Formazione professionale: vi raccontiamo la farsa dell’accreditamento senza controlli

Formazione professionale: vi raccontiamo la farsa dell’accreditamento senza controlli
12 dicembre 2017

Chi ha valutato i circa 500 organismi formativi accreditati? per caso si sta violando il Contratto Collettivo di Lavoro di questo settore? Il tempestivo intervento sull’ISFORDD, mentre su CEFOP, IAL, ENFAP ed ECAP prosegue l’assordante silenzio…  

Formazione professionale in Sicilia: cominciamo, in questa giungla di contraddizioni, di norme disattese e di leggi ignorate ad occuparci di accreditamento.

Allora. La Regione siciliana, con decreto presidenziale n. 25 dell’1 ottobre 2015, ha emanato il regolamento di attuazione relativo alla disposizioni sull’accreditamento degli organismi formativi che operano nel sistema della Formazione professionale siciliana. Una sorta di patente che viene rilasciata agli organismi che, a seguito di un iter documentale e procedurale, dichiarano e documentano l’esistenza di precisi requisiti per lo svolgimento di corsi autofinanziati o con contributi regionali o comunitari.

In 18 articoli e cinque allegati si è “tentato” di definire e fissare gli standard che devono dimostrare di possedere gli organismi degni di poter svolgere formazione nel territorio siciliano. Purtroppo questo corposo e farraginoso tomo è facilmente aggirabile e, di fatto, le “stringenti” caratteristiche che gli organismi dichiarano e certificano di possedere, nella realtà, sono un vero e proprio bluff. Ma procediamo con ordine.

Ad oggi risultano accreditati oltre 500 organismi formativi; ma quanti “audit in loco” sono stati effettuati per verificare la rispondenza delle dichiarazioni caricate a sistema?

Per quanto di nostra conoscenza non risulta effettuata alcuna valutazione né da parte dell’Amministrazione regionale, né dal nucleo dei Carabinieri che l’assessore del passato Governo, Bruno Marziano, si fregiava e vantava di aver individuato come organo di controllo.

Pertanto, ad oggi, gli organismi che hanno svolto attività formative finanziate (Avviso 4, Avviso 7, prosecuzione di II e III annualità di Avviso 20) e autofinanziate hanno, di fatto, una patente rilasciata in fiducia e senza aver sostenuto alcun esame.

Ma, per evitare di mettere troppa carne al fuoco, cercheremo di portare alla ribalta alcune stranezze che emergono in questo mare magnum della Formazione professionale, dove sarebbe semplicissimo mettere ordine, magari rispettando le norme e le leggi vigenti, evitando le furberie e le ruberie che hanno portato alla ribalta regionale e nazionale le avventurose vicende degli imprenditori senza capitale che hanno fatto le proprie fortune a discapito dei dipendenti e degli allievi.

Com’è possibile che gli organismi accreditati che hanno svolto attività finanziate nel periodo 2016/2017 (post accreditamento 2015) non paghino i dipendenti? Vale la pena ricordare che il rispetto del Contratto Collettivo di categoria è un requisito fondamentale dei bandi ed il pagamento delle imposte, tasse, e dei contributi previdenziali ed assistenziali è richiesto dall’accreditamento.

Quindi non si riesce a comprendere per quale recondito motivo gli organismi assegnatari di finanziamenti non abbiano saldato gli emolumenti ai dipendenti o, cosa stranissima, abbiano preteso lo svolgimento di 36 o più ore settimanali di docenza frontale non considerando le ore di disposizione, preparazione delle attività formative, incontri con le famiglie.

Ancora: come si può spiegare l’utilizzo, da parte della stragrande maggioranza degli organismi formativi, dell’istituto della sospensione che, giova ricordare, non è previsto dal CCNL della Formazione professionale?

Il mancato rispetto del CCNL è sotto gli occhi di tutti; ma chi avrebbe dovuto verificare queste gravi inadempienze?

L’evidenza della sussistenza di tali comportamenti furbeschi farebbe immediatamente scattare il provvedimento di revoca sia dell’accreditamento, sia dei finanziamento con il ristoro delle somme anticipate dall’Amministrazione regionale attraverso l’incasso delle polizze fidejussorie presentate dagli Enti destinatari di finanziamento.

La riprova di ciò è data dal tempestivo intervento da parte dell’Amministrazione regionale nella vicenda ISFORDD nella quale, a seguito della denuncia di 5 dipendenti, è scattata la revoca del finanziamento e, pensiamo, anche dell’accreditamento.

Tale solerzia, però, non è stata messa in campo nel caso di migliaia di dipendenti del CEFOP, dello IAL, dell’ENFAP, dell’ECAP e di altre centinaia di enti gestori che, sul mancato pagamento dei dipendenti e degli allievi, hanno costruito fortune o sfortune…

Ma nulla di tutto ciò è avvenuto o sta avvenendo e si continua ad ingarbugliare la matassa che potrebbe essere facilmente districata e ricomposta applicando la normativa e le leggi vigenti.

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