Perché non seguire in Sicilia l’esempio della Costiera Amalfitana con i bus elettrici?/ MATTINALE 272

Perché non seguire in Sicilia l’esempio della Costiera Amalfitana con i bus elettrici?/ MATTINALE 272
5 febbraio 2019

In Campania, con un solo biglietto nominale giornaliero di 8 euro, i turisti possono girare tutta la Costiera Amalfitana. Perché non puntare su un progetto simile anche in Sicilia, individuando una serie di percorsi, magari con i bus elettrici? Potrebbe essere uno stimolo per sistemare le strade e, come dicono i Verdi, puntare anche sui bus elettrici a Palermo, al posto di un economicamente insostenibile Tram. Il ‘caso’ Messina     

Un esempio da imitare – magari, perché no?, puntando sui bus elettrici – potrebbe essere il servizio organizzato nella Costiera Amalfitana, come racconta il giornale Vesuvio Live:

“È entrato in vigore il 1 aprile 2017 e promette già un grande successo per la prossima stagione estiva: parliamo del nuovo biglietto della Sita Sud, che al costo di soli 8 euro permetterà ai visitatori di spostarsi liberamente, per 24 ore, in Costiera Amalfitana, Salerno e Penisola Sorrentina. Il CostieraSita, quindi, sarà valido per una giornata intera, in cui i turisti potranno godersi le bellezze della Costiera senza la preoccupazione del biglietto. Quest’ultimo è nominativo, per cui non può essere ceduto, e può essere acquistato anche tramite smartphone. Si potranno quindi visitare i Comuni di Agerola, Amalfi, Atrani, Cetara, Conca dei Marini, Furore, Maiori, Massa Lubrense, Meta di Sorrento, Minori, Positano, Piano di Sorrento, Praiano, Ravello, Salerno, Sant’Agnello, Scala, Sorrento, Tramonti, Vietri sul Mare, a soli 8 euro”.

Lo sappiamo, le strade della Sicilia sono in buona parte non percorribili perché il centrosinistra che ha ‘occupato’ (‘occupato’  e non governato) la Sicilia dal 2009 al 2017, oltre ad massacrare le finanze pubbliche ha creato le condizioni per l’abbandono delle autostrade, delle strade provinciali e ha trasformato tanti, troppi lavori pubblici in appalti senza fine che hanno coinvolto pure le strade.

Non è arrivato il momento di dare un taglio a queste vergogne prodotte da una parte politica di affaristi in cerca di piccioli facili?

Che senso ha fare arrivare i turisti in Sicilia per fargli trovare strade così dissestate? Di fatto, la Regione ha contratto un mutuo di un miliardo e 600 milioni di euro e contrarrà un secondo mutuo di 530 milioni di euro circa per fronteggiare gli effetti devastanti provocato dagli ascari.

Visto che la Regione siciliana si sta muovendo all’insegna del debito, perché non approntare subito una serie di interventi sulle strade, puntando sui bus elettrici, istituendo magari un servizio simile  quello già operativa nella Costiera Amalfitana?

Forse in Sicilia mancano i monumenti che possono essere visitati in Sicilia in un giorno, con un biglietto nominativo da 8 euro?

E’ così difficile organizzarlo, ad esempio, per far visitare ai turisti Noto, la Riserva naturale di Vendicari, Modica e Ragusa in un solo giorno con un unico biglietto, sempre con i bus elettrici?

E’ così difficile, per l’amministrazione regionale, intervenire a Messina per mettere subito in circolazione i 13 bus elettrici che la stessa Regione ha acquistato e che in questo momento sono incredibilmente fermi? (COME POTETE LEGGERE QUI). Con un paio di questi bus elettrici – o anche acquistandone altri tre o quattro – si potrebbero organizzare, sul modello del servizio operativo nella Costiera Amalfitana e sempre con un biglietto unico, il giro per il Parco dei Nebrodi e per i luoghi e i paesi che si affacciano nel Parco fluviale dell’Alcantara.

Si potrebbe istituire il biglietto unico per il giro delle aree archeologiche e via continuando. Tutto con i bus elettrici.

E, magari, si potrebbe bloccare lo scandalo egli appalti ferroviari di Palermo dove, invece di puntare sui bus elettrici, che dovrebbe essere la naturale evoluzione dell’Azienda comunale per il trasporto pubblico delle persone (leggere AMAT), si sta proseguendo sulla via di appalti ferroviari che servono ai cittadini, ma solo alle imprese che li debbono realizzare (e alla politica che ci sta dietro).

Proprio ieri è intervenuto il coordinatore cittadino dei Verdi di Palermo, Filippo Occhipinti, sottolineando l’importanza dei bus elettrici in alternativa alla follia di 450 milioni di euro da spendere per realizzare un costosissimo Tram in via Libertà (QUI L’ARTICOLO).

Ma un Governo nazionale e un Governo regionale in grado di mettere un punto agli incredibili sprechi degli appalti ferroviari di Palermo non si trova?

Ma com’è possibile che nessuno si accorga di un paradosso incredibile, ovvero di una Regione siciliana in tilt perché, solo per il 2019, non trova 250 milioni di euro (che dovranno essere reperiti con un prestito per evitare tagli incredibili al trasporto locale delle persone, alla tutela dell’ambiente, alle ex Province e alle retribuzioni di migliaia di persone), mentre il Comune di Palermo (dove per appalti ferroviari sono già stati spesi, nell’ordine, oltre un miliardo e 200 milioni di euro per un Passante ferroviario bloccato, 320 milioni di euro per 15 Km di Tram economicamente insostenibili e oltre 100 milioni di euro per un Anello ferroviario mangiasoldi che ha messo in ginocchio cittadini e attività economiche e commerciali, massacrando anche la piazza più importante del capoluogo siciliano, Piazza Politeama!) si accinge a spendere al 450 milioni di euro per altre tre linee cervellotiche di Tram, perché così ha deciso il PD di Matteo Renzi e Leoluca Orlando?

E’ così difficile bloccare questo progetto folle e puntare sui bus elettrici risparmiando una barca di soldi che potrebbero essere utilizzati in modo diverso?

Foto tratta da GetYourGuide

Nasce CostieraSita, con 8 euro giri tutta la Costiera: gli orari delle corse

 

 

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