Il giorno del giudizio: oggi o domani l’Ars ci dirà i nomi di ‘Giuda’ che vogliono affossare la Sicilia

Il giorno del giudizio: oggi o domani l’Ars ci dirà i nomi di ‘Giuda’ che vogliono affossare la Sicilia
12 luglio 2016

Tra oggi e domani, infatti, Sala d’Ercole dovrà esprimere il voto finale al disegno di legge sulle variazioni di Bilancio 2016 nel quale è stato inserito il ‘Patto scellerato’ atto II siglato tra Renzi e Crocetta. Questo blog si impegna a far conoscere i nomi e i cognomi dei deputati dell’Ars che voteranno sì a questo accordo infame che prevede, tra le altre cose, anche la rinuncia ai contenziosi finanziari con lo Stato. Intanto Riccardo Savona annuncia che ricorrerà ai legali per consentire ai Siciliani di non pagare la Tassa sui rifiuti (TARI)

La Sicilia sprofonda nella crisi dei rifiuti. Ma la politica deve andare avanti. Anche se quello che sta succedendo in queste ore in tanti centri dell’Isola, con gli auto-compattatori carichi di immondizia che non sanno in quali discariche dirigersi è un argomento che non potrà essere ignorato dai parlamentari dell’Assemblea regionale siciliana. Oggi l’Aula torna a riunirsi. All’ordine del giorno c’è il disegno di legge sulle variazioni di Bilancio 2016, ovvero il voto finale su questo provvedimento discusso la scorsa settimana.

In questo disegno di legge, è noto, la presidenza dell’Ars, su richiesta del Governo di Rosario Crocetta, ha ‘infilato’ il secondo ‘Patto scellerato’ tra il nostro presidente della Regione e il Governo Renzi.

Il primo ‘Patto scellerato’ con Roma Crocetta l’ha siglato nel Giugno del 2014, facendo perdere alla nostra Regione circa 5 miliardi di Euro. Il secondo ‘Patto scellerato’ l’ha firmato un mese fa (a Giugno il nostro presidente deve sempre firmare qualcosa…): in cambio di 500 milioni di Euro che ancora non ci sono (e che, almeno per quest’anno, non si materializzeranno), Crocetta ha caricato su 5 milioni di ignari Siciliani oneri pesantissimi e, soprattutto, ha rinunciato a una serie di contenziosi finanziari con lo Stato (ne abbiamo parlato in questo articolo). relativi al periodo che va dal 2014 al 2016.

La scorsa settimana, in tanti, ci siamo chiesti perché il presidente dell’Ars, Giovanni Arizzone, forzando il regolamento (e violandolo, come vi abbiamo raccontato qui), ha inserito il secondo ‘Patto scellerato’ Crocetta-Renzi nel disegno di legge sulle variazioni di Bilancio. A spiegarci il significato di questa mossa è stato un tecnico.

La parte del ‘Patto scellerato’ atto II (ma forse anche il primo, chissà) che prevede la rinuncia ai contenziosi potrebbe essere dichiarata inefficace. La capogruppo del PD all’Ars, Alice Anselmo, ha detto che Crocetta ha fatto bene a rinunciare ai contenziosi finanziari con lo Stato. Perché, ha precisato, la Regione sarebbe soccombente.

In realtà, sulla natura dei contenziosi finanziari tra Stato e Regione non è l’onorevole Anselmo che deve pronunciare l’ultima parola: è giusto che la capogruppo del PD dica la sua, ma sarebbe corretto che l’Ufficio Legislativo e Legale della Regione dica come stanno le cose. Ed è molto, ma molto singolare che la presidenza dell’Ars abbia dichiarato ammissibile il secondo ‘Patto scellerato’ Renzi-Crocetta, inserendolo nel disegno di legge sulle variazioni di Bilancio 2016, senza aver prima interpellato – proprio sulla rinuncia ai contenziosi finanziari con lo Stato – l’Ufficio Legislativo e Legale della Regione e lo stesso Ufficio Legale del Parlamento siciliano.

Siamo arrivati al cuore di questo inghippo. Se un giorno la rinuncia ai contenziosi, da parte della Regione, dovesse essere dichiarata inefficace si configurerebbe un danno erariale a carico del presidente Crocetta e degli assessori che, in Giunta, hanno votato il provvedimento.

Inserendo questo ‘Patto’ nel disegno di legge sulle variazioni di Bilancio, la responsabilità erariale verrebbe estesa anche al Parlamento siciliano. Fino a questo momento è estesa a tutto il Parlamento siciliano, dal momento che su questo punto, la scorsa settimana è stato chiesto il voto segreto. Un atto di ingenuità, da parte delle opposizioni, visto che con il voto segreto si sono assunti anche loro una parte di responsabilità.

