Ars: oggi tocca a Riscossione Sicilia spa: sullo sfondo l’ipotesi Equitalia

Ars: oggi tocca a Riscossione Sicilia spa: sullo sfondo l’ipotesi  Equitalia
29 febbraio 2016

Oggi Sala d’Ercole torna a riunirsi per completare la peggiore manovra economica e finanziaria degli ultimi vent’anni. La difficile mediazione su Riscossione Sicilia spa. La Tabella H. E, ieri, l’ ‘incaprettamento’ di 24 mila forestali, la stabilizzazione dei 24 mila precari dei Comuni in barba all’articolo 97 della Costituzione, la sanatoria per un ristretto gruppo di dirigenti regionali con una norma che calpesta i pronunciamenti del CGA e della Corte dei Conti. E la solita sceneggiata sulle eterne clientele dei Consorzi di bonifica

La settimana politica e parlamentare che si apre oggi a Palazzo Reale – sede del Parlamento siciliano – dovrebbe segnare l’approvazione, magari entro oggi, della manovra economica e finanziaria 2016. Una maratona, non priva di confusione, penalizzazioni e ‘furbate’ che si dovrebbe chiudere oggi con gli ultimi due compromessi: il primo su Riscossione Sicilia spa, il secondo sulla cosiddetta Tabella H.

Lo scoglio più grosso è rappresentato da Riscossione Sicilia spa. In ballo non ci sono i soldi per la ricapitalizzazione e il rilancio della società di proprietà della Regione che nell’Isola si occupa della riscossione a ruolo dei tributi. Non è una questione di risorse finanziarie, ma di un’ormai accertata incompatibilità tra il presidente della società, l’avvocato Antonio Fiumefreddo, e i parlamentari dell’Ars. Con molta probabilità, se i rapporti tra il presidente Fiumefreddo e tanti parlamentari di Sala d’Ercole si sono deteriorati, la responsabilità è del presidente della Regione, Rosario Crocetta, che non sembra particolarmente ferrato in materia di ‘Bon ton’ istituzionale.

Nel rapporto tra Fiumefreddo e i parlamentari è mancata la mediazione politica. Che avrebbe dovuto essere assicurata dal presidente Crocetta, perché è a lui che risponde il presidente di Riscossione Sicilia spa (questa società e Sicilia E-Servizi sono tra le poche cose che il ‘vero’ governatore dell’Isola, l’assessore-commissario all’Economia, Alessandro Baccei, non ha tolto a Crocetta). Ma l’attuale governatore dell’Isola, lo ribadiamo, non ha il dono della mediazione politica: al massimo, assume impegni che poi non mantiene (come ha fatto in oltre tre anni di governo con i dipendenti della Formazione professionale e come ha fatto nei gli ultimi giorni con i dipendenti degli ormai ex Sportelli multifunzionali, presi ancora una volta in giro).

Ma con i deputati, si sa, la presa in giro non funziona. Così Fiumefreddo – che comunque di suo ha un carattere spigoloso – è stato mandato allo sbaraglio. Con i parlamentari che vogliono chiudere Riscossione Sicilia spa per fare un dispetto al presidente della società e a Crocetta. Grande ‘maturità’ politica…  

Che succederà? A nostro avviso, oggi si dovrebbe arrivare a un compromesso. Che potrebbe configurarsi con una parziale ricapitalizzazione della società: per esempio, altri sei mesi di vita a Riscossione Sicilia spa per poi cedere la gestione a Equitalia. Questa sembra la soluzione gradita ai circa 700 dipendenti della società che non si fidano della Regione (e non hanno tutti i torti, perché la Regione gestita dal centrosinistra e da Baccei sta praticamente sbaraccando lo Statuto, sta massacrando tantissimi lavoratori, risparmiando soltanto gli ‘amici’: è il caso dei dipendenti regionali con i doppi incarichi – come diremo appresso – per i quali Governo e maggioranza di centrosinistra hanno ‘confezionato’ un trattamento di favore umiliando sia i giudici del CGA, sigla che sta per Consiglio di Giustizia Amministrativa, sia i giudici della Corte dei Conti!).

