“Tu sì e tu no”: ecco a voi le ‘parlamentarie’ del Movimento 5 Stelle. Democrazia? Mah…

“Tu sì e tu no”: ecco a voi le ‘parlamentarie’ del Movimento 5 Stelle. Democrazia? Mah…
28 marzo 2019

Non si capisce perché (o forse si capisce benissimo?), nel Movimento 5 Stelle, quando arriva il Momento della formazione delle liste, arrivano, puntuali, le esclusioni. E se a Palermo, nel 2016, tutto è partito da un’inchiesta giudiziaria, oggi, in vista delle elezioni europee, si sta replicando con il copione delle elezioni politiche del marzo 2018: tu sì e tu no. Le ‘parlamentarie’ di domani, insomma, somigliano tanto a certi giochi della Prima Repubblica, quando le liste si facevano su misura…

Domani si vota per le ‘parlamentarie’ del Movimento 5 Stelle. E’ il primo atto che porterà alla definizione delle liste per le elezioni europee previste a maggio.

Nella circoscrizione Sicilia-Sardegna stanno già cominciano a montare le polemiche per alcune esclusioni eccellenti: per esempio, quella del professore Marco Trapanese, palermitano, fisico e futuro medico, noto ricercatore nel settore delle energie rinnovabili (NE ABBIAMO PARLATO IN QUESTO ARTICOLO); ma anche per l’esclusione di Antonella Di Prima, agrigentina di Sciacca, ingegnere, prima dei non eletti tra le donne siciliane alle elezioni europee di cinque anni fa con quasi 60 mila preferenze.

Spulciando tra i nomi dei ‘papabili’ scopriamo che la città e la provincia di Palermo presentano pochi candidati e l’intera Sicilia occidentale sembra essere sotto-rappresentata tra i quasi 300 candidati.

Che dire? Con i criteri della veccia politica – e quindi inserendo quanto sta avvenendo in un vecchio partito – la lettura di quanto sta avvenendo sarebbe stata molto semplice: il parlamentare uscente non vuole competitor forti e credibili e, magari, vuole lo spazio tutto per sé.

Ma, al di là del caso in esame, va detto che certi scenari non sono nuovi nel Movimento 5 Stelle. Come non pensare alle “firme false” raccolta in occasione delle elezioni comunali di Palermo del 2012: che poi non erano “firme false”, ma ricopiate.

Da questa storia – che peraltro è ancora in piedi sotto il profilo giudiziario – è venuta fuori, di fatto, l’azzeramento di una parte della vecchia guardia del Movimento 5 Stelle di Palermo.

Nella passata legislatura – con riferimento all’Assemblea regionale siciliana – non sono mancate le incomprensioni, ma anche gli abbandoni da parte di personaggi che hanno dato vita all’avventura grillinia: tra questi citiamo l’avvocato Francesco Menallo, che pure è stato tra i fondatori del Movimento in Sicilia.

Anche al Consiglio comunale di Palermo non sono mancate le incomprensioni. Come lo scontro tra Igor Gelarda e Ugo Forello, entrambi consiglieri comunali eletti nel Movimento 5 Stelle.

Noi non condividiamo la scelta di Igor Gelarda, che già da qualche tempo ha aderito alla Lega di Matteo Salvini. Ma siamo testimoni di quanto accaduto: Gelarda è stato ostracizzato. Quando faceva ancora parte del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle arrivavano comunicati stampa con le firme dei consiglieri comunali grillini ad eccezione della sua: Gelarda si rifiutava di firmarli? li scrivevano senza coinvolgerlo? vattelappesca!

Il risultato è che, oggi, Gelarda ha cambiato partito: come già accennato, ha aderito alla Lega ed è il coordinatore di questa formazione politica degli enti locali della Sicilia occidentale.

Per ironia della sorte, anche Igor Forello – che è stato l’avversario di Gelarda – oggi sembra in difficoltà.

Un altro nome di peso che ha lasciato il Movimento 5 Stelle è quello di Giovanni Callea, candidato alle elezioni regionali del novembre 2017. Callea, oggi, svolge il ruolo di responsabile organizzativo della campagna elettorale della Lega.

Alla vigilia delle elezioni politiche del marzo dello scorso anno non c’è stata alcuna inchiesta giudiziaria e nemmeno baruffe, ma una serie di esclusioni con motivazioni che non sempre sono sembrate comprensibili: anzi, se proprio la dobbiamo dire tutta, in alcuni casi sono apparse un po’ strane.

Come quella del giornalista Alberto Samonà, che noi conosciamo da anni e che è stato molto impegnato nella causa grillina. Ma è stato escluso.

Ora è arrivato il turno di Marco Trapanese, che è già stato candidato al Senato, sempre con i grillini.

Ma non è detto che questa fiction finisca domani.

Per la cronaca, già cinque anni fa l’europarlamentare uscente, Ignazio Corrao, non risultò tra i prescelti al termine del processo delle ‘parlamentarie’ e fu messo in lista grazie alle dimissioni dalla lista di Salvo Cinà.

A quanto pare, Marco Trapanese (e non solo lui) sarebbe stato segnalato dal collegio dei probiviri, organismo che esiste anche in altre formazioni politiche. La differenza con le altre formazioni politiche – questa almeno è la nostra sensazione – è che nel Movimento 5 Stelle il collegio dei probiviri sia, in realtà, l’organo che detiene, di fatto, il potere: a cominciare proprio dal potere di esclusione dei candidati dalle ‘parlamentarie’.

Del collegio dei probiviri fa parte, tra gli altri, la senatrice del Movimento 5 Stelle Nunzia Catalfo, siciliana di Catania.

Non mancano i commenti su facebook. Come quello di Massimo Di Martino:

“Si chiama Marco Trapanese, un fisico di qualità, uno scienziato e prossimo medico. Si voleva candidare per il M5S alle europee per la Sicilia, ma I POTENTI PROBIVIRI l’hanno fatto fuori perché ombreggiava qualcuno senza alcuna qualità se non quella della bieca fedeltà. Una storia già vista e rivista. Marco sarebbe stato il migliore di tutti (vi confesso che fatico ogni volta che devo riconoscere una intelligenza superiore alla mia). Un uomo di talento e come tale con una personale e sofferta storia politica alle spalle. Ma una cosa l’ho capita: finché ci saranno Di Maio e i suoi galoppini siciliani sarà difficile parlare di democrazia. Peccato, ci avevo creduto a questa storia di valori e competenze. Sono stato ingannato ancora un volta. Mi scuso con i tanti che me lo avevano detto (in buona e cattiva fede). Ciò non toglie che adesso non vedo nessuno altro all’orizzonte che possa dialogare e rappresentare quella minoranza o maggioranza di persone perbene come me. Ad maiora”.

Foto tratta da calabrianews.it

 

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