Palermo,Rendiconto 2017: ‘pasta con le sarde’ tra Orlando, PD, Cardinale, Forza Italia e ‘sinistra’

Palermo,Rendiconto 2017: ‘pasta con le sarde’ tra Orlando, PD, Cardinale, Forza Italia e ‘sinistra’
4 novembre 2018

Con l’approvazione del Rendiconto 2017, già ‘bocciato’ dal Collegio dei revisori, c’è un grande ‘Pentolone’ nel quale si sta ‘cucinando’ anche la nuova ‘scorpacciata’ di appalti ferroviari legati al Tram. I misteri dell’AMAT che perde soldi e annuncia nuovi appalti. Forza Italia di Gianfranco Miccichè passa, armi e bagagli, con Leoluca Orlando. Le criticità non rimosse del Bilancio descritte, una per una, da Nadia Spallitta  

Come abbiamo anticipato ieri mattina (QUI IL NOSTRO ARTICOLO), il Consiglio comunale di Palermo ha approvato il Rendiconto 2017 ‘bocciato’ dal Collegio dei revisori dei conti. Di fatto, è stato approvato senza le correzioni che ci si attendeva. L’unica novità è rappresentata dall’AMAT – l’Azienda per il trasporto pubblico controllata dal Comune di Palermo – che ha deciso (ma chi l’ha deciso? il presidente Michele Cimino ‘solo al comando’? i revisori dell’AMAT sono d’accordo?) di togliere dalle proprie entrate 50 milioni di euro. Qualche correttivo riguarda anche la RAP, la società che gestisce la raccolta dei rifiuti e la discarica di Bellolampo. Poco o nulla rispetto alle criticità.

A nostro modesto avviso, siamo alla farsa, perché le criticità presenti nel Rendiconto 2017, a parte AMAT e RAP, rimangono tutte. Ancora più farsesco è che, mentre non si capisce che cosa succederà all’AMAT senza questi 50 milioni di euro, lo stesso presidente, Cimino – già in Forza Italia, poi in appoggio del Governo di Rosario Crocetta e oggi con le ‘falangi’ di Sicilia futura di Salvatore ‘Totò’ Cardinale da Mussomeli, annuncia la realizzazione di altre sette linee di Tram.

Già i 15 Km di Tram cittadino costano circa 10 milioni di euro all’anno (e sarebbe interessante capire il perché di un costo così elevato) e non si capisce dove verranno trovati i soldi (o quasi: perché il Governo nazionale del finto cambiamento ha ‘liberalizzato’ l’IMU: e non è difficile immaginare quello che succederà…). Con 50 milioni di euro in meno l’AMAT annuncia altre sette linea di Tram (o meglio, gli appalti milionari per altre sette linee di Tram con l’appoggio di Forza Italia di Gianfranco Miccichè: ‘tavola apparecchiata’ per tutta la vecchia politica: ammuccamu!).

Forse per provare a capire gli imbrogli contabili che si nascondono dietro questo Rendiconto con i ‘buchi’ è opportuno leggere i commenti degli esponenti della varie forze politiche.

I cinque consiglieri comunali del MoVimento 5 Stelle di Palermo – Ugo Forello, Giulia Argiroffi, Concetta Amella, Viviana Lo Monaco e Antonino Randazzo – sembrano soddisfatti:

“L’opposizione, e il M5S in particolare, ha vinto un’importante battaglia che ha permesso di fare finalmente chiarezza e trasparenza sullo stato di salute dei conti del Comune e delle partecipate. Inoltre, grazie all’azione che abbiamo portato avanti da mesi con l’approvazione delle modifiche agli statuti delle partecipate e con un più efficace e concreto controllo analogo (tre emendamenti presentati dal M5S sono stati approvati dal Consiglio prevedendo più stringenti poteri del Comune sulle sue società), il fenomeno del disallineamento sembra che stia tornando ai livelli più contenuti del 2014. È però necessario evidenziare che questo Rendiconto, rispetto al percorso fatto dalle partecipate, presenta dati ormai superati e in netto contrasto rispetto al rendiconto RAP 2016 e allo schema di rendiconto AMAP 2017″.

