Montecitorio approva la manovra giallo-verde mentre PD e Forza Italia fanno la ‘bile’/ MATTINALE 237

Montecitorio approva la manovra giallo-verde mentre PD e Forza Italia fanno la ‘bile’/ MATTINALE 237
30 dicembre 2018

I più ‘mazziati’ sono gli esponenti del PD, sempre più schiumanti di rabbia, perché vedono una manovra economica e finanziaria 2019 che inizia a ripristinare quei diritti che il Governo Renzi aveva smantellato. Di fatto, i grillini sono più ‘a sinistra’ di loro. E questo li fa impazzire di rabbia e di invidia. E Forza Italia? Ormai è ‘bollita’. Perché è importante, per l’attuale Governo giallo-verde, avere vinto la battaglia per scongiurare l’esercizio provvisorio

Anche la Camera dei deputati ha approvato la prima manovra economica e Finanziaria del Governo di grillini e leghisti. Non sono mancate le proteste, i veleni e, perché no?, anche le contraddizioni. Ma l’esecutivo Conte-Di Maio-Salvini, piaccia o no, ha raggiunto due obiettivi: non ha smantellato i due impegni principali assunti con gli elettori – Reddito di cittadinanza e avvio dello sbaraccamento della legge Fornero – e, soprattutto, ha evitato il ricorso all’esercizio provvisorio.

In una Regione sconclusionata come la Sicilia, dove il Governo ha perfino la ridicola sfacciataggine di contrabbandare gli imbrogli contabili come spesa dei fondi europei effettuate (QUI IL NOSTRO ARTICOLO SULL’ENNESIMA VERGOGNA DI UNA REGIONE ALLO SBANDO), ebbene, l’esercizio provvisorio è un fatto “tecnico”: cominciare a programmare e governare la spesa a febbraio o a marzo, per la Regione siciliana non cambia nulla: sfascio amministrativo, immondizia nelle strade, viabilità disastrosa, mancanza di liquidità e via continuando ci saranno a gennaio e nei successivi undici mesi del 2019; per l’attuale Governo nazionale, invece, il ricorso all’esercizio provvisorio sarebbe stato una iattura, perché avrebbe costretto lo stesso Governo a rinviare a dopo le elezioni europee del maggio del prossimo anno Reddito di cittadinanza, Quota cento e altre iniziative.

E’ questo il vero significato politico della battaglia condotta da quello che resta delle opposizioni alla Camara e al Senato: PD e Forza Italia avrebbero voluto a tutti i costi costringere il Governo giallo-verde al ricorso all’esercizio provvisorio. Anche la Commissione Europea ha lavorato insieme con il Partito Democratico e con Berlusconi per creare problemi all’attuale Governo. Ma la manovra è fallita. 

La Commissione Europea non solo ha ridotto la possibilità di indebitamento al nostro Paese (e quindi ha penalizzato i cittadini italiani: e questa non è una novità), ma ha anche fatto perdere un sacco di tempo. Un atteggiamento vergognoso, se si pensa che, alla Francia, la Commissione europea sta concedendo la possibilità di andare ben oltre il 3% di indebitamento, mentre ha costretto l’Italia a un magro 2,04%.

La UE sta utilizzando due pesi e due misure, favorendo un Governo ‘amico’ (non dimentichiamo che Macron, che il popolo francese detesta, è espressione della finanza e delle banche) e penalizzando il Governo italiano dei “Populisti”.

Commissione UE, PD e Forza Italia hanno provato a costringere l’attuale Governo italiano e il Parlamento nazionale del nostro Paese a ricorrere all’esercizio provvisorio. Non dimentichiamo che il ‘responso’ del 2,04% è arrivato a dicembre inoltrato.

Ma siccome sia alla Camera, sia al Senato il Governo ha la maggioranza, lo stesso Governo di grillini e leghisti è stato costretto a comprimere i tempi del dibattito e forzare la mano con un maxi emendamento.

La forzatura, ai limiti del regolamento parlamentare, c’è stata, sarebbe scorretto non ammetterlo. Ma il Governo non aveva scelta, perché l’alternativa sarebbe stata l’esercizio provvisorio.

Non è comprensibile l’atteggiamento dei parlamentari del PD, che si sono abbandonati ad atti scomposti. Dimenticando che, dal 2014 sino alla fine della passata legislatura, hanno governato l’Italia imponendo a Camera e Senato le stesse forzature utilizzate in questi giorni a Montecitorio e a Palazzo Madama dal Governo giallo-verde.

