MATTINALE 60/ Perché le navi cariche di grano continuano ad arrivare in Sicilia?

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Non è facile rispondere a questa domanda. O forse le riposte sono tante ed è difficile trovare quella giusta. Forse perché la risposta non dipende solo dalla domanda, ma anche da chi viene chiamato a rispondere. L’unica cosa certa è che il grano delle navi continua ad arrivare sulle nostre tavole sotto forma di pane, pasta, pizze, rosticceria e altro ancora senza controlli 

Uno dei post del blog più letti di questa settimana riguarda il mancato controllo, da parte del Governo regionale, delle navi che scaricano grano a Pozzallo. Nell’articolo (CHE POTETE LEGGERE QUI), si ricorda che il presidente della Regione, Nello Musumeci, in occasione di un precedente arrivo di grano, aveva tuonato: “Tolleranza zero nei confronti delle navi che trasportano grano! I controlli saranno a tappeto e saranno severissimi”. Campa cavallo! Quel controllo è stato l’unico e le navi continuano ad arrivare e a scaricare in tutta tranquillità.

Se fossi un blogger malevolo, direi la mia su tutta questa vicenda. Mi inventerei che la favola da me raccontata sul nobilissimo cavaliere (CHE POTETE LEGGERE QUI) che scacciò la nave dei veleni è stata superata dalla realtà e che Musumeci e l’assessore all’Agricoltura, Edy Bandiera, sono stati ammansiti da un adeguato ‘premio’ e/ altri benefici da parte di produttori di grano estero, e/o di armatori di navi da carico, e/o da mugnai importatori fraudolenti e che quindi dovremo mangiarci il grano importato da qualunque parte del modo provenga e qualunque sia il suo stato di conservazione.

Se fossi un calunniatore direi anche che i mugnai che commissionano partite di grano e le comprano a prezzi stracciati sono o loro stessi malandrini, o sono protetti da chissà quali potenti e quindi vivono come topi nel formaggio con la certezza che i produttori siciliani di grano che subiscono danni gravissimi da questa concorrenza sleale subiranno senza fare nulla.

Se fossi un vile mentitore direi anche che una buona fetta di controllori pubblici sono a libro paga dei produttori di grano estero, degli armatori e dei mugnai importatori malandrini e che quindi chiudono tutte e due gli occhi, incassano e tacciono.

Se fossi uno spregevole leghista, direi infine che i siciliani e le siciliane, geneticamente pecoroni e cacaroni, tirano fuori l’orgoglio solo quando vengono traditi dalle moglie o dai mariti e che ogni altro tipo di ingiustizia, di sopruso e di violenza la accolgono e la metabolizzano, prendendosela con il destino cinico e baro e che quindi, da quella sottospecie umana che sono, senza onore né dignità, si meritano quello che gli fanno.

Ma sono anch’io un siciliano piccolo piccolo e quindi mi faccio i fatti miei.

Foto tratta da jadanews.it

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