“I profili di irregolarità sono stati evidenziati in più occasioni – prosegue la nota dei grillini – e costituiranno oggetto di apposito rilievo da parte della Corte dei Conti, sez. controllo. Il quadro che emerge dalla proposta al bilancio 2017 e dalla relazione al terzo trimestre AMAT, però, non può che preoccupare seriamente e attestare la responsabilità di questa amministrazione per lo stato deficitario e di crisi che si è creato. Un capitale sociale depauperato (il riferimento è al capitale sociale dell’AMAT, che passa da 98 milioni a 35 milioni) a causa della direttiva del Sindaco, una perdita di esercizio di oltre 50 milioni di euro, un’ulteriore perdita per i primi tre trimestri 2018 di quasi 6 milioni di euro”.

“Di fronte a questo nefasto quadro manca il piano industriale e il piano di risanamento, mentre non si sa come dovrà essere rimodulato il contratto di servizio. I nodi sono venuti al pettine – conclude la nota dei grillini – e il M5S in Consiglio comunale sarà sempre presente per tutelare gli interessi dei cittadini, le prerogative dei lavoratori comunali e la continuità aziendale e dei servizi delle partecipate”.

Una domanda a Forello e compagni: ma dove l’avete visto ‘sto “controllo analogo”? Al Comune di Palermo le società partecipate vanno a briglia sciolta: basti pensare a RAP e SISPI, che ne combinano di tutti i colori.

Dal dolce sapore consociativo la dichiarazione di Giuseppe Milazzo, ex consigliere comunale, oggi parlamentare di Forza Italia a Sala d’Ercole, diventato il ‘ventriloquo’ di Forza Italia a Sala delle Lapidi, sede del Consiglio comunale di Palermo, visto che i consiglieri comunali hanno perso la parola:

“Dopo l’incontro in Commissione Bilancio con i vertici della società, apprendo che ieri è stato approvato il bilancio di AMAT. Dalla nota diffusa dall’azienda di proprietà del Comune di Palermo, leggo con interesse che saranno avviati i lavori per 7 nuove linee Tram. Non posso che essere fiducioso per la buona riuscita dei lavori, per un semplice motivo: attualmente la città è incompleta dal punto di vista della rete di trasporti su ferro”.

“Se con un piano d’investimento oculato si riuscirà ad ampliare il trasporto pubblico locale su rotaie – aggiunge Milazzo – consegnando alla Città una rete organica e funzionale, allora sì che saremo in grado di offrire un servizio utile alla cittadinanza. La scelta è obbligata: occorre puntare sugli spostamenti eco-sostenibili, che riducano i bus termici attualmente in circolazione e che garantiscano entrate certe, necessarie per mantenere il trasporto pubblico efficiente ed efficace. Questo è l’unico rimedio al baratro dei conti e al cattivo funzionamento dei servizi rivolti ai cittadini”.

“Per queste ragioni – continua il capogruppo di Forza Italia all’Ars – è importante che anche la Regione faccia la sua parte e sostenga l’iniziativa attraverso un proprio contributo consolidato, da trasferire ad AMAT, o meglio a tutti coloro i quali puntano allo sviluppo del trasporto pubblico locale eco-sostenibile”.

“La Regione – conclude Milazzo deve dunque sostenere tale iniziativa affinché quanto di buono è stato fatto non vada perduto. Sono fiducioso che il Presidente Musumeci e gli Assessori Armao e Falcone, sosterranno queste mie parole, a favore di un percorso indispensabile per la Città”.

