Le trivelle e il Governo Crocetta come i baroni di Carlo d’Angiò: il 30 Marzo tutti in piazza per i nuovi Vespri Siciliani!

Le trivelle e il Governo Crocetta come i baroni di Carlo d’Angiò: il 30 Marzo tutti in piazza per i nuovi Vespri Siciliani!
26 marzo 2016

Se i Siciliani, nel 1282, sono stati capaci di cacciare i francesi, perché oggi non dovrebbero cacciare il Governo Crocetta e il Governo Renzi con le sue trivelle? In un documento si riassumono le ragioni della protesta contro gli ascari che governano la Sicilia. L’adesione dell’ANCI Sicilia e di Insieme si può

 

Abbiamo più volte scritto della manifestazione spontanea in programma, a Palermo, Mercoledì 30 Marzo (come potete leggere qui). Le ragioni di questa manifestazione – che il nostro blog ha già illustrato per grandi linee – vengono approfondite da un documento molto importante, perché salda la voglia di riscatto di tanti siciliani con una sigla che è il simbolo della libertà della Sicilia: Antudo. Leggiamo e commentiamo insieme il comunicato.

“Mercoledì pomeriggio, alle ore 15.00, il popolo siciliano partirà da piazza Verdi (Piazza Massimo per i palermitani e, in generale, per i siciliani ndr) con una marcia contro il governo Crocetta e contro il modello di sviluppo che sino ad oggi ha imposto e portato avanti nella nostra terra senza prendere minimamente in considerazione la volontà dei suoi abitanti e assecondando soltanto gli interessi di Roma e del Governo italiano. Una manifestazione che è stata pensata avvertendo da una parte il forte malessere dei cittadini diffuso su tutta l’Isola e, dall’altra, l’amore per la propria terra e la voglia di riscatto”.

Chiaro il riferimento all’ascarismo della vecchia politica siciliana che, un giorno sì e l’altro pure, svende la Sicilia: basti pensare al ‘Patto scellerato’ firmato nel Giugno del 2014 dal presidente della Regione, Rosario Crocetta, con il Governo Renzi. Senza nemmeno avvertire il Parlamento siciliano, Crocetta ha rinunciato, a nome di 5 milioni Siciliani, agli effetti positivi di una sentenza della Corte Costituzionale, su questioni finanziarie, favorevole alla Sicilia.

Un accordo-capestro che ha regalato a Roma 5 miliardi di Euro, lasciando la Regione siciliana, i Comuni e le Province siciliane senza soldi. 

Per inciso, già da tempo Sala d’Ercole dovrebbe discutere una mozione che, se approvata, impegnerebbe il Governo Crocetta a chiedere a Roma di rivedere questo assurdo ‘Patto scellerato’. Si tratta di un segnale politico importante che la presidenza dell’Ars, con scuse ridicole, rinvia di settimana in settimana per non inimicarsi Roma.

Una vergogna istituzionale, politica e culturale che dà la misura della connivenza della presidenza dell’Ars con il Governo Crocetta e con il Governo Renzi sulla pelle dei siciliani. 

Per non parlare degli agrumi siciliani mandati al macero a causa delle politiche agricole dell’Unione Europea che, dagli anni ’80 del secolo passato (quando ancora si chiamava CEE), penalizza regolarmente le agricolture mediterranee.

Per non parlare del recentissimo accordo con la Tunisia, voluto e votato da PPE e PSE (e quindi anche da Forza Italia e PD, con gli eurodeputati di questi due partiti eletti in Sicilia che si dicono “contrari” a tale accordo, ma che rimangono nei rispettivi partiti: una presa in giro ai danni degli agricoltori siciliani). Un accordo – non meno scellerato del ‘Patto’ siglato da Crocetta due anni fa – che sancisce l’invasione di olio d’oliva tunisino di qualità ignora che farà crollare i prezzi dell’olio extra vergine di oliva di Puglia, Calabria e Sicilia e alimenterà le truffe organizzate dalle Regioni italiane del Centro Nord che, messe tutte assieme, producono meno del 10 per cento delle olive da olio italiane (eppure ne ‘esportano’ quantitativi enormi: indovinate come…).

