Allegria, sono tornare le navi cariche di grano duro canadese!

Allegria, sono tornare le navi cariche di grano duro canadese!
6 settembre 2018

Lo comunica GranoSalus, che annuncia l’arrivo, tra qualche giorno, nel porto di Bari, di una nave con 50 mila tonnellate di grano duro prodotto in Canada. Ma non ci avevano detto – Coldiretti in testa – che il grano duro canadese era stato bandito dall’Italia? Insomma, ci avevano raccontato fesserie! Alle quali noi dei I Nuovi Vespri non avevamo mai creduto. Niente di nuovo sul fronte canadese…

Olé: 50 mila tonnellate di grano duro canadese sono in arrivo in Italia e, precisamente, nel porto di Bari, in Puglia. Ne dà notizia GranoSalus, l’associazione che raccoglie produttori di grano duro del Sud Italia e consumatori.

Ci avevano fatto credere che l’Italia aveva messo la parola “fine” al grano duro canadese che viene fatto maturare artificialmente con il glifosato. Noi non ci abbiamo mai creduto. Anche perché sappiamo che il Canada produce, ogni anno, nelle proprie aree fredde e umide, circa 4 milioni di tonnellate di grano duro che viene fatto maturare artificialmente con il glifosato: e, da qualche parte, questo grano deve essere ‘posteggiato’ (QUI UN ARTICOLO SULLA PRODUZIONE DI GRANO DURO CANADESE).

E sappiamo che, grazie alla cosiddette ‘triangolazioni diaboliche’ – il grano che proviene da un porto, per poi passare ad un altro porto per arrivare, in terza battuta, in un porto dell’Unione Europea – sono all’ardine del giorno.

Sappiamo che un carico di grano, una volta arrivato in un porto della UE, viene automaticamente sdoganato e può circolare liberamente in tutti gli altri porti dell’Unione Europea. Se è grano duro canadese, ma è arrivato in Europa da un Paese diverso dal Canada chi lo deve ‘sgamare’? Nessuno.

Ci vorrebbero i controlli sanitari. Ma chi è che dovrebbe effettuarli? In Sicilia, ad esempio, non li effettua nessuno.

Ma questa volta – stando a quello che leggiamo su un articolo pubblicato da GranoSalus – non c’è stato nemmeno bisogno di sotterfugi: a Bari, tra qualche giorno, arriverà una bella nave con 50 mila tonnellate di grano duro canadese.

Del resto, è in vigore l’accordo commerciale tra Unione Europea e Canada: il ‘famigerato’ CETA. E anche se non ci sono indicazioni precise, sempre di commercio si tratta. O no?

“Al porto di Bari – leggiamo nell’articolo di GranoSalus – sono in arrivo nuove e gigantesche navi di grano duro canadese e francese. Coldiretti dov’è? Ha nuovamente invertito la sua rotta: quella di tutelare i produttori e i consumatori?”.

L’articolo di GranoSalus è polemico nei riguardi della Coldiretti, che appena tre mesi fa, per bocca dei suoi dirigenti, dava per azzerato l’import di grano duro canadese in Italia (COME POTETE LEGGERE QUI). Una tesi che a noi non ha mai convinto, perché non essendoci controllo sul grano duro che arriva con le navi nulla può essere confermato, ma nulla può essere escluso.

GranoSalus tira in ballo il gruppo Casillo, primo importatore di grano in Italia, e il gruppo Divella, noto per la produzione della pasta:

“Dopo aver sottoscritto gli accordi di filiera con Casillo e Divella – si legge nell’articolo – Coldiretti ha smesso di svolgere l’attività di controllo nei porti pugliesi. Da un po’ di tempo, infatti, il messaggio di Coldiretti è quello di rassicurare gli agricoltori e i consumatori sull’azzeramento dell’import di grano canadese al glifosate (o glifosato ndr), diversamente da GranoSalus, che è riuscita a dimostrare nei Tribunali la presenza di residui del pesticida nelle paste”.

Il riferimento è alle analisi sulla pasta e sulle semole disposte da GranoSalus e da I Nuovi Vespri.

