Il Muos resta sotto sequestro (alla faccia del Governo e del CGA)

Il Muos resta sotto sequestro (alla faccia del Governo e del CGA)
4 giugno 2016

L’impianto della Marina USA sorge in un’area ad inedificabilità assoluta. Ecco perché, nonostante il lecchinaggio della politica e dei suoi apparati, il Tribunale di Caltagirone conferma il provvedimento contro il ricorso del Ministero della Difesa

Il Muos di Niscemi – alias il novo impianto di telecomunicazioni satellitari della Marina USA- resta sotto sequestro. Lo ha stabilito, come si legge sull’Ansa, il Tribunale di Caltagirone che ha rigettato una richiesta di dissequestro presentata dall’avvocatura dello Stato su richiesta del ministero della Difesa.

Il giudice Cristina Lo Bue ha accolto le richieste di mantenimento dei sigilli chieste invece dal procuratore di Caltagirone, Giuseppe Verzera, e dell’avvocato Goffredo D’Antona in rappresentanza dall’associazione antimafie Rita Atria da sempre in prima fila contro quello che considera un abuso di Stato in danno dei Siciliani. Che il Muos fosse abusivo, lo ricordiamo, lo aveva stabilito la Corte di Cassazione (qui la notizia) confermando l’ordinanza emessa il 1 aprile del 2015 dal Gip di Caltagirone e (poi dal Tribunale per il Riesame di Catania), su richiesta del procuratore Verzera, che aveva bloccato la prosecuzione dei lavori per la realizzazione dell’impianto per violazione delle leggi ambientali.

Ma, il ministero della Difesa, dopo il controverso pronunciamento del Consiglio di giustizia amministrativa il 6 maggio scorso, con cui si ribaltava la sentenza del Tar che aveva giudicato illegittime le autorizzazioni (un giudizio, quello del Cga, che non ha sorpreso più di tanto, trattandosi di un organismo da molti considerato un “Commando dello Stato”) , è tornato all’attacco chiedendo il dissequestro.

Gli è andata male. Il Tribunale di Caltagirone ha ritenuto ininfluente la decisione del Cga sul piano penale e invece ancora valide le motivazioni per il sequestro disposto perché il Muos è in un’area ambientale a inedificabilità assoluta. L’impianto, infatti, è stato costruita in una riserva naturale (la Sughereta) in sfregio a qualsiasi legge ambientale italiana ed europea.

Una bella botta per il Governo nazionale che in questi anni si è mostrato sordo sia alle denunce dei legali NO MUOS che hanno evidenziato tutte le pecche dell’iter autorizzativo, sia all’urlo degli scienziati che hanno parlato di pericolo per la salute umana derivanti dall’elettromagnetismo, sia alla netta opposizione di tantissimi siciliani che hanno dato vita in questi anni a proteste che resteranno nella storia di questa terra.

No Muos, a Niscemi batte il cuore di una Sicilia libera

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