I dipendenti di Riscossione Sicilia spa, dicevamo, all’incertezza di una Regione siciliana ormai quasi fallita preferiscono le incertezze, a loro parere un po’ meno incontrollate, di Equitalia.

Forse – ma la nostra è solo un’ipotesi – il futuro del servizio di riscossione dei tributi a ruolo della Sicilia sarà targato Equitalia con la mediazione degli uffici dell’assessorato all’Economia. In questo possibile scenario non sappiamo che fine farà il personale. Una parte dovrebbe essere dirottato presso gli uffici di Equitalia. Ma sui ‘numeri’ esatti, in un momento così difficile (in Sicilia la povertà cresce spaventosamente ad un ritmo che è persino superiore alle trovate demagogiche e alle bugie di Renzi: e in queste condizioni riscuotere i tributi diventa difficilissimo), non è facile azzardare previsioni.

L’altro argomento di oggi dovrebbe essere la Tabella H. Rimaneggiata, nascosta, accarezzata, disprezzata, abolita e ‘resuscitata’, oggi la ‘lista della spesa’ per associazioni, fondazioni e quant’altro dovrebbe essere riesumata. Magari tornando al collegamento con le leggi istitutive. Dovrebbero materializzarsi 22-24 milioni di Euro da dividere tra enti e associazioni culturali e sociali: teatri, associazioni musicali, non vedenti eccetera. Oggi dovrebbe arrivare anche il via libera all’allegato 1, ovvero i contributi agli enti regionali.

CAMPAGNE ACQUISTI – Non resta che ‘pennellare’ quello che è avvenuto ieri a Sala d’Ercole. Il centrosinistra si conferma uno schieramento politico sbrindellato, privo di coesione politica e programmatica, tenuto insieme dall’istinto di sopravvivenza. Il PD e gli altri partiti che appoggiano il governo – che in buona parte sono il frutto di scelte personali dei deputati che hanno cambiato casacca quattro o cinque volte, tra ‘premi & campagne acquisti’ – sanno di avere distrutto una Regione. Sono perfettamente coscienti di aver accresciuto spaventosamente il numero dei disoccupati. Sanno, ad esempio (ne parleremo più tardi in un articolo a parte), di avere letteralmente massacrato gli agricoltori siciliani: ormai è acclarato che una parte delle risorse finanziarie del PSR 2007-2013 è finita in settori che nulla hanno a che vedere con l’agricoltura e, perché non dirlo?, anche nelle tasche di politici e burocrati e di parenti & amici di burocrati. Così i deputati di centrosinistra cercano di raccattare voti con le clientele.

LE MANCE AGLI AGRICOLTORI – Incredibile quello che è successo nei giorni scorsi con le ‘mance’ elargite ad agricoltori la cui aziende sarebbero state colpite dal maltempo. Invece di fare chiarezza sui 5 miliardi di Euro di risorse del già citato PSR 2007-2013 e del Fears, Sala d’Ercole ha discusso su come spartire soldi a ‘babbo morto’ a un ristretto numero di agricoltori- elettori… Della serie: i fondi europei destinati a voi ce li siamo ‘mangiati’ noi, in cambio tenetevi ‘ste ‘mance’ e ricordatevi di noi… Scene pietose!

INCAPRETTATI 24 MILA FORESTALI – Pollice verso, invece, per i 24 mila forestali. Nati agli inizi degli anni ’80 del secolo passato, negli anni della riconversione industriale – Cassa integrazione al Centro Nord (per foraggiare un’industria automobilistica fallimentare) e forestali al Sud – adesso, al governo Renzi, i forestali del Sud non vanno più bene. Così l’assessore Baccei, lunga mano di Renzi in Sicilia, l’ha avuta vinta (come raccontiamo in questo articolo). I circa 24 mila forestali della Sicilia escono malconci, con il turn over bloccato e con una improbabile promessa di ‘aggiustare’ tutto dell’assessore Antonello Cracolici: campa cavallo!

