Leoluca Orlando sindaco di Palermo per la sesta volta? No, grazie. Meglio cambiare

Leoluca Orlando sindaco di Palermo per la sesta volta? No, grazie. Meglio cambiare
8 maggio 2017

Ogni occasione è buona per fare campagna elettorale. Ma per proporre che cosa? Quale modello di città? Gli appalti ferroviari che hanno ‘terremotato’ la vita di cittadini e commercianti? Altri appalti ferroviari per distruggere anche via Libertà? Orlando fa il sindaco, a corrente alternata, dal 1985. E’ stato candidato sette volte e ha fatto cinque volte il primo cittadino di Palermo. Ora basta. E’ tempo di cambiare. Veramente

Scrive Nello Di Prima sulla propria pagina facebook:

“IERI SERA sono stato alla PARTITA PER LA VITA
è stato singolare sentire lo speaker dire PALERMO ha UN GRANDE SINDACO NON LASCIAMOLO SOLO
mi ha profondamente disgustato, pensavo di essere andato ad una manifestazione di beneficenza non ad una passerella elettorale KE SKIFO
se aggiungo che i paganti eravamo in gradinata, mentre in tribuna… c’erano i … … nemmeno un tir di citrosodina! Puoi farti la campagna elettorale che vuoi, usare lo stadio della città Tu Puoi! ma non puoi appropriarti dei miei soldi spacciando il tutto per beneficenza”.

Non sappiamo come sono andate le cose, perché non eravamo presenti. Di certo a celebrare le ‘gesta’ del sindaco Leoluca Orlando – perché supponiamo che a lui si riferiva chi ha invitato i presenti alla “Partita della vita” a non lasciarlo solo – non sarà stato lo speaker ufficiale della manifestazione. Noi ce lo auguriamo. Anzi ne siamo certi. Perché utilizzare la “Partita della vita” per fare campagna elettorale sarebbe veramente una caduta di stile.

Questa vicenda ci offre l’occasione per riflettere sulla campagna elettorale per le elezioni comunali di Palermo. Orlando sta facendo di tutto per farsi rieleggere. Ha presentato, in sostegno della propria candidatura, non sappiamo quante liste.

Il Parlamento siciliano ha cambiato la legge elettorale per i Comuni, ripristinando il ‘trascinamento’: c’è la scheda unica e i voti raccolti dai candidati al Consiglio comunale, là dove non è stata espressa la preferenza per il sindaco, vanno automaticamente al candidato sindaco collegato alla lista.

Se ne deduce che più liste ci sono a sostegno di un candidato sindaco, può voti dovrebbe raccogliere – in teoria – il candidato sindaco collegato a tali liste. Perché in teoria? Perché ciò si verifica solo se i candidati ‘corrono’, cioè se sono candidati al Consiglio comunale che portano voti. Sarà così per Orlando? Lui lo spera. Noi nutriamo qualche dubbio. E illustriamo pure il perché.

Orlando è stato eletto sindaco di Palermo per la prima volta nel 1985. Poi nel 1997. Poi nel 1993. Poi nel 1997. Poi cinque anni fa. E’ stato cinque volte sindaco dal 1985 ad oggi. E questa è la settima volta che è candidato (candidato lo è stato anche nel 2006, ma non è stato eletto).

Cos’ha fatto la sua Amministrazione in questi cinque anni? E cos’è successo a Palermo in questi cinque anni? Facciamo parlare i fatti.

I fatti ci dicono che, proprio ieri, è stata ufficializzata la retrocessione del Palermo calcio in serie B.

Circa un mese fa ha chiuso l’ippodromo della città.

Il sindaco non c’entra, certo.

Non c’entra nemmeno, il sindaco di Palermo, con quasi tutte le strutture sportive della città abbandonate?

Non c’entra nemmeno, l’Amministrazione comunale di Palermo, con le strade della città ridotte a colabrodo?

Per la seconda volta (la prima volta risale agli anni ’90 del secolo passato) l’Amministrazione Orlando si è inventata le piste ciclabili sui marciapiedi. Ed è anche logico: come può un ciclista percorrere le strade della città piene di buche? Meglio i marciapiedi: ciclisti e pedoni insieme, appassionatamente…

Orlando e la sua Amministrazione si vantano ai avere inaugurato 15 km di Tram. Ora, a parte il fatto che per buona parte della giornata i Tram girano quasi vuoti, è vero o no che l’AMAT, per far muovere il Tram, ha dovuto ridurre i servizi in alcune delle periferie della città?

