Formazione ed ex Sportelli: un altro suicidio. I lavoratori che si sono tolti la vita ora sono sei

Formazione ed ex Sportelli: un altro suicidio. I lavoratori che si sono tolti la vita ora sono sei
7 luglio 2018

Nuovo dramma nel mondo della Formazione professionale e degli ormai ex Sportelli multifunzionali della Sicilia. Un altro ex sportellista si è tolto la vita. Sono gli effetti, tragici’, della ‘macelleria sociale’ che coinvolge ben tre Governi regionali: i due passati e l’attuale Governo di Nello Musumeci. Spiace ricordarlo in momenti come questi, ma ci sono stati impegni non rispettati. Tra i lavoratori c’è chi resiste e chi decide di farla finita

Nuova tragedia nel mondo della Formazione professionale e degli ormai ex Sportelli multifunzionali della Sicilia. Dopo dieci giorni di agonia è morto un ex sportellista che si era lanciato dal balcone di casa propria in preda a una crisi depressiva.

La perdita del lavoro in un settore oggetto, ormai da anni, di una ‘macelleria sociale’ che lega tra loro le scelte di ben tre Governi regionali (Governo di Raffaele Lombardo, Governo di Rosario Crocetta e l’attuale Governo di Nello Musumeci) ha così fatto la sesta vittima.

“Giovanni – si legge in un comunicato diramato dall’Unione Sindacale di Base (USB), sindacato che associa tanti lavoratori della Formazione professionale – era un bravo papà, un lavoratore distinto, elegante, coscienzioso che, sopraffatto dalla depressione, ha detto basta e si è tolto la vita. Ad oggi sono dunque sei i suicidi. Una intollerabile emorragia di persone oneste distrutte dall’ingiustizia e dall’indifferenza delle istituzioni”.

“La USB con ‘Gli Irriducibili della Formazione Professionale in Sicilia’ si uniscono al dolore della famiglia del compianto collega Giovanni che si è tolto la vita, esprimendo la solidarietà di noi tutti anche ai lavoratori liberi ex-Sportelli per la grave e drammatica perdita”.

Va detto che la ‘macelleria sociale’ in corso nella Formazione professionale siciliana e le vicissitudini dei lavoratori degli ex Sportelli multifunzionali non hanno nulla a che vedere con la crisi del Bilancio della Regione siciliana. Infatti, sia il settore Formativo, sia le politiche attive del lavoro che impegnavano gli ex sportellisti non hanno nulla a che vedere con i fondi della Regione (in totale, nei due settori, si contano circa 8 mila dipendenti lasciati senza lavoro e, in alcuni casi, con gli ultimi stipendi non corrisposti e le liquidazioni non corrisposte: il tutto sotto gli occhi ‘distratti’ della varie autorità).

La Formazione – anche se ciò non è molto regolare – dal 2012 è finanziata interamente con i fondi europei. Mentre per le politiche del lavoro ci sono anche fondi nazionali.

Nell’ultima parte della passata legislatura erano stati trovati i fondi per far tornare al lavoro gli ex sportellisti. Ed è stata approvata anche una legge.

Ma il nuovo Governo regionale di Nello Musumeci si è guardato bene, fino ad oggi, dall’applicare tale legge ottemperando, così, a un impegno che aveva assunto in campagna elettorale.

Del resto, per la vecchia politica siciliana le promesse fatte in campagna elettorale servono per acciuffare voti e gabbare i cittadini, non certo per mantenere impegni che, non a caso, una volta raggiunta la meta del potere, non vengono mantenuti.

Lo stesso discorso vale per i lavoratori della Formazione professionale ai quali era stata promessa la costituzione di un’Agenzia regionale nella quale far convergere tutti i lavoratori (tecnicamente non ci sarebbe bisogno di tale Agenzia, perché c’è il Ciapi, ente regionale). Anche questo impegno, neanche a dirlo, è andato a farsi benedire.

