Palermo, Santa Rosalia il miracolo l’ha fatto: ha liberato i Rom dal campo-lager della Favorita

Palermo, Santa Rosalia il miracolo l’ha fatto: ha liberato i Rom dal campo-lager della Favorita
18 luglio 2018

In realtà, più che un miracolo, è stato il Tribunale di Palermo a mettere la parola fine a una condizione di incredibile degrado che dura da anni. Alla fine, come accade sempre in Italia, è la magistratura che si sostituisce a una politica imbelle, chiacchierona e ipocrita. E, in questo caso, lo fa per ridare dignità chi – minori compresi – vivevano nel degrado 

Alla fine Santa Rosalia il miracolo l’ha fatto, ma ha cambiato obiettivo. Invece di concentrarsi sui migranti che il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, e le ‘Magliette rosse’ vorrebbero fare arrivare nei porti italiani da aprire a tutti, la Patrona della città si è concentrata sui circa 100 Rom che vivono, da decenni, da abusivi, nel Parco della Favorita, in un’area che, in teoria, rientra in una Riserva naturale… E’ proprio lì è arrivato – per la verità non improvvisamente, dal momento che le indagini vanno avanti da tempo – il provvedimento di sequestro del campo Rom, che si configura come una tegola in testa per il Comune.

Il sequestro di un terreno di circa 60 mila metri quadrati, che dal lontano 1990 è occupato abusivamente, è stato firmato dal Giudice per le indagini preliminari (Gip), Walter Turturici.  Il Gip ha accolto la richiesta della Procura della Repubblica, che da tempo ha avviato un’inchiesta sull’occupazione abusiva di un’area cittadina sottoposta a vincolo paesaggistico.

L’inchiesta punta ad accertare le responsabilità dei dipendenti del Comune che, in tutti questi anni, hanno consentito la permanenza dei Rom dentro il Parco della Favorita.

L’occupazione è abusiva, ma l’area è stata fornita di silos per l’acqua di bidoni per la raccolta della spazzatura.

I rappresentanti del Comune di Palermo dovranno spiegare perché, fino ad oggi, non hanno adottato una decisione definitiva per smantellare un luogo che il Gip definisce “pericoloso per la salute, l’igiene e la sicurezza pubblica”.

Già, la salute e l’igiene. All’interno di quest’area la pulizia non brilla. Qualcuno potrebbe obiettare che, anche in altre zone della città, la sporcizia non manca. Ma forse nel campo Rom – o ex campo Rom – ci sono problemi un po’ più gravi, come la presenza di qualche discarica, con tutto quello che ne consegue.Per non parlare degli impianti elettrici abusivi, in alcuni casi con i fili scoperti e quindi pericolosi per le persone e, in particolare, per i bambini.

Presi in castagna, gli attuali amministratori del Comune di Palermo cercano di rivoltare la frittata:

“Questo provvedimento – affermano il sindaco Leoluca Orlando e l’assessore alla Cittadinanza solidale Giuseppe Mattina – è la conferma della necessità ed urgenza di dare attuazione al progetto, che è già inserito e finanziato con il Pon Metro, per la definitiva dismissione del campo, attraverso la ricollocazione dei suoi attuali abitanti (circa 100) e l’intensificazione dei percorsi di integrazione. Quello del definitivo abbandono del campo è peraltro un obiettivo che la stessa comunità rom di Palermo si è dato, come confermato anche recentemente negli incontri avuti con l’amministrazione comunale. L’amministrazione chiederà di poter rendere immediatamente disponibili le somme previste per questa specifica azione del Pon Metro, attualmente programmate per il 2019”.

Insomma, dopo il sequestro il Comune scopre che era quasi tutto pronto per sbaraccare il campo nomadi: ma guarda che combinazione!

Non sembra molto convinto il consigliere comunale Igor Gelarda, che proprio di recente ha lasciato il Movimento 5 Stelle.

“Ad essere oggetto dell’indagine e del provvedimento – dice Gelarda – sono in particolare la presenza di discariche all’interno dell’area, con gravi rischi per la salute e l’incolumità per abitanti e cittadini e la mancata attivazione, da parte di funzionari pubblici comunali, di provvedimenti volti alla ricollocazione degli abitanti e, nelle more, alla rimozione delle condizioni di pericolo e insalubrità legate soprattutto all’assenza di impianto idrico-fognario e alla presenza di impianti elettrici abusivi e non a norma”.

Gelarda parla di “un campo profughi abbandonato senza servizi essenziali e con adulti e bambini costretti a vivere in stato di degrado. Sequestrato al Comune in quanto gestito in modo inadeguato. Il provvedimento è solo un ulteriore drammatica dimostrazione dell’inadeguatezza del sindaco e del suo sistema di gestione. E denuncia nei fatti le sue vere motivazioni. Da un lato interviene strumentalmente e pubblicamente sul tema dei bambini e dei migranti. E dimentica per oltre 18 anni bambini e rifugiati che sono sotto la sua responsabilità e per i quali avrebbe potuto e dovuto fare qualcosa in questi anni”.

“Invitiamo ancora una volta il sindaco ad occuparsi prima della città e poi del resto – prosegue Gelarda -. La storia del campo nomadi è la prova che anche a Palermo, senza bisogno di spingersi alle coste della Libia, ha persone a rischio, immigrati e bambini da salvare”.