Per non parlare – ancora – del pomodorino e del datterino di Pachino e Portopalo di Pachino, pagati ai produttori a 30-40 centesimi di Euro e rivenduti a 8 Euro (e talvolta a prezzi più elevati) con la connivenza di politici ascari (in questa forma di ascarismo contro i produttori di Pachino e Portopalo di pachino e in favore di cooperative di predoni e commercianti la vecchia classe politica siracusana è ‘imbattibile’: un approfondimento sulla crisi dell’agricoltura siciliana la potete leggere qui).

“Questi sentimenti, che ognuno di noi sulla base di esperienze dirette avverte – si legge ancora nel comunicato – hanno portato, prima ancora dell’indizione della manifestazione, alla creazione di una pagina facebook dal nome Antudo (che potete leggere qui) in relazione al coraggio dell’animo siciliano contro la rassegnazione. Una pagina i cui contenuti sono divenuti in pochissimo tempo virali e che ricordano da una parte il nostro ricco e prezioso bagaglio storico-artistico-culturale e, dell’altra parte, la rabbia nei confronti di chi ci governa, sempre troppo distante da noi e dalle nostre esigenze”.

“Nel novembre del 2012 il Governatore – prosegue il comunicato – ha definito la sua vittoria alle elezioni regionali come l’inizio della ‘rivoluzione’ per la Sicilia e la fine di clientele, corruzioni, complicità, blocchi di potere del passato. Oggi, dopo quasi tre anni e mezzo, risulta legittimo chiedersi cosa sia rimasto di questa fantomatica ‘rivoluzione’ e come si sia mossa la ‘nuova’ politica siciliana in questo arco di tempo. Sulla base di fatti che con mano si possono toccare, gli abitanti della Sicilia possono affermare che essa non si è dimostrata altro che la più classica prosecuzione dei precedenti sistemi di governo (Cuffaro e Lombardo) e la Regione, pur potendosi opporre alle direttive nazionali grazie al suo Statuto speciale, ha sempre accettato supinamente direttive da Roma”. 

L’attacco al Governo Crocetta prosegue: “La sua gestione del potere, oltre a non presentare alcuna novità nei volti, non ha presentato, se non in peggio, nemmeno alcuna novità nelle scelte politiche, sociali, economiche, infrastrutturali e di sviluppo e tutela ambientale. La nostra bella Isola e le sue risorse sono gestite sulla base di un modello di sviluppo economico per nulla virtuoso, caratterizzato da devastazione ambientale, militarizzazione dei territori, cattiva gestione delle risorse pubbliche. Un modello di sviluppo” che reso la Sicilia la “pattumiera dell’Italia”. Scelte che obbligano “i suoi abitanti a emigrare per cercare altrove dignità per la propria vita che qui invece viene negata costantemente”.

Quindi il passaggio sulle trivelle e sugli inceneritori di rifiuti che il Governo Renzi e il Governo Crocetta vorrebbero realizzare non per affrontare l’emergenza rifiuti, ma per fare affari: “Le trivellazioni nel Canale di Sicilia – si legge sempre nel comunicato – le infrastrutture belliche, la gestione dei rifiuti per mezzo di inceneritori sono tutte scelte esclusive del Governo che minano la salute degli abitanti e palesano un assoluto non rispetto per le ricchezze ambientali della nostra terra. In tutto ciò i conti della Regione Sicilia sono peggiorati in questi tre anni e non tutte le risorse finanziarie a disposizione sono state spese (in questo caso il riferimento è ai fondi europei che la Regione non è riuscita ad utilizzare ndr) e quando invece sono stati investiti lo si è fatto male e seguendo sempre le stesse logiche clientelari”.