Sappiamo che leggere queste parole non farà piacere né al Presidente della Regione, né ai suoi validi assessori, con il testa l’assessore alla Formazione, Roberto Lagalla: pazienza, ce ne faremo una ragione.

Del resto, del comportamento di questo Governo regionale rispetto, in particolare, ai lavoratori degli ex Sportelli abbiamo già scritto lo scorso febbraio, ben cinque mesi addietro (COME POTETE LEGGERE IN QUESTO ARTICOLO DEL 25 FEBBRAIO SCORSO): scrivendo le cose che oggi ci limitiamo a ricordare.

Sulla propria pagina facebook Adriana Vitale, anche lei ex sportellista, da sempre in prima fila per riavere il proprio lavoro, scrive:

“Lunedì 9 luglio 2018, in occasione dell’incontro sindacale davanti l’assessorato alla Formazione con la fascia nera sul braccio in segno di lutto.

Martedi 10 luglio 2018, alle ore 9.00, in Piazza Indipendenza, a Palermo, nuovo presidio organizzato dalla USB, dai LAVORATORI LIBERI EX SPORTELLI MULTIFUNZIONALI e dagli IRRIDUCIBILI DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE. I lavoratori indosseranno la maglietta nera in segno di lutto per la tragica morte del loro collega Giovanni e la sera ci sarà una veglia, sempre in Piazza Indipendenza, a partire dalle ore 21.00, dedicata ad un galantuomo gentile, ad una persona perbene verso la quale abbiamo l’obbligo di non trasformarlo in un numero che incrementa le statistiche, ma nome e cognome, marito, padre, anima e cuore”.

“Magliette nere per dire ADESSO BASTA.
Magliette nere, simbolo di lutto.
Simbolo della ribellione verso chi ha calpestato la dignità.
Simbolo di un cammino spezzato, di un disegno di vita frantumato.
Magliette nere per chiedere scusa a Giovanni, perdonaci amico e collega per non aver fatto in tempo a regalarti di nuovo il sorriso.
Magliette nere, simbolo del nostro dolore e della nostra profonda frustrazione”.

Amaro anche il commento di Gianfranco Bono, tra i fondatori de Gli Irriducibili della Formazione professionale:

“Ho appreso la triste notizia che un collega ha deciso di staccare la spina e di farla finita. Ho avuto modo di conoscere Giovanni e quanto avvenuto mi sconvolge e mi fa incazzare, visto che siamo stati abbandonati e ignorati.
Ai politici, agli pseudo difensori dei lavoratori, a chi é sempre pronto a contestare e nel contempo a leccare auguro di immedesimarsi, almeno per 30 secondi, nel dramma che migliaia di lavoratori onesti hanno subito.
Per Giovanni e per altri colleghi che sono stati sospinti ad un gesto estremo, non dobbiamo mollare! La strada é irta e faticosa ma non possiamo lasciare campo libero alla feccia che ha deliberatamente deciso di cancellare il sistema formativo siciliano”.

L’ultima novità – della quale abbiamo dato notizia ieri (QUI IL NOSTRO ARTICOLO) – è il possibile intervento del Ministro del Lavoro e vice Presidente del Consiglio, Luigi Di Maio. 

Per la cronaca, nei giorni scorsi un gruppo di lavoratori della Formazione e degli ex Sportelli hanno dato vita a uno sciopero della fame interrotto ieri in seguito all’annunciato intervento del Governo nazionale (il responsabile dell’USB Formazione professionale della Sicilia, Costantino Guzzo, colto da un malore, è stato soccorso durante i giorni di sciopero).

La speranza, per la vecchia politica siciliana, è che Roma affronti i disastri sociali della nostra Isola liberando la stessa vecchia politica dai problemi che essa stessa ha creato. Magari per godersi una bella ‘infornata’ di nuove assunzioni con il ‘Bando a Catalogo’…

P.s.

Ognuno nella vita – non solo nella vita politica, ma nella vita – si assume le proprie responsabilità davanti alla propria coscienza.

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