Dopo di che l’articolo pone alcune domande e prova a dare qualche risposta:

“Come stanno realmente le cose oggi? Come mai questo silenzio da parte di Coldiretti? Cosa è in arrivo al porto di Bari? Nel porto di Bari sono in arrivo due navi. Il nome della prima nave è Akaki, una Bulk Carrier battente bandiera cipriota proveniente da Vancouver, IMO 9591143. Questa nave è partita dal Canada il 31 luglio, arriverà a Bari il 7 settembre alle ore 19.00 con un carico di quasi 50 mila tonnellate di grano duro destinato alla società AGRI VIESTI di Altamura. L’agenzia è Agema”.

“Il nome della seconda nave – prosegue l’articolo – è Pomorze, una Bulk Carrier battente bandiera Bahamas proveniente da Rouene, IMO 9346823. Questa nave è partita dalla Francia il 29 agosto scorso, arriverà a Bari il 9 settembre alle ore 05.00 con un carico di quasi 30 mila tonnellate di grano duro destinato al gruppo Casillo di Corato. L’agenzia è la Spamat”.

“Solo un mese fa – si legge ancora nell’articolo di GranoSalus – Coldiretti Puglia sbandierava e asseriva:’Rotta invertita, Vinta la guerra del grano, Azzerato l’import dal Canada’. Le notizie slogan divulgate da Coldiretti vanno sempre prese con le pinze, non solo in relazione al grano proveniente dal Canada. Ormai per loro contano solo i (‘fruttuosi’) contratti di filiera, vantaggiosi solo per le casse di Coldiretti…”.

Chi segue il nostro blog sa cosa sono i contratti di filiera: gli agricoltori si impegnano a vendere la propria produzione di grano duro a un’industria ad un prezzo che è leggermente superiore al prezzo di mercato, che nel Sud Italia è bassissimo: 18-20 euro al quintale. Cedono il prodotto a un prezzo leggermente superiore. Cosa, questa, che favorisce le industrie della pasta, non certo gli agricoltori (QUI TROVARE ALCUNI ARTICOLO SUI CONTRATTI DI FILIERA).

GranoSalus riporta una dichiarazione del presidente della Coldiretti Puglia, Gianni Cantele:

“Non si deve cadere in facili strumentalizzazioni proprio nel periodo della trebbiatura, anzi bisogna sfruttare al massimo lo strumento dei contratti di filiera che possono riportare in trasparenza i passaggi dal grano alla pasta, supportati oggi dall’etichettatura dell’origine obbligatoria del grano per la pasta. Finalmente è possibile sapere se nella pasta che si sta acquistando è presente o meno grano canadese trattato in preraccolta con l’erbicida glifosato, secondo modalità vietate in Italia, come denunciato più volte dalla Coldiretti”.

In realtà, a denunciare la presenza di glifosato nel grano duro canadese, ben prima di Coldiretti, sono stati altri: e, tra questi, GranoSalus e Coldiretti, che è arrivata un po’ dopo. Ma va bene lo stesso.

Quello che non va bene – gli amici della Coldiretti ne converranno – è il ritorno diretto, senza nemmeno ricorrere alle mentite spoglie, del grano duro canadese.

E se qualcuno, nel resto d’Italia, pensa che il problema riguardi solo la Puglia, beh, si sbaglia di grosso. La Puglia, infatti, non è solo la prima Regione italiana per la produzione di olio d’oliva extra vergine: è anche la prima Regione del nostro Paese in quanto a presenza di molini: ciò significa che il grano duro canadese macinato in Puglia arriva in tutta l’Italia…

Non ha poi torto GranoSalus che ironizza su questa storia:

“La Coldiretti crede veramente alle favole? Quando riporta i berretti gialli al porto?”. Il riferimento è a quando la Coldiretti promuoveva i sit-in nei porti pugliesi contro l’arrivo delle navi cariche di grano duro canadese. Proteste interrotte da quando il grano al glifosato made in Canada non arriva più in Italia. O quasi…

QUI L’ARTICOLO DI GRANOSALUS

Foto tratta dal sito di GranoSalus

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