Presidenza Ars: e oggi Gianfranco ‘attumbuliò’. Domani si ‘sputtanerà’ il PD?

Presidenza Ars: e oggi Gianfranco ‘attumbuliò’. Domani si ‘sputtanerà’ il PD?
15 dicembre 2017

Due franchi tiratori hanno rovinato la giornata parlamentare a Gianfranco Miccichè. Il candidato di Berlusconi e di Renzi alla presidenza dell’Assemblea regionale siciliana è stato ‘impiombato’. La pessima figura di Salvatore ‘Totò’ Cardinale da Mussumeli che ha sacrificato – inutilmente – i due deputati di Sicilia Futura per salvare il PD. Domani ci sarà da divertirsi…

Com’era nelle previsioni, Gianfranco Miccichè non ce l’ha fatta: non è stato eletto presidente dell’Assemblea regionale siciliana. A farlo eleggere non è bastato l’aiuto dei due deputati di Sicilia Futura, il movimento politico di Salvatore ‘Totò’ Cardinale da Mussomeli, che altro non è che una matrioska con dentro il PD di Renzi.

Il gruppo parlamentare del PD, oggi, ha provato a non sputtanarsi: gli undici deputati del gruppo parlamentare di questo partito non hanno partecipato alle due votazioni.

Ma alla seconda votazione, quando si è capito che Gianfranco Miccichè – che è il candidato di Berlusconi e di Renzi alla guida del Parlamento siciliano – era in difficoltà, si è fatto avanti Cardinale, impartendo l’ordine ai due deputati del suo movimento politico, Sicilia Furura – Nicola D’Agostino e Edy Tamajo – di votare per Miccichè.

Gli undici deputati del PD non hanno partecipato alla votazione. Ma è lapalissiano che il voto di D’Agostino e Tamajo è stato concertato con il PD, per provare a salvare la faccia ai deputati di questo partito.

Miccichè è il candidato di Berlusconi e di Renzi alla guida del Parlamento siciliano. Ma il PD siciliano – vittima degli ‘ordini’ di Renzi – vorrebbe non rendere palese l’appoggio che dovrà dare all’elezione di Miccichè per evitare di perdere una ‘carrettata’ di voti alle imminenti elezioni politiche nazionali.

Il piano, però, è fallito lo stesso, perché nel centrodestra i due franchi tiratori della prima votazione a maggioranza qualificata (COME POTETE LEGGERE QUI) hanno continuato a non votare per Miccichè.

Così il candidato di Berlusconi e di Renzi alla presidenza dell’Ars, alla seconda votazione, ha preso 35 voti, uno in meno dei 36 che gli sarebbero serviti per risultare eletto.

Insomma: l’abilissimo Totò Cardinale questa volta ha ‘toppato’ clamorosamente. Cose che capitano a chi ha frequentato male la scuola democristiana…

I maligni sussurrano che ‘qualcuno’ aveva supplicato il parlamentare della sinistra, Claudio Fava, di votare per Miccichè. Questo avrebbe tolto le castagne dal fuoco ai vari Faraone, Raciti, Cracolici e via piddieggiando.

Ma, da quanto si può desumere, Fava deve aver fatto ‘Marameo’ al PD… E a Miccichè.

Insomma, domani si torna in Aula. E ci sarà da divertirsi.

Eh già, perché domani, per eleggere il presidente dell’Ars, non servirà la maggioranza dei componenti del Parlamento dell’Isola, ma la maggioranza dei parlamentari presenti in Aula. 

Questo complica le cose per Miccichè e, soprattutto, per le opposizioni di centrosinistra. Perché se domani le opposizioni dovessero non partecipare alla votazione, Miccichè potrebbe essere eletto con una ventina di voti!

Supponiamo che i 20 deputati grillini saranno presenti al gran completo. E dovrebbe essere presente anche Fava.

Senza il centrosinistra, in Aula dovrebbero esserci i 36 deputati del centrodestra, i venti deputati grillini e Fava. Totale: 57.

Con 57 deputati presenti in Aula, a Miccichè, per essere eletto, basterebbero 29 voti. Vero è che nel centrodestra ci sono i franchi tiratori: ma il candidato di Berlusconi e di Renzi almeno 29 voti dovrebbe racimolarli, sennò veramente Miccichè se ne può tornare a Sant’Ambrogio a mangiare verdura e uova alla coque!

Il problema è che, se dovesse succedere questo, ad essere sputtanate sarebbero le opposizioni di centrosinistra: perché sarebbe grazie alla loro eventuale assenza che si abbasserebbe il quorum per fare eleggere senza problemi il candidato di Berlusconi e Renzi.

Certo, magari stanotte, dalle parti del centrodestra, potrebbero cercare di capire chi sono e quanti sono i franchi tiratori (sono solo due o sono di più, pronti magari a intervenire se le circostanze lo dovessero richiedere? vattelappesca!) e chiedere al PD le assenze giuste giuste dall’Aula per fare quadrare i conti…

Se sarà così lo sputtanamento sarà ancora maggiore.

Insomma, per dirla in breve: domani chi, tra i deputati di opposizione, non sarà presente in Aula aiuterà Miccichè. Punto.

 

 

 

 

 

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