A meno che la cosa non sia stata fatta apposta: della serie: più siamo, più possiamo fare pressioni per evitare che la magistratura un giorno possa dichiarare inefficace la rinuncia ai contenziosi finanziari da parte della Regione: può la magistratura mettersi contro la volontà dell’intero Parlamento siciliano di ‘incaprettare’ 5 milioni di Siciliani facendogli perdere un sacco di soldi che vengono incamerati dallo Stato?

Noi non vogliamo credere a tale seconda ipotesi. E riteniamo che, nella votazione finale – che dovrebbe andare in cena tra oggi e domani, visto che Giovedì, vigilia del Festino di Santa Rosalia, l’Ars dovrebbe essere chiusa – le opposizioni non chiederanno il voto segreto.

Ciò darà la possibilità a tutti i mezzi di informazione di far conoscere a 5 milioni di Siciliani i nomi e i cognomi dei deputati ‘ascari’ dell’Ars che voteranno sì al ‘Patto scellerato’ atto II Renzi-Crocetta e, in particolare, alla rinuncia ai contenziosi finanziari Stato-Regione ancor prima che su tale, delicata questione si sia pronunciato l’Ufficio Legislativo e Legale della tessa Regione.

Sin da ora assumiamo l’impegno con i nostri lettori: pubblicheremo i nomi e i cognomi dei deputati che voteranno in favore della legge sulle variazioni di Bilancio 2016 ‘arricchita’ del ‘Patto scellerato’ atto II e, in particolare, della rinuncia ai contenziosi. E’ giusto che 5 milioni di Siciliani conoscano i nomi e i cognomi dei deputati che si accingono a votare una legge che li penalizza.

Un passaggio che ci sembra importante per far conoscere ai Siciliani i nomi e i cognomi di personaggi che non meritano di essere più votati.  

Dagli ‘ascari’ ai rifiuti (ammesso che tra le due ‘categorie’ siciliane ci sia qualche differenza: e secondo chi scrive le differenze sono minime…).

Come abbiamo detto all’inizio, ci sembra improbabile che i parlamentari dell’Ars, nella seduta di oggi, non affrontino il tema dell’emergenza rifiuti. Già il vice presidente della commissione Bilancio e Finanze, Riccardo Savona (Forza Italia), ha ‘scaldato i motori’:

“Assisto atterrito al vergognoso scaricabarile tra istituzioni in merito al mancato servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani – dice Savona -. Appare surreale, infatti, la prospettiva di far conferire l’immondizia di tutti i Comuni del Palermitano nella discarica di Bellolampo, già da tempo ai limiti della capienza”.

Savona – che conosce bene la situazione del Comune di Palermo e della discarica di Bellolampo per essere stato, per anni consigliere comunale del capoluogo dell’Isola – solleva il tema che ha affrontato oggi questo blog: l’impossibilità, per la discarica di Bellolampo, di raccogliere i rifiuti degli oltre 80 Comuni della provincia di Palermo, pena la possibile esplosione di un’emergenza nello stesso capoluogo dell’Isola tra qualche mese (come potete leggere qui).

Savona va giù duro anche sul sottosegretario del PD, Davide Faraone:

“Appare paradossale la ‘minaccia’ da parte del sottosegretario Faraone di commissariare la Regione per gravi inadempienze,considerato che l’assessore al ramo rifiuti è espressione dello stesso sottosegretario… Basterebbe rimuoverlo e sostituirlo con altro uomo delle istituzioni, magari un Prefetto”.

Chiaro il riferimento all’assessore di nomina faraoniana, Vania Contraffatto.

“L’immagine della Sicilia, già lesionata da una compagine governativa irresponsabile quanto eterogenea – insiste Savona – è oggi compromessa da cumuli di immondizie che ne feriscono l’orgoglio e la dignità. Così come a ferire la dignità dei siciliani sono alcune proposte pervenute da autorevoli sindaci che hanno chiesto ai propri cittadini di trattenere in casa l’immondizia… Nonostante ciò i cittadini continuano a ricevere intimazioni di pagamento per un servizio che non viene svolto, senza che nessun amministratore (né della vecchia classe dirigente, né della nuova…) si sia posto il problema di sospendere il tributo almeno finché l’emergenza non sarà terminata”.

A questo punto la proposta politica di Savona:

“Proporrà al mio partito di impegnare i propri avvocati per promuovere ricorso avverso i provvedimenti di pagamento del servizio di raccolta immondizia, a tutela di ogni singolo cittadino che ne farà richiesta. E’ impensabile, infatti, che si continui a pagare per un servizio che non viene svolto”.

AGGIORNAMENTO:

Ars, ecco i nomi dei Giuda che affossano la Sicilia

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