Insomma, Forza Italia ha gettato la maschera: a Palermo – come già ricordato – si appoggiano gli appalti ferroviari, veri e propri ‘valori’ del centrosinistra, che adesso diventano anche i ‘valori’ del centrodestra.

La cosa incredibile non è tanto il silenzio dei consiglieri comunali di Forza Italia a Palermo, ridotti a fantasmi muti: la cosa incredibile – veramente incredibile! – è che Milazzo, qualche anno fa, quando ricopriva, contemporaneamente, il ruolo di deputato regionale e consigliere comunale, si è fatto promotore, a Sala d’Ercole, di una legge per bloccare la Zona a Traffico Limitato di Palermo che, è noto, è stata istituita per provare a pagare i costi del Tram.

Il Comune si è opposto. La vicenda è finita sui tavoli della Corte Costituzionale. Che ha dato ragione – scusate il bisticcio di parole – alla Regione siciliana e torto al Comune di Palermo.

La ZTL di Palermo – quella attualmente in vigore – è illegittima grazie a una legge regionale voluta da Milazzo (COME POTETE LEGGERE QUI). Ma adesso Milazzo ha cambiato opinione e vuole le altre sette linea di Tram… (qualcuno ci chiederà come può una ZTL illegittima restare in vigore: potenza dell’antimafia a tutti i livelli…).

Ah, dimenticavamo: forse l’onorevole Milazzo non sa che la Regione siciliana è in ‘bolletta’ e che il Governo regionale, nel 2019, dovrà ulteriormente ridurre i pagamenti: il presidente Nello Musumeci e l’assessore Gaetano Armao dovrebbero dare soldi alla macchina mangiasoldi del Tram di Palermo perché Miccichè, in quest fase (è noto che il presidente dell’Ars va a ‘fasi’ che cambiano a secondo dell’aria che tira…), ha deciso così?

Un altro di quelli che si fa fotografare con Gianfranco Miccichè è Fabrizio Ferrandelli che, a differenza del citato Milazzo (che di Miccichè è ormai il pensiero-pensante-esecutivo), sembra fare apposizione:

“Il lavoro caparbio di verità dei conti, fondamentale per garantire i servizi ai cittadini – scrive Ferrandelli – trova oggi con l’eliminazione di 70,7 milioni di euro di disallineamenti tra i bilanci del Comune e delle sue aziende un nuovo punto di partenza e una indubbia vittoria delle opposizioni. Ci siamo scontrati in campagna elettorale con due narrazioni differenti, oggi la nostra si dimostra veritiera: i conti del Comune non erano in equilibrio e le aziende sono a rischio. Oggi AMAT – precisa Ferrandelli – ha comunicato l’ultimo, in ordine di tempo, stralcio di crediti, erodendo della metà (50 milioni di euro) il proprio capitale sociale”.

Ferrandelli parla dei 50 milioni di euro che l’AMAT ha tolto dalle proprie entrate e dice una grande verità:

“Il Sindaco negli anni passati li aveva riconosciuti ad AMAT facendo votare quei bilanci in qualità di socio unico e oggi con direttiva li obbliga al taglio. Non è forse la stessa persona? Cosa è cambiato? Siamo preoccupati per una azienda che perde 9 milioni di euro sul Tram e che, impoverendo il capitale sociale, oggi fa un salto nel buio. Ancora più buio se si considera l’ostinazione di realizzare nuove linee di Tram e quindi di mettere in conto altre perdite”.

“Stessa musica per RAP che, perdendo circa 1 milione al mese, rinuncia anche essa ai crediti, e si dovrà attrezzare al fatto che il Comune, contrariamente a quanto sostenuto dall’azienda, sostiene di aver incluso nel contratto di servizio il costo del TMB. Questo fatto determinerà altre perdite di esercizio sicure. Da oggi ripartiamo per far chiarezza anche sui conti del bilancio di previsione 2018 – conclude Ferrandelli – siamo preoccupati ma sereni. Preoccupati perché non ci sono più 70,7 milioni di euro, sereni perché lo sapevamo e abbiamo elaborato i nostri programmi elettorali e le nostre proposte per il rilancio della città partendo da ciò che oggi è acclarato dal MEF, dalla Corte dei Conti e dal voto di questo fallimentare Rendiconto 2017”.