E’ vero o no che il tanto decantato Tram costa circa 10 milioni di Euro all’anno e non si sa dove trovare i soldi?

E’ vero o no che l’AMAT – l’Azienda del Comune che si occupa del trasporto pubblico delle persone – oltre a fornire un servizio mediocre, versa in gravi condizioni finanziarie anche grazie ai costi esorbitanti del Tram?

E’ vero o no che il Comune di Palermo sta andando al voto con un rating finanziario “E” che significa rischio default? Noi l’abbiamo scritto, riportando tutti i ‘numeri’ del rischio default (che potete leggere qui). I dati sono questi: i fatti sono questi.

E’ vero o no che quasi tutte le società che fanno capo al Comune scontano problemi finanziari?

Vogliamo parlare dei senza casa? Com’è possibile che a Palermo si assegnano i beni confiscati alla mafia alle associazioni culturali, mentre i senza casa restano in strada? Dopo Milano e Roma, Palermo è la terza città d’Italia per numero di senza dimora. Quello che scrive su facebook Toni Pellicane (che potete leggere qui) – persona che, da anni, si batte in favore dei senza casa della città – fa rabbrividire!

Vogliamo parlare di come vengono trattati i minori che fanno capo alle famiglie povere della città? Ne abbiamo parlato in questo articolo (che potete leggere qui) il 30 giugno dello scorso anno. Come per i senza casa, c’è da rabbrividire.

Vogliamo parlare delle attività commerciali? Dal 2014 al 2016 hanno chiuso circa 3 mila attività commerciali. E cos’ha fatto l’Amministrazione Orlando? Ha penalizzato i commercianti con una cervellotica ZTL (qui un articolo che parla degli effetti provocati dalla ZTL sulle attività commerciali).

Per non parlare degli effetti negativi – sempre a carico delle attività commerciali – provocati dai cantieri ferroviari che hanno messo in ginocchio la città.

Insomma: a Palermo chiudono migliaia di esercizi commerciali, in compenso aumentato i centri commerciali.

E’ corretto o no parlare di desertificazione economica di Palermo? (tra l’altro, anche i centri commerciali della città cominciano ad avvertire gli effetti di una programmazione che – anche in questo settore – non c’è, se è vero che anche al centro commerciale Forum si registrano problemi (come potete leggere qui).

In una città quasi priva di agricoltura periurbana, dove le industrie sono quasi tutte chiuse o boccheggianti, dove il terziario avanzato non c’è, che senso ha penalizzare, con la ZTL, le uniche attività economiche che resistono, cioè commercianti e artigiani e, contemporaneamente, pensare di rivincere le elezioni comunali?  

Rieleggere Orlando significa condannare Palermo ad altri cinque anni di folli appalti ferroviari. Perché con Orlando e il Governo Renzi i soldi per gli anziani, per i disabili, per i malati, per i senza casa non si trovano: ma si trovano centinaia di milioni di Euro per gli appalti ferroviari: per la follia del Tram in via Libertà!

Così hanno già deciso Orlando e i suoi? Non sarebbe il caso di interpellare i cittadini? No, hanno deciso loro per noi.

Vogliamo parlare della della prima indagine conoscitiva sulla situazione socio-economica della città voluta dal Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza del Comune di Palermo, Pasquale D’Andrea? Sono circa 20 mila le famiglie in povertà assoluta, 30 per cento della popolazione con licenza di scuola media inferiore, reddito delle famiglie tra i più bassi d’Italia (13.500 euro a Palermo contro 17.800 euro nel resto del Paese) e via continuando (qui potete leggere tutti i dati).

Vogliamo parlare degli abitanti di Palermo che scappano da una città sempre più invivibile? Leggiamo cosa scrive Il giornale dell’Architettura.com:

“Il processo di marginalizzazione in atto è connesso a cause note: la Sicilia è la regione europea con il più basso tasso di occupazione delle persone tra i 20 e i 64 anni (42,4%). Non è un caso che la capitale dell’isola stia subendo un processo di spopolamento senza precedenti che si concretizza nella perdita di 29.161 abitanti (pari al 4,2%) registrata nel decennio 2001-2011 dell’ultimo Censimento nazionale, con una perdita nel solo 2016 di 5.106 abitanti. I dati sullo spopolamento urbano in atto chiariscono che ad abbandonare Palermo sono sempre di più i giovani laureati e diplomati. Una generazione di iper-formati costretta a fuggire perché – a causa di una scarsità di occasioni lavorative insieme al trasformismo di chi occupa da sempre ruoli nevralgici – tutte le occasioni sono drenate da pochi nomi”.

