Renzi e il PD: depredare la Sicilia in barba alla Corte Costituzionale

Renzi e il PD: depredare la Sicilia in barba alla Corte Costituzionale
22 giugno 2016

A Renzi e al PD non sono bastati gli oltre 5 miliardi di Euro che hanno scippato alla Sicilia facendo firmare a Crocetta il ‘Patto scellerato’ del Giugno 2014. Non potendo mettere la ‘mordacchia’ alla Corte Costituzionale – chiamata a pronunciarsi su altri ricorsi che dovrebbero essere favorevoli alla nostra Regione – il capo del Governo nazionale e il PD hanno preparato un nuovo ‘Patto’ per vanificare in anticipo le sentenze della Consulta eventualmente favorevoli alla Sicilia. Ma il Parlamento siciliano che fa? Presidente Ardizzone: non sarebbe il caso di convocare subito l’Assemblea regionale siciliana per affrontare tale argomento?

Così apprendiamo che il Governo regionale di Rosario Crocetta, dopo il ‘Patto scellerato’ del Giugno 2014 (l’accordo con il quale ha regalato a Roma oltre 5 miliardi di Euro dei Siciliani!), ha firmato un nuovo accordo con il Governo Renzi, sì, proprio il Governo uscito battuto, anzi a pezzi, dall’ultima tornata elettorale. Fino ad oggi Renzi e il PD – che Iddio li abbia in gloria… – hanno fatto ‘carne di porco’ dello Statuto autonomistico siciliano. Ignorando gli articoli finanziari del medesimo Statuto, hanno ‘saccheggiato’ a piene mani il Bilancio della Regione (ammonta a 10 miliardi all’anno il ‘furto con destrezza’ ai danni della Regione siciliana).

Però c’è un però, è vero assessore Alessandro Baccei? Parliamo, ovviamente, del campione fiorentino inviato da Renzi in Sicilia a fare il bello e il cattivo tempo in sua vece.

Il problema è che Renzi e il PD non sono riusciti a mettere la ‘mordacchia’ alla Corte Costituzionale.

Abbiamo già detto del ‘Patto scellerato’ del Giugno 2014 siglato da Crocetta con il Governo nazionale. Questo ‘patto’ nasce dal fatto che la Consulta, in una sentenza, ha dato ragione alla Regione siciliana in materia di territorializzazione delle imposte. Così Renzi e le burocrazie ministeriali che hanno in uggia l’Autonomia siciliana dai tempi di Einaudi, hanno proposto e fatto firmare al nostro ‘presunto’ presidente della Regione un ‘Patto’ in base al quale, come già ricordato, la Regione ha rinunciato a circa 5 miliardi di Euro!

Ovviamente, il contenzioso finanziario Stato-Regione – che non è mai stato definito per l’ascarismo delle ‘presunte’ classi dirigenti siciliane – non si ferma alla sentenza della Corte Costituzionale del 2014. Sono in arrivo altri pronunciamenti della Consulta. E siccome Renzi e il PD, come già ricordato, hanno sistematicamente calpestato lo Statuto siciliano, è probabile, anzi è quasi certo che le sentenze in arrivo daranno ragione alla Sicilia, imponendo allo Stato di restituire i Siciliani i soldi che Renzi e il PD hanno scippato alla Sicilia. 

E che fanno Renzi, il PD, Crocetta e l’assessore Baccei? Non  potendo controllare la Corte Costituzionale, firmano un altro ‘Patto’ in base al quale la Regione siciliana dovrebbe rinunciare ai contenziosi promossi dalla stessa Regione prima del 2016! Siamo alla follia, all’apoteosi dell’ascarismo.

Ci chiediamo e chiediamo: esiste ancora il Parlamento siciliano? Esiste ancora la centralità del Parlamento? Il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, onorevole Giovanni Ardizzone, è al corrente di questo nuovo ‘Patto’? Si rende conto, il presidente del Parlamento siciliano, che questi signori del PD siciliano stanno ulteriormente svendendo quello che resta dell’Autonomia siciliana?

Assistiamo a un paradosso: il Governo siciliano che, d’accordo con il Governo nazionale, firma in tutta fretta un nuovo ‘Patto’ per vanificare le nuove, possibili sentenze in materia finanziaria della Corte Costituzionale favorevoli alla Regione siciliana. Siamo impazziti?

E’ o non è il caso, presidente Ardizzone, di convocare subito il Parlamento, invitando il Governo a riferire in Aula su quest’ennesimo imbroglio ai danni di 5 milioni di Siciliani? Lei, in questi anni, ha detto di aver difeso l’Autonomia siciliana. bene, lo dimostri con i fatti.