Parla anche Marianna Caronia, consigliere comunale che dovrebbe trovarsi dalle parti del centrodestra:

“Sono uscita dall’aula al momento del voto sul Rendiconto 2017. E’ la mia forma di dissenso e disapprovazione, non soltanto per un atto che non è di mera fotografia contabile, ma soprattutto per il comportamento inaccettabile che il Sindaco continua a tenere nei confronti del Consiglio comunale. L’avevo già sottolineato e non posso che ribadirlo oggi: l’assenza di Leoluca Orlando a Sala delle Lapidi in momenti chiave del dibattito sul futuro della città e delle aziende è inaccettabile. Nel merito del Rendiconto, il mio giudizio resta negativo, perché questo documento, nel registrare la situazione contabile, non fa altro che mostrare tutte le refluenze che questi conti hanno sui servizi per i cittadini e sulle Aziende partecipate, prima fra tutte l’AMAT dove il taglio di 48 milioni dal bilancio mette a serio rischio la tenuta di un’azienda strategica per i servizi e con circa 2.000 dipendenti. E’ una fotografia drammatica dei servizi carenti con una prospettiva ancor più negativa, perché è evidente che l’attuale disponibilità finanziaria ed economica del Comune non è tale da soddisfare le necessità della città e dei cittadini.”

“A maggior ragione – prosegue Marianna Caronia in un secondo comunicato – dopo l’approvazione del bilancio che, obbedendo al diktat di Orlando, ha stralciato 48 milioni di crediti vantati nei confronti del Comune, l’AMAT ha necessità di un serio piano di rilancio. Un piano che non può essere meramente basato su numeri e cifre, ma deve avere una visione ed un piano concreto del trasporto locale a Palermo. Il Piano industriale di un’azienda di trasporto pubblico è prima di tutto un piano per la mobilità dei cittadini! Per questo chiederò, con i colleghi del M5S, che la IV Commissione dell’Ars convochi l’azienda e si faccia parte attiva perché le sue attività siano in sintonia con un più ampio piano regionale dei trasporti”.

Sabrina Figuccia, altro consigliere comunale di opposizione:

“Oggi (ieri per chi legge ndr) una Sala delle Lapidi gremita ha affrontato ancora una volta i dati relativi a questo bilancio consuntivo 2017, avendo come ultimo atto, la presenza del Presidente dell’Amat Michele Cimino, che non ha potuto fare altro che certificare una sconfitta che ha un solo terribile nome: 50 milioni di euro”.

“Ho sentito parlare di allarmismo – prosegue Sabrina Figuccia – come se qualcuno dei consiglieri di opposizione avesse esagerato nel racconto dei conti del Comune, peccato che a certificarlo nero su bianco sia stato il collegio dei Revisori dei conti con un parere sostanzialmente negativo. Sono convinta del fatto che l’amministrazione abbia una grande colpa, quella di tentare di nascondere la polvere sotto il tappeto, senza comprendere che ormai non è rimasto neppure il tappeto. Per questo non soltanto ho espresso a chiare lettere la mia contrarietà a questo Rendiconto, ma al momento del voto sono uscita dall’aula per prendere le distanze da un atto che non posso che respingere al mittente. Proprio come respingo l’atteggiamento istituzionale e politico di una maggioranza che non intendo sostenere in alcun modo, men che meno garantendo con la mia presenza in aula il numero legale ad una maggioranza, che neanche su un atto così importante per la città ha saputo essere presente in maniera compatta”.

