I veleni dell’ Ilva a Siracusa con la complicità del Governo Crocetta. E i deputati siracusani?

I veleni dell’ Ilva a Siracusa con la complicità del Governo Crocetta. E i deputati siracusani?
19 dicembre 2016

Oggi alle 19, ad Augusta, una assemblea per dire No all’arrivo degli scarti dell’acciaieria pugliese a Melilli. Il Comitato No Polverino Ilva punta il dito contro il Governo regionale che non sta muovendo un dito per evitare ad un territorio già martoriato un’altra condanna. E i deputati, regionali e nazionali di quelle zone, cosa fanno?

Assemblea pubblica oggi alle 19 in Piazza Turati, ad Augusta per dire no, ancora una volta, ai rifiuti dell’Ilva di Taranto che da mesi vengono trasferiti in Sicilia, nel bel mezzo del polo petrolchimico siracusano “e nel più completo silenzio delle istituzioni, nonché all’insaputa delle popolazioni locali”. Si tratta, come ormai sappiamo del polverino prodotto dagli altiforni dell’acciaieria pugliese. Dal giugno scorso, oltre 30 mila tonnellate ne sono approdate al porto di Catania, in aggiunta alle 9 mila tonnellate giunte al porto di Augusta ad aprile del 2015.

Il Comitato No Polverino Ilva ricorda che “nonostante il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti tenti di minimizzare parlando di “situazione transitoria”, la realtà è che questo traffico di rifiuti industriali è divenuto regolare e decisamente intenso. Ormai con cadenza settimanale, diversi autotreni carichi di polverino s’imbarcano a Taranto sulla nave Eurocargo Livorno del Gruppo Grimaldi, per fare scalo notturno a Catania e raggiungere via terra la discarica Cisma di Melilli.Mercoledì scorso l’ennesimo sbarco: altri tre camion della ditta pugliese Setras, con base operativa a Priolo Gargallo, sono usciti dallo scalo commerciale etneo”.

“Questa volta, però,- racconta il Comitato- ad attenderli fuori c’era un gruppo di cittadini riuniti in un presidio di protesta”. C’era anche don Palmiro Prisutto, colui che da anni denuncia l’Olocausto di quella zona industriale e il silenzio colpevole di tutte le istituzioni.

“Per diversi minuti, uno dei camion è stato bloccato dai manifestanti, che così hanno potuto verificare le assurde condizioni in cui stava avvenendo il trasporto: il carico di veleni era coperto malamente solo da un telone, mentre sulle sponde delle fiancate e del retro c’erano cumuli di polverino nero, che fuoriusciva dal cassone. Con un risultato inevitabile: il disperdersi di parte del polverino lungo il tragitto che separa il porto di Catania dalla discarica di Melilli. Per non parlare del materiale che si sarà depositato sulla nave e, prima ancora, nelle strade pugliesi interessate dal passaggio dei camion. Allora domandiamo al ministro Galletti: è questa la “sicurezza” che il suo governo garantisce per la gestione delle scorie industriali”?

Il Comitato torna a chiedere chiarezza alle istituzioni: “Concludiamo sollecitando nuovamente il governo Crocetta e le amministrazioni locali a prendere una chiara posizione in merito, mentre invitiamo la cittadinanza di Augusta, Priolo, Melilli e dei restanti comuni siracusani, a prendere parte ad un’assemblea pubblica – lunedì 19 alle ore 19:00, in Piazza Turati ad Augusta – per confrontarci e programmare insieme le prossime iniziative finalizzate ad arrestare questo dannoso e insensato traffico di rifiuti Ilva”.

Va detto che su questo caso non mancano dichiarazioni ‘preoccupate’ e bipartisan. Ieri, come potete leggere qui, vi abbiamo raccontato dell’interrogazione del parlamentare regionale del PD, Pino Apprendi e della presa di posizione di Giovambattista Coltraro di Sicilia Democratica.

Qualche settimana fa  il deputato regionale Vincenzo Vinciullo (NCD) ha denunciato il Governo regionale “per avere disatteso la risoluzione n. 22 della commissione Ambiente dell’Ars che aveva invitato il governo regionale a vigilare affinché non arrivasse più, senza l’accordo con i soggetti responsabili della provincia di Siracusa, materiale proveniente dall’Ilva di Taranto”. La risoluzione era stata proposta dallo stesso Vinciullo e firmata anche dalla deputata Pd Marika Cirone De Marco e dal deputato M5s Giampiero Trizzino.

Altri deputati siracusani hanno espresso preoccupazione.

Ma, evidentemente, non basta.

A Siracusa si parla, soprattutto con riferimento ai deputati del PD , partito che governa sia a Palermo che a Roma, di dichiarazioni farsesche. Fatte solo per finire sui giornali e dimenticate non appena varcate la soglia dei palazzi del potere.

Di Siracusa, ad esempio, è un assessore del Governo Crocetta: Bruno Marziano. Che sta facendo per evitare al suo territorio già martoriato un’altra condanna?

E, a Roma, i deputati siracusani cosa stanno facendo?

Cosa fa il senatore Bruno Alicata? E cosa stanno facendo i deputati Stefania Prestigiacomo, Giuseppe Zappulla e Maria Marzana?

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