Il presidente Ardizzone ci potrebbe rispondere: la firma del ‘Patto’ rientra tra i poteri dell’esecutivo. E questo è vero fino a un certo punto, perché i miliardi di Euro ai quali Crocetta sta rinunciando, per la seconda volta, sono soldi di 5 milioni di Siciliani e non suoi. Perché se Renzi e Crocetta vogliono bloccare una o più sentenze della Corte Costituzionale ancor prima che si materializzino, è perché sanno già che la Regione siciliana ne uscirebbe vittoriosa.

Noi, però, poniamo una questione di ordine politico e culturale: il ruolo del Parlamento in questa incredibile storia. Il presidente Ardizzone farebbe bene a convocare il Parlamento, ad aprire il dibattito su tale tema. Che si dovrà concludere con un voto. I Siciliani hanno il diritto di sapere quali parlamentari regionali sono favorevoli al nuovo ‘Patto’ Renzi-Crocetta e quali, invece, sono contrari. Una volta che ognuno si assumerà la responsabilità di tali scelte davanti ai Siciliani, saranno i Siciliani, al momento del voto, a decidere se tale accordo gli sta bene o no. 

Il dibattito in Aula è necessario, presidente Ardizzone, perché, oltre a vanificare i futuri pronunciamenti della Consulta, con questo accordo si vorrebbe far passare un principio pericoloso per la Sicilia: le somme che lo Stato erogherebbe alla Regione siciliana sarebbero devolute e non dovute.

Questo passaggio, presidente Ardizzone, vanificherebbe o no l’Autonomia finanziaria della nostra Regione? 

Gli altri aspetti di questo accordo parliamo in altra parte del blog (come potete leggere qui). Ci concediamo solo qualche altro appunto.

Facciamo notare, ad esempio, che per quest’anno, checché ne dicano Crocetta, Baccei e il sottosegretario Davide Faraone, l’accordo con la Regione siciliana, per il Governo Renzi, è a costo zero. Anzi, lo Stato ci guadagna qualcosa. Ricordiamo a chi avesse già dimenticato i ‘numeri’ del Bilancio regionale 2016, che quest’anno il Governo Renzi, per il “risanamento” della finanza nazionale, ha scippato alla Regione quasi un miliardo e 300 milioni di Euro. Se aggiungiamo i circa 300 milioni scippati con il trasferimento a Roma dell’IRPEF siciliana, superiamo il miliardo e 400 milioni di Euro.

Insomma, se l’aritmetica non è un’opinione, il Governo Renzi, quest’anno, non sta dando nulla alla Regione: ci sta restituendo un miliardo e 400 milioni di Euro a vale sul miliardo e 600 milioni di Euro circa che ha trattenuto. Il sottosegretario Faraone e Crocetta farebbero bene a evitare enfatizzazioni, perché i Siciliani, loro magari non ci crederanno, non sono affatto scemi.

“Una parte del gettito IRPEF spetterà alla Regione siciliana” recita l’accordo. Ma l’IRPEF che matura in Sicilia è già della Sicilia. Anche questa è solo una presa in giro.

In cambio della restituzione di una parte dei nostri soldi, dovremmo, come Regione, sobbarcarci altri tagli.

Ma se intere categorie sociali della nostra Isola sono oggi senza soldi, che cosa si dovrebbe tagliare ancora? Bisognerà licenziare i 24 mila operai della Forestale, i 24 mila precari dei Comuni e agli altri 60 mila precari sparsi tra Regione, ex Province e società che fanno capo alla stessa Regione e alle ex Province? Che significa, in una Regione con Bilancio ridotto all’osso, “riduzione del 3% all’anno della spesa corrente, dal 2017 al 2020” se non licenziamenti?

Se è così – se l’accordo prevede questa nuova ondata di licenziamenti – perché, presidente Crocetta e sottosegretario Faraone, non lo dite con chiarezza? Avete paura di perdere voti? Siete ancora convinti di avere voti in Sicilia?

Incredibile la precisazione sulla sanità. “La riduzione della spesa del 3% all’anno non riguarderà la sanità”. certo che ci vuole coraggio a scrivere certe cose. La sanità siciliana è un ‘gruviera’, gli ospedali pubblici siciliani sono un delirio, i medici pubblici e gli infermieri sono stressati da turni massacranti, la mancanza di posti letto è la regola: insomma, nessuno sa quanti soldi spariscono, ogni anno, dai 9,3 miliardi di Euro che dovrebbero essere utilizzati per la sanità siciliana, e il Governo nazionale ci viene a dire che sulla sanità siciliana non ci saranno tagli.

Certo che ci vuole coraggio a scrivere certe cose!

Ah, dimenticavamo: che è ‘sta storia del “Conto speciale” dove dovrebbero essere sistemati i soldi in arrivo da Roma. E’ vero che dovrebbero servire per pagare solo rate di mutui e alcuni stipendi, escludendo altri soggetti? La nostra non è una notizia, ma una domanda.

Anche perché, da questo ‘Patto’ ci sono migliaia di persone che aspettano risposte.

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