. Non per gioire delle disgrazie altrui, ma una riduzione del grano duro canadese in Italia sarebbe salutare… In aumento i prezzi di tutte le derrate alimentari?   

Che effetti avrà sull’agricoltura l’eccezionale ondata di maltempo che sta colpendo tante aree del mondo a Maggio? Se lo chiede da qualche giorno il chimico e ricercatore del Consiglio nazionale delle Ricerche, Mario Pagliaro. I lettori del nostro blog lo conoscono molto bene sia perché lo abbiamo più volte intervistato, sia perché ogni tanto scrive per noi. Da qualche giorno, sulla propria pagina Facebook, Pagliaro riporta e commenta alcune foto di zone del mondo – Italia compresa – innevate in questi giorni di Maggio.

Che affetti avrà l’insolito clima freddo di Maggio sull’agricoltura in tutto il mondo? “Significa che quest’anno (e non avete ancora visto carte #meteo per i gg 13 e 14…) – scrive Pagliaro – il raccolto in tutta #Europa tranne che in ITA es ESP, sarà ridotto del 70-80%. Significa che i prezzi delle #derrate agricole incluso il grano… raddoppieranno perché situazione in #America e #Canada è ancora peggiore. Significa che il valore dei terreni in Sicilia, oggi ai minimi storici, decuplicherà in 36 mesi. Significa che l’Africa tornerà a fiorire: e che vi andremo tutti. Ad aiutare i fratelli africani a svilupparsi. Come faceva il grande Mattei. Solo che stavolta non con oil e gas: ma con energia #solare e #bioeconomia”.

Non sappiamo come commentare queste previsioni. Pagliaro salva Italia e Spagna, dove la riduzione delle produzioni agricole non dovrebbe essere sensibile. Questa è una buona notizia. Anche se con alcuni prodotti agricoli del Sud Italia, è noto, la classica legge economica della domanda e dell’offerta vale poco, se è vero che le speculazioni al ribasso, spesso, prendono il sopravvento su tutto il resto.

L’esempio è rappresentato dal grano duro del Sud Italia, il cui prezzo è bloccato da tre anni a 18-20 euro al quintale. Inutile ricordare che la situazione è rimasta la stessa nel passaggio dal Governo nazionale di centrosinistra al Governo Giallo-Verde.

Detto in parole ancora più semplici, quando al Ministero delle Politiche agricole c’era Maurizio Martina, del PD, il prezzo del grano duro del Sud Italia – che lo ricordiamo, sotto il profilo della qualità, è uno dei migliori del mondo – era ‘schiacciato’ a 18-20 euro al quintale; con l’arrivo al Ministero delle Politiche agricole, quasi un anno fa, del leghista Gian Marco Centinaio, il prezzo del grano duro del Mezzogiorno d’Italia è rimasto tale e quale: 18-20 euro al quintale.

Di fatto, rispetto all’agricoltura del Sud Italia, la linea politica della Lega di Salvini è uguale, in tutto e per tutto, a quella del Partito Democratico: antimerdionale era il PD e antimeridionale è la Lega di Salvini.

Ci auguriamo che di questo dato – oggettivo, perché è sotto gli occhi di tutti – si ricordino gli agricoltori del Sud Italia tra qualche settimana, quando, da cittadini, verranno chiamati a votare per il rinnovo del Parlamento europeo.

Detto questo, le considerazioni-previsioni di Pagliaro ci consegnano due notizie interessanti.

La prima è generale: il prezzo delle derrate alimentari aumenterà. Questo è un dato generale. Considerato che la Sicilia è letteralmente invasa da ortofrutta che arriva da mezzo mondo, questo scenario dovrebbe spingere i siciliani a portare sulle proprie tavole prodotti locali, aiutando l’economia siciliana e, soprattutto, tutelando la salute.

La seconda notizia non è meno interessante della prima. Pagliaro – sempre molto documentato in materia meteorologica – ci dice che il maltempo non ha risparmiato gli Stati Uniti e il Canada. Questa notizia è interessante soprattutto per ciò che riguarda il grano duro e tenero che – è noto – in Canada vengono fatti maturare artificialmente, a colpo di glifosato…

La diminuzione ipotizzata da Pagliaro della produzione di grano canadese nel mercato mondiale potrebbe avere effetti importanti in Italia, se è vero che il nostro Paese importa dal Canada grandi quantità di grano duro e di grano tenero (leggere Manitoba).

Che tipo di effetti potrebbero manifestarsi in Italia? Per provare a ipotizzarli dobbiamo fare una breve digressione.

Agli attenti osservatori non sarà sfuggito il fatto che alcuni grandi marchi di pasta industriale, da qualche tempo a questa parte, promuovono, nelle pubblicità (in Tv e nei cartelloni) “pasta fatta con grano italiano”, non specificando da dove arriva questo grano – supponiamo duro – italiano.

Se questo grano duro arriva dal Sud, ebbene, questi industriali debbono essere veramente bravi, perché, come già accennato, il prezzo del grano duro del Sud, anche per quest’anno, è rimasto inchiodato a 18-20 centesimi di euro al Kg.

Ma se, come ipotizza Pagliaro, il Canada dovesse subire una drastica riduzione nella produzione di grano – duro e tenero – a causa del clima piuttosto rigido di Maggio, ebbene, allora si potrebbe creare un certo interesse per il grano duro del Sud. A meno che non comincino ad arrivare, con le solite navi, carichi di grano duro dalla Russia, dall’Ucraina, dal Messico.

Molto dipenderà da come il mondo agricolo del Sud riuscirà a organizzarsi. Quello che gli agricoltori del Sud non debbono assolutamente percorrere il il sentiero dei ‘Contratti di filiera’, che, contrariamente a come vengono presentati, favoriscono sempre l’industria e mai gli agricoltori.

In conclusione, per dirla in breve, se dal Canada arriverà meno grano duro, nonostante le speculazioni al ribasso, il prezzo del grano del Sud Italia dovrebbe salire.

Ultima considerazione sul possibile calo produttivo del grano duro degli Stati Uniti. Dove, tra l’Arizona e la California, è noto, si produce la varietà di grano duro Desert Durum, considerata una delle migliori del mondo. Probabilmente la qualità c’è, anzi c’è sicuramente: ma il suo prezzo elevato – di solito non scende mai sotto i 40 dollari al quintale – è tale perché sostenuto dalla politica degli Stati Uniti.

Se è vero che la produzione di Desert Durum subirà una flessione a causa del maltempo, si potrebbe creare spazio per il grano duro del Sud Italia, che per caratteristiche organolettiche (e per assenza di sostanze contaminanti) non ha nulla da invidiare al grano duro statunitense.

P.S.

Ah, dimenticavamo: la neve in Canada ci dice che, a maggior ragione, questo Paese avrà bisogno di metodi ‘artificiali’ per far maturare il grano: tema che abbiamo affrontato tre anni fa nel seguente articolo:

QUI LA PAGINA FACEBOOK DI MARIO PAGLIARO CON LE FOTO E I VIDEO DI MALTEMPO E NEVE A MAGGIO IN MEZZO MONDO

 

 

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