Svuotano la diga di Rosamarina. Ma va! La recita a soggetto di Regione e sindaco di Palermo

Svuotano la diga di Rosamarina. Ma va! La recita a soggetto di Regione e sindaco di Palermo
27 febbraio 2018

In Sicilia piove da quindici giorni. Le dighe si sono riempite. Non resta che gettare l’acqua in mare. Cosa che avviene da un ventennio. Motivo: non ci sono manutenzioni e sono pericolose. Così, su input nazionale, le dighe vanno svuotate gettando l’acqua in mare. Ma al sindaco di Palermo la cosa non piace. Sì, il Comune che fa perdere in mare l’acqua di Scillato e dei depuratori…  

Acqua: ormai in Sicilia siamo alle comiche. Con la Regione siciliana che si accinge a gettare in mare – cosa che viene fatta da anni! – le acque che hanno riempito le dighe in questi giorni di pioggia. E con il Comune di Palermo che, per ciò che riguarda la diga di Rosamarina, dalle parti di Caccamo, contesta la Regione.

Peccato che il Comune di Palermo – che contesta la Regione che getta in mare l’acqua della diga di Rosamarina – a propria volta getta in mare l’acqua del depuratore di Acqua dei Corsari (500 litri di acqua al secondo che finisce in mare!), l’acqua del depuratore di Fondo Verde (270 litri di acqua al secondo) e fa perdere, sempre in mare, 350 litri di acqua al secondo di Scillato!

Ora, se l’acqua dei due depuratori potrebbe essere utilizzata per l’agricoltura e per rimpinguare la falda idrica che va da San Lorenzo a Valdesi-Mondello, l’acqua di Scillato che finisce in mare è una doppia vergogna, perché è acqua di qualità pregiata che può essere utilizzata dai cittadini!

Per non parlare dei tre impianti – che potrebbero prelevare di alcuni corsi d’acqua della provincia di Palermo – realizzati e mi attivati.

Insomma, sul problema dell’acqua che manca – mentre piove da quasi due settimane – si confrontano due amministrazioni pubbliche che sono un esempio di ‘efficienza mministrativa auto-ungarica’: la Regione siciliana e il Comune di Palermo.

Su Palermotoday leggiamo un dialogo ‘surreale’ tra il dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione e il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando:

“Il dipartimento regionale dell’Acqua e dei Rifiuti ha comunicato all’amministrazione cittadina (cioè al Comune di Palermo) che da domani inizierà un parziale svuotamento della diga Rosamarina – con interruzione idrica per 24/36 ore – per circa 20 metri cubi al secondo”.

La decisione non è piaciuta al sindaco Leoluca Orlando, che attacca:

“Gli uffici della Regione rischiano di operare scelte che aumentano la crisi invece che facilitarne la soluzione”.

La presidenza della Regione fa sapere che la manovra di svuotamento è necessaria per “ripristinare una sufficiente qualità delle acque da avviare alla consegna e proteggere gli organi di scarico da indesiderato accumulo di fango”.

Secondo il sindaco Orlando la scelta “non può che lasciare perplessi, per tempistica e modalità. Fermo restando che dopo anni di inattività è certamente ora che si avvi una seria manutenzione e pulizia di tutti gli invasi – aggiunge il sindaco di Palermo – non si capisce perché proprio ora, mentre le piogge non sono certamente finite, vi sia l’urgenza, con un provvedimento estemporaneo, di ‘ripristinare una sufficiente qualità’, quando già da tempo l’Amap si è attrezzata per il trattamento e la potabilizzazione dell’acqua di quell’invaso. Ancora siamo costretti a ribadire che, volutamente o inconsciamente, gli uffici della Regione rischiano di operare scelte che aumentano la crisi invece che facilitarne la soluzione. Un dubbio ancora più forte quanto tali scelte apparentemente tecniche rischiano di condizionare quelle politiche e quelle che vorrà e potrà fare il commissario straordinario di prossima nomina”.

Orlando chiede “al governo regionale e quello nazionale un urgentissimo intervento per evitare che la Regione sia ancora una volta protagonista di scelte che in futuro saranno additate come esempio di incapacità gestionale, se non peggio”.

Che la Regione siciliana, su input degli organismi nazionali che si occupano della gestione idrica, getti in mare l’acqua è storia vecchia che il chimico Mario Pagliaro ha illustrato molto bene (QUI L’ARTICOLO CHE SPIEGA PERCHE’ MOLTE DIGHE DELLA SICILIA VENGONO SVUOTATE).

E’ interessante notare come i rappresentanti del Governo regionale siciliano e del Comune di Palermo facciano finta di non sapere che non ci sono i soldi per la manutenzione delle dighe (è per questo che molte delle dighe artificiali realizzate in Sicilia vengono svuotate, perché in assenza di manutenzione diventano pericolose), che non ci sono i soldi – in alcuni casi – per completare alcune dighe lasciate a metà.

E’ importante non far sapere ai siciliani perché mancano i soldi per sistemare le dighe e, quindi, per non gettare l’acqua in mare.

Il meccanismo è semplice: l’Unione Europea, con le politiche del ‘rigore’, taglia i soldi allo Stato italiano; lo Stato li taglia alle Regioni (non in modo uniforme, ma facendo pagare di più il Sud, Regione siciliana in testa).

Risultato: non ci sono nemmeno i soldi per la manutenzione delle dighe.

E così, anche se piove, in Sicilia manca l’acqua.

Anche perché, tra di noi lo possiamo dire: se dovessero effettuare le manutenzioni come farebbero, poi, a giustificare gli appalti a ruota libera da gestire all’insegna dell’eterna “emergenza idrica”?

Poi vi dicono che dovete votare i partiti che sono favorevoli all’attuale Unione Europea: centrodestra e centrosinistra e, segnatamente, PD e Forza Italia…

Sul Comune di Palermo il discorso è diverso: lì c’è proprio una pessima amministrazione.

Dell’acqua che il Comune di Palermo e l’Amap (l’Azienda comunale che gestisce il servizio idrico a Palermo e in alcuni Comuni della provincia) hanno perdere a Scillato ha parlato la CGIL (COME POTETE LEGGERE QUI).

Degli impianti per captare l’acqua mai messi in funzione ha parlato la CISL (COME POTETE LEGGERE QUI).

Se il Comune di Palermo – che in materia di gestione idrica è un esempio di inefficienza – fosse amministrato dai grillini, a quest’ora ne avrebbero parlato TV e giornali. 

Siccome questo sfascio è prodotto dalla vecchia politica, la ‘Grande informazione ‘ tace.

Così vanno le cose in Italia nell’anno di grazie 2018.

Foto tratta da ecogreenmania.it

 

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