14
Nov
2017
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I senza tetto di Palermo? Qualche coperta e via. Intanto gli Scout…

… si prendono un ex convento abbandonato che, ci racconta Nino Rocca, da sempre in prima fila per aiutare i senza casa, avrebbe benissimo essere utilizzato per fronteggiare l’emergenza abitativa. Dalla ‘sinistra’ di Palermo, che amministra la città, per ora arriva solo qualche coperta… Intanto siamo al settimo morto i sei anni. Il punto della situazione con Toni Pellicane

Dormitorio pubblico? Squadre notturne ‘armate’ di coperte? Con l’arrivo del freddo a Palermo ci si interroga su come affrontare il problema del senza casa. Direte: perché non pensarci prima? Noi, in verità, ne abbiamo parlato lo scorso maggio, quando, con l’aiuto di Toni Pellicane, che da sempre si occupa dei senza tetto del capoluogo della Sicilia li abbiamo censiti:

1808 famiglie in graduatoria d’emergenza abitativa;

650 famiglie che occupano immobili di proprietà comunale abbandonati da anni;

250 persone che hanno perso casa e lavoro e vivono per strada. 

(QUI TROVATE L’ARTICOLO PER INTERO).

Da maggio ad oggi – questa è la vera domanda – cosa è stato fatto?

D’accordo, l’11 giugno scorso sono andate in scena le elezioni comunali di Palermo. Ma dal giorno dopo Leoluca Orlando – che ha governato la città nei cinque anni precedenti – è di nuovo sindaco.

Allora, facciamo quattro conti: quindici giorni di giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre e siamo arrivati ad oggi, 14 novembre. Cos’è stato fatto in oltre quattro mesi per i senza casa di Palermo?

Nei giorni scorsi è morto un senza tetto: si chiamava Lassad Ouini ed era nato a Tunisi.

Scrive sulla propria pagina facebook Toni Pellicane:

“Per l’emergenza dei senza tetto, ma anche per quelle famiglie che perdono la casa le soluzioni ci sono: basterebbe, ad esempio, riadattare ad uso abitativo alcuni immobili di proprietà comunale in disuso, questo permetterebbe di togliere dalla strada queste persone… Ma questa è solo una delle possibili soluzioni: quella che manca è la volontà politica. Il lavoro encomiabile delle associazioni di volontariato è fondamentale come risposta del momento, ma non è la soluzione. L’amministrazione comunale ha il dovere di trovare soluzioni concrete e durevoli nel tempo. Inoltre, dal decreto ‘Sblocca Italia’ si evince la possibilità, per i Comuni, di utilizzare tutti quegli immobili, caserme dismesse comprese, in forma prioritaria, come risposta all’emergenza abitativa”.

Intanto i ‘numeri’ sono quelli che sono. Ci dice sempre Pellicane:

“Siamo arrivati al settimo morto in sei anni. I senza tetto crescono a dismisura. Partiamo da circa 100 persone e pochissime famiglie nel 2012. Oggi sono circa 400 persone e quindici famiglie che dormono in vecchie auto”.

“Sette morti? Ce ne saranno altri se si continuerà di questo passo”. aggiunge Nino Rocca, altra figura storia della città nel campo dell’assistenza ai senza casa e, in generale, agli ultimi.

Ieri, ci racconta sempre Rocca, si è riunito il cosiddetto ‘Tavolo delle povertà’ della città. “A un certo punto sono dovuto intervenire – ci racconta Rocca – perché tutti danno per scontato che il Comune di Palermo non ha le risorse finanziarie per occuparsi dei senza casa. Non è così. I soldi ci sono. Ma per motivi che non comprendo questi fondi non vengono spesi”.

“Nel bilancio consuntivo del Comune di Palermo – ci dice ancora Nino Rocca – il quaranta per cento circa delle risorse destinate alla spesa sociale non è stato nemmeno impegnato. Dovrebbe essere disponibile un milione di euro dell’Immobiliare Strasburgo (su tratta di un immobile confiscato ndr). Con questi soldi si potrebbero affittare, subito, duecento monolocali e risolvere il problema per un anno. Invece…”.

Invece non se ne fa nulla. Perché? Nino Rocca di racconta una storia che è emblematica non soltanto di Palermo, ma della ‘sinistra’ che governa la città. “In via Mura di San Vito, tra il Tetro Massimo e il mercato storico del Capo – ci dice – c’è un ex convento che, per tanti anni, è stato sede di una scuola: la scuola elementare ‘Ugudlena’. Da dieci anni è stata abbandonata. Questo edificio, se sistemato, potrebbe dare risposte a tanti senza casa. Proposta caduta ne vuoto. Ora apprendo che questo edificio è stato dato agli Scout, che lo restaureranno con i fondi europei”.

E i senza casa di Palermo aspettano…

Foto tratta da strettoweb.com

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