Parlano anche gli esponenti di Sinistra Comune, i ‘creativi’ della sinistra cittadina che hanno deciso di appoggiare la giunta comunale renziana di Leoluca Orlando:

“Risultato scontato per la corrispondenza del Rendiconto alle risultanze contabili. Missione fallita per minoranze: sterile ostruzionismo.”

“Il Rendiconto 2017 – dice Barbara Evola, consigliera di Sinistra Comune e Presidente della commissione bilancio – è stato approvato dopo un tortuoso percorso studiato ad arte da alcuni esponenti dell’opposizione, che hanno tentato in ogni modo di dare una spallata all’amministrazione. Sono riusciti invece a danneggiare soltanto la città determinando il ritardo del trasferimento dei fondi nazionali. In Consiglio comunale abbiamo assistito ad un florilegio di insulti, accuse di irresponsabilità e di scarsa conoscenza degli atti; grida d’allarme per un paventato fallimento delle aziende partecipate; audizioni, domande reiterate malgrado fossero chiare le risposte. L’approvazione dell’atto era già scontata per un motivo accertato e attestato dall’organo di revisione dei conti: la corrispondenza del rendiconto alle risultanze contabili della gestione. Ci auguriamo che prevalga il senso di responsabilità delle minoranze affinche il prossimo importante impegno da affrontare in aula, la discussione del Bilancio 2018, non si trasformi in una ennesima corsa ad ostacoli, che arrecherebbe solo danni ai cittadini”.

Chi invece tocca i veri punti nevralgici del Rendiconto 2017 approvato è Nadia Spallitta, ex vice presidente vicaria del Consiglio comunale di Palermo ed esponente della sinistra cittadina (quella vera, non quella creativo-renziana):

“Leggo che il Consiglio comunale di Palermo ha approvato il Rendiconto 2017 senza le correzioni che avrebbero dovuto essere apportare alla luce della ‘bocciatura’ operata dal Collegio dei revisori. L’approvazione di tale Rendiconto mi preoccupa, e temo ci possano essere danni all’Erario e responsabilità per i consiglieri comunali che hanno approvato tale atto”.

“Mi lascia perplessa – aggiunge – la circostanza che il Consiglio comunale abbia potuto votare il Rendiconto 2017 senza avere reale contezza della situazione contabile e finanziaria della RAP, che non ha ancora votato né il bilancio 2016, né il bilancio 2017; per non parlare dell’AMAT, che non ha ancora approvato il bilancio 2017, stando a quello che si legge nella relazione negativa dei revisori”.

“Non mi è chiaro – prosegue Nadia Spallitta – con quali criteri il presidente di una società partecipata possa decidere l’azzeramento di un consistente credito pari a circa 50 milioni di euro in assenza di strumenti contabili approvati e revisionati. In particolare, sarebbe interessante sapere se, su tale azzeramento del credito, ci sia anche il parere dei revisori dei conti aziendali. Tra l’altro, la facilità con la quale tale credito viene annullato potrebbe anche mettere in discussione la validità del precedenti bilanci. Infatti, nel 2016, il bilancio dell’AMAT si chiudeva con l’indicazione di un credito di circa 80 milioni di euro nei confronti del Comune di Palermo”.

“Infine – conclude Nadia Spallitta – va detto che le criticità evidenziate non riguardano solo i disalineamenti, ma anche una serie di problematiche – fondi vincolati, residui attivi, fondi di dubbia esigibilità, debiti fuori bilancio eccetera – in relazione ai quali non mi sembra siano state adottate misure correttive”.