“Presenterò un’interrogazione consiliare molto dettagliata – conclude il consigliere comunale – in cui chiederò che il sindaco spieghi bene ai cittadini e al Consiglio comunale come è stato gestito questo campo in questi vent’anni”.

Sulla vicenda intervengono anche i consiglieri comunali del MoVimento 5 Stelle:

“Oggi la Procura della Repubblica ha chiesto e ottenuto il sequestro del campo nomadi della Favorita per tutelare l’incolumità degli abitanti. È dovuta intervenire la magistratura per interrompere l’assoluta inerzia del Comune di Palermo, che per venti anni non è stata in grado di risolvere il problema del campo nomadi”.

“È curioso che l’Amministrazione comunale solo oggi, a seguito del sequestro – prosegue la nota dei consiglieri comunali grillini Ugo Forello, Giulia Argiroffi, Concetta Amella, Viviana Lo Monaco e Antonino Randazzo e della consigliera della sesta circoscrizione, Daniela Tumbarello – esterni i ‘meravigliosi’ progetti previsti per il campo Rom che negli ultimi 12 mesi sono rimasti solo sulla carta e che temiamo resteranno irrealizzati dato che l’Amministrazione non dispone attualmente delle somme previste per la dismissione del campo. Il Comune, ben consapevole da anni delle condizioni precarie in cui si trovano gli abitanti del campo Rom, non è intervenuto, ma oggi deve dire dove verranno trasferite queste centinaia di persone; oggi deve dare immediatamente delle risposte e deve assumersi le proprie responsabilità. Purtroppo Palermo, a causa della cronica incapacità di programmare, è diventata la città delle emergenze”.

C’è anche un comunicato dei consiglieri comunali di Sinistra Comune Giusto Catania, Barbara Evola, Katia Orlando e Marcello Susinno:

“Adesso la città non può più attendere neanche un minuto: dopo il provvedimento di sequestro dell’area da parte del Tribunale di Palermo, è obbligatorio avviare l’immediata dismissione del campo Rom della Favorita garantendo un alloggio decoroso alle venti famiglie che vi abitano da anni.
La comunità Rom di Palermo è parte integrante della nostra comunità, avendo costruito negli anni processi di interazione grazie al lavoro costante delle istituzioni scolastiche e degli operatori sociali”.

“La proposta dell’Amministrazione comunale di anticipare le risorse prevista dal Pon Metro è una scelta giusta che potrà consentire di avviare tutte le procedure per una fioriuscita delle persone dal campo e per la successiva riqualificazione di quella porzione di parco della Favorita che dovrà essere restituita alla città senza, tuttavia, perdere la memoria della sua trentennale funzione. Per questa ragione chiediamo al sindaco e alla commissione toponomastica, dopo aver dismesso il campo Rom, di intestare quell’area a Fatima Del Castillo, maestra della scuola De Gasperi ed animatrice sociale della nostra città, che ha contribuito col suo lavoro a rendere migliore Palermo costruendo relazioni forti con la comunità Rom”.

Aggiornamento 1/ Intervento di Sabrina Figuccia, consigliere comunale a Palermo:

“Ci voleva un sequestro imposto dal Tribunale di Palermo per porre fine allo scempio che dalla fine degli anni ’80 viene perpetrato ai danni di un’area di più di 50 mila metri quadri di riserva naturale nel cuore della nostra città. Non erano bastate le denunce, le interrogazioni, le molteplici richieste fatte in questi lunghi anni per far comprendere al sempiterno Sindaco Orlando, che non era quello il modo di gestire il Campo nomadi. Oggi è emersa con forza una cruda realtà, che qualcuno tenta ancora maldestramente di nascondere dietro un dito, in nome di un’accoglienza sbandierata solo a parole, ma non praticata nei fatti. E a dirlo non sono i soliti ‘nemici ra cuntintizza’, ma autorevoli giudici, che sembrerebbero aver lanciato gravissime accuse nei confronti dell’Amministrazione, colpevole, da quanto emerso, di condotte omissive. A chi in questi giorni ha indossato magliette rosse in nome di una presunta accoglienza, voglio dire oggi di svestire questi ipocriti panni, per indossare la maglia della consapevolezza e cominciare a occuparsi di Palermo e dei palermitani, a partire da una immediata riqualificazione dell’area in un’ottica di restituzione dei luoghi alla collettività.”

P.s.

Ci permettiamo di ricordare che il Comune di Palermo non ha dimenticato solo il campo Rom della Favorita: c’è un’emergenza abitativa che abbiamo segnalato il 14 novembre dello sorso anno: 

1808 famiglie in graduatoria d’emergenza abitativa;

650 famiglie che occupano immobili di proprietà comunale abbandonati da anni;

250 persone che hanno perso casa e lavoro e vivono per strada. 

 

QUI TROVATE IL NOSTRO ARTICOLO PER ESTESO

E QUI UN ALTRO ARTICOLO CHE DENUNCIA IL GRANDE AFFARE DELLE CASE FAMIGLIA

Segnaliamo questi due articoli per invitare i nostri lettori a riflettere sull’ipocrisia degli esponenti della ‘sinistra’, o presunta tale, che governa oggi Palermo. 

Foto tratta da wereporter.it

 

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