Agricoltura e Lega: agevolazioni per gli agricoltori del Nord, ‘botte’ in testa agli agricoltori del Sud

Agricoltura e Lega: agevolazioni per gli agricoltori del Nord, ‘botte’ in testa agli agricoltori del Sud
16 marzo 2019

Il ‘caso’ della moratoria sulle multe per le ‘Quote latte’ è emblematica. Il Ministro leghista delle Politiche agricole sta tutelando gli agricoltori del Nord, riservando al Mezzogiorno solo chiacchiere e l’assurdo e penalizzante accordo sul latte di pecora. Dedichiamo questo articolo ai meridionali ingenui che vanno dietro alla Lega di Salvini  

Vogliamo dedicare questo articolo ai pastori sardi ai quali, a nostro modesto avviso, è stato propinato un accordo sul latte di pecora al ribasso e ai tanti meridionali che, purtroppo, vanno dietro alla Lega di Matteo Salvini. Quanto leggerete è la dimostrazione che i leghisti fanno gli interessi dell’agricoltura del Centro Nord Italia, mentre dell’agricoltura del Sud non gliene può fregare di meno.

La nostra considerazione parte da un dato ufficiale. Durante il ‘Tavolo per la zootecnia siciliana’ che è andato in scena nei giorni scorsi (NOI NE ABBIAMO PARLATO QUI CON UN’INTERVISTA ALLA PRESIDENTE DELLA CIA SICILIANA, ROSA CASTAGNA e poi NE ABBIAMO PARLATO QUI) è stato detto, tra le altre cose, che il Ministero delle Politiche agricole ha inserito nel Decreto sulle emergenza in agricoltura anche una moratoria per i pagamenti delle residuali multe relative alle ‘Quote latte’.

Proviamo a illustrare di cosa si tratta e chi sarebbero coloro i quali usufruiranno di questa agevolazione.

Va detto in premessa che, dopo anni di battaglie, che le ‘Quote latte’ sono state abolite. Erano uno strumento, inventato dalla solita Unione Europea, per limitare la produzione di latte bovino. Per l’Italia – questo lo dobbiamo dire per onestà intellettuale – sono state una rovina. Perché hanno bloccato la crescita della zootecnia bovina nel Centro Nord Italia e anche nel Sud.

Detto in parole semplici, le ‘Quote latte’ sono servite a rafforzare la zootecnia bovina del Centro Nord Europa, penalizzando il Sud Europa. Questa cervellotica imposizione comunitaria, di fatto, ha costretto l’Italia a importare latte bovino estero quando invece avrebbe potuto produrlo. Una vergogna!

Fatta questa premessa, va aggiunto che esistevano delle regole comunitarie che, in quanto tali, andavano socraticamente rispettate. Regole,  lo ribadiamo, a nostro avviso sbagliate, com’è stata sbagliata quasi tutta la Pac (Politica agricola comunitaria) che è stata adottata dai primi anni ’80 del secolo passato sino ai nostri giorni.

Chi non rispettava queste regole veniva multato. E i protagonisti della zootecnia bovina italiana sono stati spesso multati perché allevavano e producevano più latte rispetto alle ‘Quote latte’ che la UE gli aveva imposto.

Da qui le multe che tanti allevatori italiani – soprattutto del Nord Italia – si sono sempre rifiutati di pagare.

La stagione delle ‘Quote latte’, come già ricordato, si è chiusa. Ma è rimasta una ‘coda’ di multe ancora da pagare a un’Unione Europea che, per mantenere gli elefantiaci uffici proliferati a dismisura negli ultimi anni, non sa più dove trovare i soldi e si sbizzarrisce nell’appioppare multe, soprattutto al Sud Europa.

Siamo così arrivati alla notizia iniziale: la moratoria dei pagamenti delle multe legate alle ‘Quote latte’ proposta dalla Lega che, è noto, controlla il Ministero delle Politiche agricole. Il tutto sta avvenendo a poco più di due mesi dalla campagna elettorale per le elezioni europee.

Agli osservatori di fatti e cose del Mezzogiorno d’Italia non sfuggono i due pesi e le due misure che il Ministero delle Politiche agricole a ‘trazione’ leghista sta utilizzando. La moratoria per le multe relativa alle ‘Quote latte’ è solo l’ultimo dei provvedimenti in favore dell’agricoltura del Nord.

