Sicilia, pale eoliche & tangenti: quella strana legge regionale che ha ‘oscurato’ le energie

Sicilia, pale eoliche & tangenti: quella strana legge regionale che ha ‘oscurato’ le energie
18 aprile 2019

Se, nel contesto nazionale, il terremoto giudiziario sull’energia eolica che si è scatenato in Sicilia inguaia la Lega, con un sottosegretario che finisce sotto in chiesta, nella nostra Isola questa storia ci riporta ai due Governi regionali di centrosinistra: quello di Raffaele Lombardo e, soprattutto, quello di Rosario Crocetta targato PD. E’ interessante guardare all’inchiesta giudiziaria di oggi ‘leggendo’ politicamente gli atti legislativi e amministrativi che cominciano nel 2009… 

Un terremoto giudiziario si è abbattuto sulla politica italiana e siciliana. Nell’occhio del ciclone è finito il sottosegretario al Trasporti, Armando Siri, esponente di primo piano della Lega. In Sicilia la baraonda ruota attorno a una vecchia conoscenza, l’imprenditore Vito Nicastri, già coinvolto in una vicenda giudiziaria che riguarda proprio l’energia.

Noi non ci occupiamo di cronaca giudiziaria. In questo articolo non troverete i nomi degli indagati e i particolari sull’indagine della magistratura (che troverete, a iosa, nei giovali on line). Noi proveremo a descrivere il contesto politico e amministrativo in cui è maturata questa vicenda.

A nostro modesto avviso, nella gestione del settore energetico della Sicilia ci sono due fasi. La prima si snoda durante gli anni del Governo regionale di Totò Cuffaro. Le energia alternative sono la grande novità e si punta sull’eolico.

Lo scenario cambia completamente con l’avvento del Governo di Raffaele Lombardo. E’ con questo Governo siciliano che viene approvata una strana riforma della Pubblica amministrazione. Il passaggio è centrale. Proviamo a illustrare il perché.

Sparisce l’assessorato regionale all’Industria. Al suo posto – a nostro modesto avviso irragionevolmente – la gestione dell’Energia viene fatta confluire in un mega assessorato (assessorato regionale dell’Energia e dei servizi di Pubblica utilità): una sorta di ‘calderone’ dove vengono raggruppate competenze ‘pesantissime’: la gestione dei rifiuti, la gestione dell’acqua e la gestione delle energie.

Una scelta irrazionale, ma funzionale alla politica. La continua emergenza legata alla gestione dei rifiuti in Sicilia – con il contorno di discariche private (in maggioranza) e pubbliche (in minoranza), inchieste della magistratura e l’ombra della mafia – fa passare in secondo piano la questione dell’acqua e, soprattutto, la gestione dell’energie (delle tante autorizzazioni firmate e delle autorizzazioni bloccate).

Sarebbe interessante capire che cos’è avvenuto presso questo mega assessorato negli anni che vanno dal 2009 al 2012: le notizie sulla gestione dell’energia sono molto scarne. Dell’acqua, invece, non si parla proprio.

Nel 2011 il referendum sull’acqua sancisce una grande vittoria dei fautori della gestione pubblica. Ma quando in Sicilia si insedia il Governo di centrosinistra di Rosario Crocetta la questione acqua pubblica viene dimenticata. Il PD siciliano – a parte ‘qualche mal’ di pancia interno – ha sposato la linea politica liberista-europeista dell’allora segretario nazionale Renzi e di acqua pubblica non se ne deve parlare.

La cosa strana – molto strana – è che non si parla nemmeno di energia. Si sa che l’assessorato regionale dell’Energia e dei servizi di Pubblica utilità gestisce affari milionari: ma tutta l’attenzione è concentrata sulla gestione dei rifiuti, anche per fatti oggettivi: come lo scontro tra l’allora assessore Nicolò Marino e Confindustria Sicilia, organizzazione allora retta da Antonello Montante, con Giuseppe Catanzaro vice presidente: e quest’ultimo opera proprio nel settore dei rifiuti, grazie al fatto di essere diventato titolare della discarica di Siculiana, nata come discarica pubblica.

Che dire? Che se il disegno politico era quello di ‘spegnere’ l’attenzione mediatica sulla gestione dell’energia – e, segnatamente, delle energie alternative e, in particolare, delle autorizzazioni per gli impianti – si può ben dire che il disegno è perfettamente riuscito.

Oggi i parlamentari regionali del Movimento 5 Stelle scrivono:

“Abbiamo più volte denunciato sui media il far west nell’affidamento degli impianti ai privati nei settori dell’Ambiente e dell’Energia e oggi la Regione siciliana si trova nuovamente al centro di una complessa inchiesta giudiziaria che parte dall’eolico. Non si può più stare a guardare, si passino al setaccio tutte le richieste di impianti e, soprattutto, le autorizzazioni in itinere e quelle già concesse dagli uffici regionali”.

Noi siamo spesso critici con i grillini: però questa volta hanno ragione da vendere!

“Ci aspettiamo – dicono i deputati regionali del Movimento 5 Stelle – che almeno questa volta Musumeci faccia sentire la sua voce e avvii rigorose e puntigliose indagini interne, quantomeno per prevenire nuovi episodi corruttivi su impianti di energie alternative e rifiuti. Secondo quanto riportano alcuni organi di stampa l’inchiesta sarebbe partita da un impianto di smaltimento rifiuti a Calatafimi Segesta promosso dalla Solgesta, le cui irregolarità avevamo segnalato in tempi non sospetti alla magistratura con tanto di esposto. Finalmente quelle circostanze stanno venendo a galla ”.

I parlamentari grillini hanno ragione: nel dicembre del 2017 hanno sollevato il ‘caso’ Solgesta (COME POTETE LEGGERE IN QUESTO ARTICOLO).

Non sappiamo come finirà questa storia. Ma sappiamo che, per nove anni – nel quadro, lo ribadiamo, di una riforma delle competenze degli assessorati regionali a nostro avviso sbagliata e irrazionale – a governare questo settore è stato il centrosinistra della Sicilia, PD in testa.

I grillini hanno ragione: sarebbe interessante passare a setaccio tutte le autorizzazioni in materia di energia rilasciate da questo assessorato: a partire, possibilmente, dall’entrata in vigore della legge regionale che ha istituito una branca dell’amministrazione regionale con enormi, troppe competenze.

E’ chiedere troppo? Per una volta la politica siciliana ha l’opportunità di non farsi anticipare dalla magistratura.

Foto tratta da quotidianodelsud.it

 

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