Con una differenza: che mentre l’attuale Governo italiano è stato costretto a ricorrere a forzature parlamentari perché ha dovuto fronteggiare l’ostracismo dell’Unione europea dell’euro, i Governi di Matteo Renzi hanno fatti ricorso alle forzature parlamentari (per esempio i ‘Canguri’ al Senato, gestione Piero Grasso) per fare approvare leggi vergognose (abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, Jobs Act) e leggi sbagliate (Buona scuola) sollecitate dalla stessa Unione Europea dell’euro.

Al di là di cosa prevede la manovra (argomento che affronteremo in un articolo a parte), va segnalato un fatto politico: la sconfitta ‘politica’ di PD e Forza Italia, che non solo hanno abbondantemente dimostrato di non sapere governare, ma hanno anche dimostrato di non sapere fare opposizione.

E, soprattutto, hanno dimostrato – e continuano a dimostrare – di non volere il bene dell’Italia.

Perché quando due forze politiche italiane – ed è quello che hanno fatto PD e Forza Italia durante una lunga sessione di bilancio che, lo ricordiamo, si è aperta lo scorso ottobre – sollecitano l’Unione europea ad adottare provvedimenti contro l’Italia, pur di penalizzare un Governo che avversano, ebbene, significa che sono stati accecati dall’invidia e, pur di colpire gli avversari che diventano ‘nemici’, sono disposti a tutto.

Il punto è proprio questo: l’invidia. Nella manovra economica e finanziaria ci sono tante pecche: e noi li segnaleremo (per esempio, le troppe penalizzazioni per il Sud e l’aver ignorato i problemi dell’agricoltura meridionale). Ma la ‘filosofia’ che impernia la manovra appena licenziata dalle due Camere è quella di un’impostazione di ‘sinistra’ e ‘populista’ che sta facendo schiumare d’invidia e di rabbia i dirigenti di quello che resta del PD e di Forza Italia.

E’ un fatto oggettivo che il PD, quando ha governato, ha trovato in quattro e quattr’otto 30 miliardi di euro per le banche, mentre ha sostanzialmente abbandonato i ceti deboli (a cominciare dalle migliaia di cittadini che sono stati truffati dalle stesse banche).

E’ un fatto oggettivo che i poveri in canna, con il PD al Governo dell’Italia, sono passati da 2 milioni e mezzo a circa 5 milioni.  

L’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori è una vergogna che si commenta da sé.

Il Jobs Act è un’altra vergogna  senz’appello: meno lavoro a tempo indeterminato, più precarietà, più insicurezza, impossibilità per le giovani famiglie di programmare una vita normale.

La legge Foreno è un’altra vergogna che andrà sbaraccata al più presto.

La ‘Buona scuola’ è una legge sbagliata che andrà abolita.

Tutte queste leggi vergognose non sono arrivate dal cielo: sono state volute da un Governo che si proclamava ‘di sinistra’ e sono state approvate da un Parlamento nazionale la cui maggioranza si proclamava ‘di sinistra’.

Ma sono, oggettivamente, leggi volute dalla destra liberista che fino ad oggi ha governato e governa l’Unione europea: destra liberista della quale fanno parte il PD e Forza Italia. 

L’attuale Governo sta cominciando a sbaraccare queste leggi in attesa che, nel maggio del prossimo anno, gli elettori europei sbaracchino l’attuale gestione liberista dell’Unione europea.

Questa prospettiva rende schiumanti di rabbia quello che resta del PD (per fortuna poco: e speriamo che questo partito scompaia del tutto), perché i dirigenti di questa forza politica si vedono scoperti, sputtanati e superati ‘a sinistra’ dal Movimento 5 Stelle e persino dai ‘fascistoni’ un po’ razzisti della Lega di Salvini.

Anche Berlusconi, ormai sempre più fuori gioco, sente il terreno mancargli sotto i piedi. Salvini, giorno dopo giorno, gli ‘mangia’ pezzi di elettorato di Forza Italia. E adesso non solo il Governo inizia a sbaraccare la legge Fornero, ma ha anche aumentato le pensioni minime: cosa che avrebbe voluto fare lui.

Ieri, in Aula, i berlusconiani, forse per cercare di dimostrare di esistere ancora (forse anche loro cominciano a dubitare di ‘esserci’), si sono inventati i ‘Gilet azzurri’ (non si sa ancora se con i senza le ‘olgettine’): ennesima farsa di una forza politica ormai in dissoluzione.

A differenza dei ‘piddini’, che schiumano di rabbia e sbraitano, i forzaitalioti somigliano invece a quei tonni che sono entrati nella ‘camera della morte’ in attesa che il ‘Rais’ Salvini inizi la mattanza…

 

 

 

 

 

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