Per la cronaca, ieri mattina la stessa Nadia Spallitta ha diffuso un comunicato nel quale sintetizza le criticità del Rendiconto 2017. Eccole:

“Una rilevante discordanza tra la ‘cassa’ vincolata (fondi vincolati) riportata dal tesoriere (circa 96 milioni di euro) e quella determinata dal Comune (circa 201 milioni di euro), con una differenza di 105 milioni che, per il Collegio dei revisori, rappresenta una gestione irregolare dei fondi vincolati;

ulteriori profili di criticità riguardano le anticipazioni di liquidità della Cassa Depositi e Prestiti, che denotano una carenza di liquidità che non consente una regolare gestione dei pagamenti;

ulteriore elemento di criticità riguarda il Fondo crediti di dubbia esigibilità che, con metodo semplificato utilizzato dall’amministrazione, risulta pari a circa 355 milioni di euro, ma che per i Revisori – con metodo ordinario – ammonta a circa 550 milioni di euro, con una consistente differenza di circa 195 milioni di euro che l’amministrazione dovrà trovare, nell’esercizio 2018, per evitare situazioni di squilibrio;

fondo da accantonare per i contenzioni: per l’Avvocatura comunale sono 74 milioni di euro, mentre il Comune accantona circa 50 milioni di euro, con una differenza di 24 milioni di euro che l’amministrazione dovrà necessariamente reperire negli esercizi successivi;

entrate tributarie: il Collegio dei Revisori osserva la scarsa capacità di recupero, sia delle entrate tributarie (nel 2017 ammontano a 521 milioni di euro), sia in relazione al recupero dell’evasione fiscale, che si ferma a una percentuale di riscossione pari all’1,31; su un’evasione accertata di 92 milioni di euro è stato riscosso un solo milione di euro; oggi, complessivamente, i residui da evasione non riscossi ammontano 180 milioni di euro circa;

complessivamente, i residui attivi relativi relativi alle entrate tributarie sono circa 460 milioni di euro, mentre il totale dei residui attivi ammonta a 999 milioni di euro;

ugualmente insufficiente è la capacità di riscossione per sanzioni amministrative, che si ferma al 14% (accertati 56 milioni di euro di sanzioni amministrative, riscossi solo 8 milioni di euro, circa il 14%);

l’amministrazione non riscuote i propri canoni di affitto: su 6 milioni di euro di entrate il Comune ha riscosso circa il 16% di tale somma;

costo dei servizi a domanda individuale: pari a circa 23 milioni di euro, con entrate pari a 5 milioni, con una perdita di 17 milioni di euro (ad esempio, per tutte le attività culturali e museali il Comune ha speso 6 milioni e ha avuto entrate per 300 mila euro circa);

elevati i residui passivi, pari a 355 milioni di euro; il limite consentito e del 40%; il Comune raggiunge il 39,75%;

debiti fuori bilancio: quasi 40 milioni di euro, il 5% del bilancio dei Comune; circostanza che viene definita come “grave patologia da rimuovere”; quasi il 55% de debiti fuori bilancio è per i servizi socio-assistenziali;

il rapporto con le società partecipate registra discrasie tra i debiti scritti in bilancio dal Comune e i corrispondenti crediti scritti nei bilanci delle partecipate; in particolare, l’AMAT dichiara di vantare un credito 70 milioni circa, mentre il Comune gliene riconosce 38; la RAP – che peraltro non ha ancora approvato il bilancio 2016 e del 2017 – dichiara di avere un credito dal Comune di 87 milioni di euro circa, mentre il Comune riconosce 79 milioni di euro; l’AMAP dichiara di avere un credito, dal Comune, di circa 15 milioni di euro, mentre il Comune gliene riconosce 11”.

“Complessivamente – conclude Nadia Spallitta – la sofferenza finanziaria del Comune di Palermo è caratterizzata dal superamento di quattro parametri, e da un quinto parametro che è al limite: superato anche quest’ultimo, il Comune è tecnicamente in default. Alla luce della gravità delle osservazioni fatte dai Revisori e della oggettiva difficoltà, da parte del Comune, nel reperire le risorse finanziarie – e trovare quindi gli adeguati correttivi – dubito fortemente che questo Rendiconto possa essere approvato dal Consiglio comunale”.

Foto tratta da libereta.it

 

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