Storia & Controstoria

Da Mercurio a Venere fino al pianeta Terra, ricordando il grande astronomo Pietro De Martino

Condividi

LA STORIA DEL SUD VISTA DA UN BAMBINO/ Dopo la storia del siciliano di Ustica, il grande navigatore che sfidò inglesi e olandesi navigando in tutto il modo, arriva l’astronomia con il grande Pietro De Martino, titolare della prima cattedra di Astronomia in Italia 

di Domenico Iannantuoni

Eravamo tutti piccoli “capitano Vincenzo di Bartolo” quel
martedì a scuola. Una storia vera ed eccezionale, un uomo
invidiabile, un orgoglio per tutti noi (DI VINCENZO DI BARTOLO VI ABBIAMO RACCONTATO IN QUESTO ARTICOLO).
Ma il nostro maestro non ci dava tregua nel suo raccontare
eventi e circostanze che potessero solo lasciarci senza fiato.

Quel martedì ci disse:
– Cari miei bambini…scusate, miei ragazzi, anzi miei
adulti ascoltatori. Voi dovete sapere che il nostro
rapporto è bivalente ed in questi momenti, per noi tutti
indimenticabili, vi dico che…io mi nutro della vostra
discenza, mentre voi apprendete la mia docenza.- Si pose
poi in mistica riflessione e chiuse gli occhi.-

Il nostro maestro sapevamo che era un grande…non avevamo
più bisogno di apprenderlo con altre dimostrazioni eclatanti; egli
era anche un giusto, ossia una persona che riusciva a stabilire un
rapporto equilibrato con la sua scolaresca e con tutto il mondo.
Egli mai pretendeva, ma otteneva senza sforzo alcuno. Eravamo
noi che gli donavamo docilmente e consapevolmente il nostro
tempo, che lui acquisiva con semplicità estrema e lo gestiva
saggiamente nelle sue elucubrazioni, sempre coinvolgendoci.

Eravamo in tanti in classe, cinquanta, ma mai nessuno di noi si
sentiva escluso dai suoi ragionamenti e dalle sue occhiate
furtive. L’intera aula era pervasa dal suo umore quotidiano, dai
suoi colori, dal suo senso educativo e dal suo amore per la
docenza. Poi proseguì.

– Il nostro Ammiraglio di Bartolo morì nel 1849, ora
ricordiamolo per sempre nei nostri cuori come grande
uomo delle Due Sicilie. –

La giornata era indicata per raccontarci un’altra storia ma il
nostro maestro era tanto gentile e premuroso che sapeva
convincerci delle ragioni del programma ministeriale.
Iniziò a camminare avanti e indietro rispetto alla cattedra come
se non sapesse cosa dirci, ma dopo un poco si fermò di scatto ed
urlò:
– Le stelle, i pianeti, ossia Pietro De Martino! –

Rimanemmo tutti stupiti da quella affermazione diremmo quasi
violenta e che prorompeva nel bel mezzo del nostro silenzio
praticamente totale. Poi aggiunse:
– Ragazzi, avete mai fatto una gita serale appena fuori
dall’illuminazione della nostra Città?

– Tutti ci guardammo e ci fu chi disse sì chi no, ed il brusio
aumentava secondo dopo secondo. Allora il maestro
riprese l’argomento in mano.

– Dunque voi avete mai alzato lo sguardo al cielo?-

No, sì, non mi ricordo…alterne risposte si susseguirono. E lui:
– Bene bene, benone, anzi benissimo!-

E si fermò davanti
alla sua cattedra guardandoci tutti mentre ruotava il suo
viso da sinistra verso destra.- Poi in serio silenzio ci
disse:
– Qui a Napoli, all’Università Federico II, nel 1735 venne
affidata a Pietro De Martino la Cattedra di Astronomia,
una scienza per la quale noi credevamo ed ancora oggi
crediamo, importantissima e formativissima! –

Il nostro maestro quindi ci spiegò del nostro sistema solare a
partire da Mercurio per poi passare a Venere, alla nostra Terra e
quindi a Marte, Giove e Saturno, chiudendo poi per Urano e
Nettuno. Fece un appunto su Cerere dicendoci che era un pianeta
nano, legato alla nostra storia delle Due Sicilie ma di cui ci
avrebbe parlato in seguito.

E le orbite ellittiche, e le osservazioni di Galileo e quindi le
Leggi di Keplero che ci fecero capire che gli spazi (le aree
sottese alle orbite) percorsi dai pianeti erano proporzionali ai
tempi per la loro percorrenza.

Il maestro Riggio, sempre abilissimo nel disegno, ci aveva
rappresentato sulla lavagna l’intero sistema solare con la
descrizione delle orbite dei pianeti…il tutto con proporzione
delle reali distanze!

La campana di fine scuola ci colse ancora immersi con stupore
e meraviglia dentro il nostro cosmo. Avevamo capito in una sola
lezione il senso del nostro divenire e contemporaneamente la
nostra unicità. Una lezione bellissima che ancora io ricordo con
estrema passione.

QUI LE PRIME QUATTRO PUNTATE

La prima cattedra di Astronomia in Italia fu istituita a Napoli nel 1735

Foto tratta da lapuntaseccastampeantiche.com 

 

Visualizza commenti

Pubblicato da