Al Sud, il Ministro leghista delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, sta riservando qualche briciola. A parte l’accordo sul latte di pecora – che a nostro avviso non soddisfa le esigenze dei pastori (il prezzo di un litro di latte di pecora non dovrebbe essere venduto a meno di 1 euro e 30 centesimi, altro che 0,75 centesimi di euro con la promessa di un’improbabile integrazione, peraltro quantificata in modo molto fumoso) – per l’agricoltura del Sud Italia l’attuale Governo ha messo in campo solo promesse e chiacchiere.

Non c’è nulla – dicasi nulla di nulla! – per il grano duro, coltura d’elezione del Sud Italia. E il Ministero che ha fatto? Nulla!

L’imbroglio sul grano duro Senatore Cappelli ai danni degli agricoltori del Sud, ‘pilotato’ nella passata legislatura dal Governo di centrosinistra, rimane in piedi. E il Ministero che ha fatto? Nulla!

Non c’è nulla per il pomodoro di pieno campo che continua ad arrivare dalla Cina e dal Nord Africa: cosa questa che, insieme con l’alto costo del lavoro, sta creando le condizioni per lo smantellamento di questa coltura, soprattutto nel Sud (siamo tutti ‘impegnati’ a fare finta di non sapere che la stragrande produzione di pomodoro lavorato presente in Italia o arriva direttamente dalla Cina, o è pomodoro estero lavorato dalle industrie italiane dislocate soprattutto nel Centro Italia: del resto, se una confezione di passata di pomodoro da oltre mezzo litro costa meno di 0,40 centesimi di euro un motivo ci sarà, no? (QUI UNO NOSTRO ARTICOLO: E ‘BUON APPETITO’…). E il Ministero che ha fatto? Nulla!

Non c’è alcun provvedimento per frenare l’arrivo di Pomodorini e Datterini prodotti chissà dove e Iddio solo sa come (Cina, Africa: fate voi!). E il Ministero che ha fatto? Nulla!

I centri commerciali italiani sono pieni di “Olio extra vergine italiano” al prezzo di 6 euro, 5 euro, 4 euro e persino 3 euro a bottiglia: cosa impossibile, perché nell’attuale annata un litro di olio d’oliva extra vergine italiano, visto il calo di produzione delle olive, non può costare meno di 8 euro a ‘bocca di frantoio’ e non può costare meno di 9-10 euro a bottiglia. Tutto questo mentre – guarda un po’ il caso! – siamo letteralmente invasi dall’olio d’oliva tunisino a a dazio zero. E il Ministero che fa? Nulla!

Siamo in primavera e siamo invasi da ortofrutta che arriva dall’Africa e dall’Asia. E il Ministero che fa? Nulla!

Arriverà l’estate e saremo invasi dalla frutta estiva estera (le ‘meravigliose’ angurie che non sanno di nulla: le avete provate? una ‘delizia’…). E il Ministero che farà? ve lo anticipiamo noi: nulla!

Però il rimedio per le ‘Quote latte’ è stato trovato. Volete mettere?

Ci raccomandiamo di cuore con tutti i meridionali – soprattutto con gli agricoltori meridionali -: alle elezioni europee di maggio votate Lega, votate per Salvini e per i suoi candidati che, una volta arrivati a Strasburgo grazie ai vostri voti, si occuperanno senz’altro di voi…

E’ un capolavoro l’elettorato del Sud: dopo aver votato per decenni gli ‘ascari’ che li hanno svenduti al Nord Italia adesso ci sono meridionali che vorrebbero votare direttamente per quelli che li debbono ‘bastonare’…

La Lega di Salvini, con gli elettori ‘intelligenti del Sud, si appresta a sperimentare una variante dell’alienazione descritta da Franz Fanon…

Foto tratta da gazzettadellamilia.it

P.s.

Per non parlare del fatto che, dall’1 gennaio di quest’anno, a tutela del riso prodotto in Piemonte, in Lombardia, nel Veneto e nell’Emilia Romagna, sono scattati i dazi doganali approvati dall’Unione Europea dell’euro. Perché non tutelare il pomodoro e, in generale, l’ortofrutta del Sud Italia con dazi doganali su pomodori e ortofrutta che arrivano dall’Africa e dall’Asia? Perché i dazi doganali a protezione dell’agricoltura del Nord sì e per il Sud no? Ministro Centinaio ce la dà una risposta? 

 

 

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