Palermo, la mega ZTL di Orlando e Catania e il flop della SISPI e dell’AMAT

Palermo, la mega ZTL di Orlando e Catania e il flop della SISPI e dell’AMAT
31 marzo 2016

Come hanno fatto i tecnici della SISPI – la società informatica del Comune di Palermo che ‘inghiotte’ ogni anno quasi 13 milioni di Euro – a non essere riuscita ad organizzare nemmeno il rilascio informatico dei pass? Per non parlare dell’AMAT, che perde oltre 8 milioni di Euro all’anno. Vale la pena di tenere ancora in piedi questi ‘Carrozzoni’? Le precisazioni della vice presidente del Consiglio comunale di Palermo, Nadia Spallitta

Avvocato, vice presidente del Consiglio comunale di Palermo, esponente del PD, Nadia Spallitta è tra le protagoniste – assieme ai protagonisti delle associazioni Vivo civile, Bispensiero, Com. Salviamo il cuore di Palermo (e agli avvocati Alessandro Dagnino e Giovanni Scimone, come potete leggere qui) – della battaglia contro il balzello che l’attuale amministrazione comunale della città, ‘capitanata’ dal sindaco Leoluca Orlando contrabbanda come Zona a Traffico Limitato (ZTL).

In realtà – come questo blog scrive spesso – l’Amministrazione Orlando non sta provando ad avviare una ZTL, ma una sorta di tassa di circolazione in una grande area del capoluogo siciliano. Di fatto, quella che il Comune di Palermo vorrebbe introdurre si configurerebbe come la più estesa ZTL d’Europa. Opzione molto diversa delle comuni ZTL che vengono istituite per scoraggiare il passaggio delle automobili da certe aree cittadine per tutelare l’ambiente.

Mentre con la mega-ZTL voluta dal Comune di Palermo servirebbe per fare ‘cassa’ e pagare i costi della ‘mobilità’: cosa, questa, che ammettono gli stessi amministratori comunali. 

Le ZTL, per definizione, servono a ridurre l’inquinamento, non a fare ‘cassa’.

Di fatto, forse senza saperlo, Orlando e Catania hanno ‘pirandellizzato’ il concetto di ZTL, facendone, pirandellianamente, uno strumento per inquinare a pagamento… 

Questo è lo scenario. La novità è che ieri il TAR Sicilia ha bloccato tutto, in attesa del pronunciamento, da parte degli stessi giudici amministrativi, sui ricorsi contro il nuovo balzello del Comune di Palermo. Il TAR Sicilia si pronuncerà il 6 Aprile.

A bocce ferme Nadia Spallitta ha vergato un comunicato stampa nel quale ricostruisce i punti dolenti di questa tormentata storia.

“Sentendo il Sindaco che si dichiara entusiasta e soddisfatto della sospensione dei suoi provvedimenti da parte del TAR – scrive Nadia Spallitta – mi è venuta in mente la fiaba Gli abiti nuovi dell’imperatore, quando a un certo punto un bambino, con la sua voce genuina, dice ciò che tutti pensano: ‘Il re è nudo’. Pur dando merito al Sindaco di essere uno straordinario comunicatore – che ha parlato di una presunta sinergia con il TAR mentre allo stesso tempo risulta depositata un’istanza di rigetto della stessa sospensiva – dubito fortemente che in due settimane possano essere risolti gli asseriti problemi tecnici, che invero non sono stati né affrontati e né risolti in tre mesi (sono meno di 20 mila i pass emessi), e rimane inspiegabile e illogico l’atteggiamento di chiusura dell’Amministrazione, che in modo contraddittorio ammette i propri errori e le proprie mancanze, sottolineando sostanzialmente l’inadeguatezza delle società partecipate, SISPI e AMAT in primis, alle quali a partire dal 24 dicembre era stata affidata la gestione del rilascio dei pass per le Ztl, senza tuttavia proporre alcun reale correttivo”.

Quindi il ‘siluro’ sulla SISPI, la società che fa capo al Comune di Palermo che costa oltre 12 milioni e mezzo di Euro all’anno ma, a quanto pare, non sembra molto efficiente (della SISPI vi abbiamo parlato qui):

“In particolare trovo inaccettabile che la SISPI, la società che si occupa in modo esclusivo del sistema informatico comunale con un costo di circa 13 milioni di euro l’anno, non sia stata in grado di garantire il rilascio informatico dei permessi e che l’AMAT – soggetto a mio avviso illegittimamente titolare della riscossione delle tariffe – abbia causato ritardi, disagi e di fatto danni all’intera collettività con la sua oggi evidente disorganizzazione. E’ singolare che di fronte a questo stato dei fatti l’Amministrazione perseveri nelle sue posizioni oltranziste invece che avviare quel processo di partecipazione, tanto proclamato da Leoluca Orlando in campagna elettorale e che invece è stato fortemente tradito proprio in occasione di un provvedimento che coinvolge tutte le categorie”.

“Entrando nel merito dei provvedimenti – prosegue Nadia Spallitta – l’Amministrazione continua a non valutare alcune oggettive criticità dei suoi atti e confonde le ZTL con le pedonalizzazioni. In primo luogo, il Piano generale urbano del traffico non è stato ancora definito nella sua interezza e non è stato aggiornato, né adeguato al sistema del tram. In secondo luogo, allo stato attuale, nessun documento contabile prevede le entrate derivanti dalle ZTL. Per cui non è chiaro chi e come possa riscuotere queste somme. Terzo: le Zone a Traffico Limitato e le relative tariffe, infatti, hanno come obiettivo la riduzione dell’inquinamento atmosferico nelle aree in cui l’inquinamento si registra. Nel nostro caso, paradossalmente, le aree di sforamento delle emissioni nocive sono tutte esterne all’area attualmente prevista dalle ZTL (si veda centralina di Di Blasi, con 69 sforamenti annui a fronte dei 35 consentiti) e le centraline interne all’area registrano soglie di inquinamento entro i limiti previsti dalla legge”.

“Da questo punto di vista le tariffe, che per legge devono essere commisurate all’inquinamento – dice ancora la vice presidente del Consiglio comunale – non hanno nessuno fondamento normativo o scientifico. Ugualmente viziata per eccesso di potere è la disposizione che prevede l’obbligo di pagare le ZTL per il solo fatto di avere un’auto parcheggiata nell’area in questione, anche se non viene utilizzata e quindi non inquina. Da questo punto di vista, a mio avviso, le violazioni coinvolgono e limitano anche la libertà personale e di movimento”.

“Ritengo che l’Amministrazione debba rivedere totalmente le sue posizioni e le sue scelte – conclude Nadia Spallitta – garantendo altresì servizi pubblici ed evitando questo scontro improduttivo con quanti credono fortemente nel cambiamento culturale, ma che dubitano che questi metodi, illogici e inadeguati, possano realmente determinarlo”.

Se volete divertirvi ecco a voi una panoramica degli incredibili sprechi dell’AMAT. 

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