Biancavilla, paura in una scuola. Ma la manutenzione degli edifici scolastici è un problema di tutta la Sicilia

Biancavilla, paura in una scuola. Ma la manutenzione degli edifici scolastici è un problema di tutta la Sicilia
15 ottobre 2018

Oggi un servizio del TGR Sicilia ha acceso i riflettori su una scuola di Biancavilla, provincia di Catania. Dove il terremoto fa paura. Ma in realtà, grazie a chi ha lasciato le Provincie siciliane senza soldi, la manutenzione degli edifici di licei e, in generale, delle scuole superiori, è un problema che riguarda tutta la nostra Isola. E’ bene sapere chi sono i responsabili 

A Biancavilla, in provincia di Catania, dopo il terremoto dei giorni scorsi, qualche edificio scolastico presenta lesioni. Ne ha parlato, oggi, il TG regionale. Servizio giornalistico meritorio, tutto cronaca, senza alcuna sbavatura. C’erano le immagini, che già dicevano tutto; e qualche intervista da dove traspariva l’ansia dei genitori.

Biancavilla è un caso limite, perché di mezzo c’è stato il terremoto. Ma è tutta la Sicilia ad essere interessata dal rischio sismico, soprattutto la parte orientale dell’Isola.

In uno scenario del genere – dove anche le piogge sempre più frequenti giocano un ruolo non certo secondario – la manutenzione delle scuole dovrebbe essere una priorità. E invece non lo è. E non lo è da quando il passato Governo nazionale, forte della riforma delle ex Province voluta dall’ex Ministro Graziano Delrio, e grazie a una serie di provvedimenti penalizzanti per la nostra Isola, ha praticamente distrutto le Province siciliane.

Quello che va detto è che della manutenzione degli edifici scolastici di licei e, in generale, delle scuole superiori si occupano le Province. Le nove Province siciliane, a partire dal 2014, sono state massacrate finanziariamente dal Governo nazionale.

E’ stato il Governo nazionale, a partire dal 2014, con la connivenza dell’allora Governo regionale di centrosinistra di Rosario Crocetta, a ‘trazione’ PD, a tagliare alle Province siciliane i trasferimenti nazionali, 220 milioni di euro di Rc Auto e a imporre un prelievo forzoso annuale di 220-230 milioni di euro (QUI POTETE LEGGERE UNA SERIE DI APPROFONDIMENTI CON INTERVISTE A PAOLO AMENTA, VICE PRESIDENTE DELL’ANCI SICILIA CON DELEGA ALLE FINANZE).

 

I tagli hanno colpito tutte le Province italiane. Ma in Sicilia, quasi in forza di un atteggiamento antimeridionale e antisiciliano da parte del PD, i tagli alla Regione siciliana e alle Province sono stati più pesanti. 

I dirigenti del PD nazionale e siciliano sapevano benissimo che questi tagli avrebbero creato problemi alla viabilità provinciale (che è di competenza delle Province) e agli edifici scolastici di licei e, in generale, scuole superiori (anche la manutenzione di questi edifici è delle Province). Ma non si sono posti minimamente il problema. Era – ed è – un problema dei presidi, dei docenti, degli studenti e dei genitori degli studenti. 

Qualche giorno fa gli studenti dei licei e, in generale, delle scuole superiori sono scesi in piazza per protestare. Tra le ragioni della protesta c’erano anche gli edifici con poca manutenzione dove sono costretti a studiare.

Tona il volto dell’uomo intervistato dal TGR Sicilia:

“Ci hanno detto che la scuola non presenta problemi. Quindi…”.

Agli studenti siciliani va illustrato che a creare problemi agli edifici scolastici dove studiano sono stati gli esponenti dei Governi di centrosinistra, nazionale e regionale, in testa il PD. 

Sempre per dovere di cronaca, agli studenti della provincia di Palermo va detto che se gli edifici dove studiano presentano problemi, non ci sono invece problemi per finanziare gli appalti ferroviari di Palermo: infatti l’amministrazione provinciale di Palermo – quella che si dovrebbe occupare della manutenzione degli edifici scolastici di licei e, in generale, delle scuole superiori e che è stata ribattezzata pomposamente ‘Città metropolitana di Palermo’ – ha invece i soldi pronti per l’ennesima ‘scorpacciata’ di appalti ferroviari!

Sapete, signori presidi dei licei e delle scuole superiori della provincia di Palermo, sapete signori docenti, sapete cari studenti cosa sono gli appalti ferroviari di Palermo? I 15 km linea di Tram cittadino, con il Tram che, per molte ore del giorno, gira quasi vuoto; il collegamento con l’aeroporto che c’era già, che è stato interrotto per circa 5 anni e che è stato ripristinato dopo violente proteste; alcune fermate cittadine e, soprattutto, incredibili disagi per scavi, trincee, lesioni di palazzi, commercianti che hanno chiuso le proprie attività e altri disastri ambientali ed economici.

Ebbene, per continuare questa sarabanda di appalti di centinaia di milioni di euro (fino ad oggi tra Passante ferroviario, Tram e Anello ferroviario sono stati spesi oltre un miliardo e mezzo di euro!) l’ex Provincia di Palermo i soldi li trova.

‘Purtroppo’ non si può dire lo stesso per gli edifici scolastici, se è vero che anche gli studenti sono scesi in piazza per protestare pure per questo motivo, oltre che per i tagli alla scuola (effettuati sempre dal precedente Governo nazionale di centrosinistra) e per ‘l’Intelligente’ alternanza scuola-lavoro: un regalo, quest’ultimo, alle imprese, sempre da parte del passato Governo di centrosinistra.

Abbiamo citato l’esempio di Palermo dove non mancano contraddizioni. Ma il problema, lo ribadiamo, riguarda tante scuole della Sicilia. Gli edifici scolastici della nostra Isola dotati di certificazione antincendio sono appena il 14%; di questi il 10% circa con nulla osta provvisori.

Si tratta di dati ufficiali. Da dove emerge che il 56,2% degli edifici scolastici è privo di certificato di collaudo. Non va meglio per eventuali problemi legati al possibili terremoti, se è vero che il 65,6% degli edifici scolastici siciliani non è adeguato alle normative antisismiche.

Per il 45,8%, poi, si tratta di edifici, come dire?, un po’ ‘stagionati’, ovvero costruiti tra il 1946 e il 1975.

Tutto questo, lo ribadiamo, in una regione a rischio sismico. I ‘numeri’  della Regione siciliana raccontano che in Sicilia l’85% degli edifici scolastici ricade in zona sismica di secondo grado.

Sono dati che, quest’anno, hanno allarmato i vertici dell’ASAEL, sigla che sta per Associazione Siciliana degli Amministratori degli Enti Locali (COME POTE LEGGERE QUI).

Noi ci auguriamo che non succeda nulla. Ma l’importante è sapere perché le strade provinciali cadono a pezzi e perché c’è preoccupazione per gli edifici scolastici. L’importante è conoscere come stanno le cose.

P.s.

Ah dimenticavamo: sapete che non ne vuole sapere di abrogare l’alternanza scuola-lavoro? A quanto pare la Lega di Matteo Salvini. 

Foto tratta da corrieretneo.it       

 

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