Quindi il riferimento, preciso, ai 5 miliardi di Euro di fondi europei destinati all’agricoltura siciliana. Sono i 3 miliardi del FEASR e i 2,2 miliardi di Euro del PSR 2008-2013 (risorse finanziarie che sono state stanziate per la Sicilia dal 2008 al 2013 e delle quali, in buona parte, si sa poco o nulla, come potete leggere qui).

“Pensiamo, per esempio – prosegue il comunicato – alla sparizione dei cinque miliardi di fondi europei destinati all’agricoltura. Davanti a questa totale svendita dei territori e delle vite siciliani è risultata quanto mai necessaria un’opposizione. Abbiamo subito feroci tagli alla sanità, alla formazione, le nostre strade mentre le nostre scuole crollano; per mantenere un lavoro, che nella maggior parte dei casi ci fa soltanto sopravvivere, ci fanno mettere in gioco la nostra salute. Adesso è il momento di uscire fuori il coraggio e di alzare la testa, di scacciare la rassegnazione, perché il riscatto deve esserci ed è possibile”.

Non manca il riferimento alla militarizzazione della Sicilia, da Sigonella al Muos di Niscemi: “Basi militari utilizzate per la guerra sul suolo siciliano”. Problemi che vanno visti insieme alle già citate trivelle che hanno invaso il Mediterraneo, fino ai drammi che vanno in scena nella Valle del Mela, in provincia di Messina, dove inquinamento chimico e inquinamento elettromagnetico raggiungono livelli elevatissimi.

“E’ anche a partire dalle esperienze di questi comitati territoriali – si legge sempre nel comunicato – che partiamo per mettere in discussione un modello di sviluppo basato sul l’imposizione di scelte nocive per i territori imposte con la forza alle popolazioni locali”.

In questo passaggio si può leggere l’invito ai cittadini delle aree ‘malate’ della Sicilia a partecipare alla manifestazione di Mercoledì 6 Marzo: il riferimento è alla già citata Valle del Mela, ma anche ai cittadini di Milazzo (dove la solita amministrazione comunale a guida PD cerca di tenere buoni i cittadini invece di contestare una raffineria che avvelena la salute degli abitanti di Milazzo e dintorni), ai cittadini di Priolo, di Melilli, di Augusta, di Gela.

“Difendere il nostro territorio – si legge ancora nel comunicato – cacciando, con una ferma e determinata opposizione popolare, un Governo siciliano che si è sempre dimostrato asservito alle direttive provenienti da Roma e per nulla in grado di fare i nostri interessi. Noi abbiamo il diritto di decidere per le nostre vite e per i luoghi in cui siamo nati, che amiamo e che abitiamo. Sono i cittadini della Sicilia e le istituzioni locali a dover vagliare e operare le scelte per il territorio”.

“Proprio il 30 Marzo, giorno scelto per la manifestazione – conclude il comunicato – faremo sentire la nostra voce davanti i ‘Palazzi’ del potere. ll 30 marzo ricorrerà l’anniversario (era il 1282) della rivolta del Vespro: oggi, come allora, dovremo liberarci dal giogo di una politica che vorrebbe sopraffarci e sfruttarci. Sulla nostra terra decidiamo noi!”.

La manifestazione del 30 Marzo registra tante adesioni.

L’ANCI Sicilia sarà presente alla manifestazione con il suo presidente e con il suo vice presidente”, sottolinea Paolo Amenta, vice presidente dell’ANCI Sicilia (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani). Che aggiunge: “La nostra è un’adesione convinta, perché le trivelle nel nostro mare sono una rovina. Contro le trivelle abbiamo inoltrato un ricorso. E quindi la nostra presenza alla manifestazione è naturale”.

Anche Insieme si può presente alla manifestazione. “Il nostro movimento – dice Alfio Di Costa – si batte per difendere gli interessi della Sicilia e dei Siciliani. E le trivelle rischiano di distruggere il mare della Sicilia e il futuro dei Siciliani”.

Se altre associazioni e movimenti vogliono segnalare la propria adesione a questo blog possono farcelo sapere via facebook. 

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