Lo stesso giornale degli architetti sottolinea un paradosso:

“Si noti poi come in questa città – che ha peraltro ottenuto il titolo di Capitale dei giovani 2017 – si registra un tasso di dispersione scolastica tra i più alti d’Italia – un drammatico 40,1% che, come evidenziato dall’ultimo Rapporto di Save the Children, è secondo solo a Caltanissetta – ed il più alto tasso di disoccupazione giovanile nazionale, corrispondente al 27% della popolazione”.

Poi c’è il ‘culto del brutto’:

“… nell’importante asse che si snoda tra Via Maqueda e Via Libertà – leggiamo sempre nel giornale degli architetti – sulla ritrovata passeggiata urbana popolata da caffè, friggitorie per turisti, panche e arredi urbani variamente assortiti, appare improbabile e surreale il pastiche edilizio realizzato nell’area cosiddetta Quaroni. Un intervento di ricostruzione all’identique di qualcosa che non è dato sapere ha messo fine alla più che quarantennale querelle sul destino urbano di un cratere di oltre 2.250 metri quadri, eredità della guerra, attuando una delle più grossolane operazioni edilizie realizzate negli ultimi anni”. (qui trovate l’articolo per esteso de Il giornale dell’architettura).

Vogliamo parlare della racconta differenziata dei rifiuti che, di fatto, è quasi inesistente? A parte il fatto che Orlando è stato sindaco negli anni ’90 e, su questo fronte, non ha fatto nulla, possibile che in questi cinque anni, in materia di rifiuti, si va avanti con la sola discarica di Bellolampo, spendendo un sacco di soldi? E’ o no totalmente fallimentare il bilancio dell’Amministrazione Orlando in materia di gestione dei rifiuti?

Vogliamo parlare dei mille alberi della città abbattuti per fare posto al Tram, tra le proteste dei cittadini, imprigionati da eterni cantieri ferroviari? (ne abbiamo parlato qui).

Vogliamo parlare degli alberi del Foro Italico che rischiano di fare la fine degli alberi abbattuti di Piazza Politeama? (ne abbiamo parlato qui).

Vogliamo parlare della recentissima ‘bonifica’ del fiume Oreto, che ha prodotto danni enormi all’ecosistema di questo corso d’acqua, peraltro violando il regolamento sulla gestione dei Siti d’Interesse Comunitario (SIC)? (ne abbiamo parlato qui e ne ha parlato qui il docente universitario Silvano Riggio).

Vogliamo parlare dell’ultima – per ora solo annunciata – genialata dell’Amministrazione comunale uscente, che vorrebbe sbarazzarsi delle Posidonie che si trovano lungo la costa di Mondello e dell’Addaura, ignorando le elementari – ribadiamo: le elementari! – regole ecologiche?

Nemmeno i cani sono stati lasciati in pace: basti pensare alle polemiche sollevate – giustamente – dagli animalisti nei riguardi di un’Amministrazione comunale che, anche su tale fronte, ne ha combinate di tutti i colori!

Tutti questi, che gli piaccia o no, sono i risultati di cinque anni di Amministrazione Orlando.

Dopo aver ottenuto questi magri risultati il sindaco uscente vorrebbe essere rieletto. Ci sperano i partecipanti al ‘concorso per 40 posti di consigliere comunale per 5 anni’. Volti che campeggiano, sorridenti, nei manifesti sparsi per la città con la dicitura “Leoluca Orlando sindaco” (cosa avranno da ridere non è facile capirlo).

Con Orlando – in un gioco di trasformismo degno de I Vicerè di Federico De Roberto – ci sono anche alcuni consiglieri comunali uscenti che in questi anni lo hanno attaccato. Per un posto nel sopra citato ‘concorso’ si fa tutto: anche i capitomboli…

Che dire? Che a nostro avviso, se Orlando è molto preoccupato di non raggiungere il 40 per cento al primo turno (questo è il quorum per risultare eletto sindaco in prima battuta), ha ragione. Se quelli che abbiamo descritto sommariamente sono – ribadiamo: che gli piaccia o no – i risultati della sua Amministrazione, ebbene, fa bene ad essere preoccupato…

Quando l’attuale sindaco tirò fuori la ZTL c’è stata una sollevazione popolare. La reazione di Orlando si sintetizzò in una parola: “Selvaggi”.

Ora il sindaco uscente vorrebbe i voti dei “selvaggi”…

Foto tratta da Rosalio.it

 

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