Nino Galloni: “La moneta complementare di Progetto Sicilia è auspicabile”

Nino Galloni: “La moneta complementare di Progetto Sicilia è auspicabile”
5 settembre 2017

L’economista di origine siciliane e di stampo keynesiano designato nel ruolo di assessore regionale al Bilancio dalla lista Noi Siciliani con Busalacchi-Sicilia Libera e Sovrana esprime apprezzamento per il progetto della moneta complementare di Giuseppe Pizzino

“ll progetto è pienamente fattibile, condivisibile ed auspicabile”. E ‘ quanto scrive Nino Galloni a Giuseppe Pizzino, a proposito di Progetto Sicilia, il progetto cioè di introdurre una moneta complementare che nell’idea di Pizzino, il primo ad avere presentato un progetto dettagliato, si chiama ‘Grano’.

Galloni, come ormai in molti sanno, è un economista di origine siciliane e di stampo keynesiano molto critico nei confronti del sistema euro e del potere finanziario che sta affamando i popoli e distruggendo le democrazie. L’economista è stato designato nel ruolo di assessore regionale al Bilancio dalla lista Noi Siciliani con Busalacchi-Sicilia Libera e Sovrana. Incarico che ha accettato “con gioia”. Qui lo abbiamo intervistato e con lui abbiamo parlato anche della necessità di introdurre una moneta complementare per risollevare la Sicilia dalla povertà in cui si trova.

Trattandosi di un tecnico della materia, Pizzino è comprensibilmente fiero del commento di Galloni. E, in questa lettera che pubblichiamo, ringrazia lui e il candidato alla Presidenza della Regione, Franco Busalacchi, per il sostegno al suo progetto:

Cari Nino Galloni e Franco Busalacchi
Innanzitutto, mi preme ringraziare il Dottor Galloni per il giudizio espresso in merito al “nostro” Progetto Sicilia. Già in passato, in occasione dei nostri incontri a Siracusa e Messina, dove siamo stati relatori in convegni che trattavano questa tematica, ho avuto modo di registrare i suoi apprezzamenti, direttamente.
Con l’occasione, mi preme portare a conoscenza sia di Nino che Franco che “la copertura con immobili” è solo un’ipotesi “molto impegnativa” ma non la sola. Infatti, qualora si volesse evitare di impegnare gli immobili di proprietà della Regione siciliana, immobili “civili”, non certo immobili di prestigio, la nostra Regione potrebbe utilizzare una piccola parte dei crediti correnti che ammonta a circa € 20 miliardi, escludendo gli oltre € 30 miliardi che potrebbero essere oggetto di prescrizione o decadenza.
Infine, mi permetto di fare presente che la società Irfis- Finsicilia dopo una fusione per incorporazione delle società Crias, Ircac, Riscossione Sicilia e Sicilia e Servizi, assumerebbe un ruolo non trascurabile, anzi esaltante, di Cassa depositi e prestiti tutta Siciliana. Il Patrimonio, o meglio, il capitale sociale di questa spa di totale proprietà della Regione siciliana, senza l’apporto degli immobili, sarebbe di circa € 22 miliardi che consentirebbero l’emissione di BOR (Buoni ordinari regionali) per oltre € 40 miliardi, importo tale da consentire il finanziamento di tutte le opere pubbliche infrastrutturali e strategiche di cui necessita la Sicilia, non più rimandabili.
Chiudo riservando la possibilità, in occasione del nostro incontro, di illustrare al meglio le possibilità offerte dalla moneta regionale Grano per fidelizzare i consumatori siciliani verso i prodotti ed i servizi del territorio.
Grato per le parole spese in favore del Progetto per la Sicilia da noi elaborato, colgo l’occasione per porgere i migliori Saluti.

Giuseppe Pizzino di Progetto Sicilia.

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