Ma se i forestali andavano – e sono stati – massacrati, gli ‘amici’ che lavorano nei gabinetti della presidenza della Regione e degli assessorati, titolari di doppi incarichi, sono stati salvati con una bella sanatoria. Con un emendamento del governo approvato dall’Ars, infatti, è stata fornita la solita “iterpretazione autentica” di un parere espresso dal CGA nel 2014. Insomma – questa la decisione adottata dalla maggioranza del Parlamento siciliano – i giudici del CGA si sarebbero confusi. Il parere del Consiglio di Giustizia Amministrativa, che l’Ars Ha re-interpretato a proprio uso e consumo, interviene su una norma della legge Finanziaria del 2012 che sancisce a chiare lettere la gratuità degli incarichi di amministratore o componente di consigli di amministrazione svolti dai dirigenti regionali presso enti legati alla Regione o finanziati dalla stessa Regione.

Una norma che non è mai piaciuta al personale regionale a quanto pare molto ‘raccomandato’ e legato al potere. Così Governo e Ars hanno stabilito che tale norma va riferita solo alle cariche elettive (sindaci, consiglieri, deputati) e non al personale della Regione. Uno schiaffo che i deputati di Sala d’Ercole hanno assestato ai giudici amministrativi che, invece, nel già citato parere del 2014, hanno stabilito che tali norme non riguardano soltanto gli eletti.

Che una simile ‘bacarata’ possa essere stata partorita da un governo di ‘sfascellitti’ come quello di Crocetta, beh, è anche ammissibile. Ma che una norma del genere possa essere approdata all’Ars, avallata dalla presidenza del Parlamento siciliano, discussa e approvata è veramente incredibile!

Con l’approvazione di questa norma i doppi incarichi potranno, anzi continueranno ad essere retribuiti. Eh già, perché sulla scorta del parere del CGA e di una presa di posizione della Corte dei Conti, il Ragioniere generale della Regione, Salvatore Sammartano, aveva disposto non solo lo stop alle doppie indennità, ma anche il recupero delle somme già erogate da Aran, Camere di Commercio, Irsap, Ciapi, l’Istituto Vite e dell’Olio, Istituto per l’incremento ippico, Esa, Parchi naturali, teatri e, in generale, i soggetti contenuti nell’Allegato 1 della Finanziaria. Clientelismo a pioggia in barba, lo ribadiamo, al CGA e alla Corte dei Conti: semplicemente incredibile!

DIRIGENTI REGIONALI: ADDIO AL MILIONE DI EURO! – Niente da fare, invece, per il milione di Euro tolto a tutti i dirigenti regionali, grazie a un emendamento dei grillini. Soldi dirottati nei lavori dei porti degli arcipelaghi siciliani. Una storia che darà vita a contenziosi, perché alcune di queste somme tolte alla dirigenza sono previste da contratto.

NIENTE NORMA PER GLI EX SPORTELLISTI – E’ andata male anche ai mille e 700 dipendenti degli ex Sportelli multifunzionali. Per loro era prevista l’approvazione di un emendamento per provare a reinserirli. Ma, a quanto si è capito, non rappresentano una forza elettorale per le forze politiche che oggi comandano nella politica siciliana. Solidarietà agli ex sportellisti è stata espressa da Marco Falcone e da Vincenzo Figuccia, rispettivamente capogruppo e vice di Forza Italia. “Era stata presentata una norma condivisa – continuano i due parlamentari – per riavviare a un percorso lavorativo uno dei bacini di lavoratori più bistrattati dal governo regionale, ma, purtroppo, la maggioranza ha ritenuto di rinviare l’argomento a un disegno di legge di settore”. “Prendiamo, ancora una volta, atto – hanno concluso Falcone e Figuccia – che, malgrado le rassicurazioni, non vi e’ poi la concreta volontà di affrontare e risolvere le questioni più delicate, determinando non solo la penalizzazione di una categoria di lavoratori, ma privando o, comunque, riducendo di fatto alla Sicilia un servizio essenziale, quale il sostegno alle politiche attive e passive del lavoro”.

Solidarietà agli sportellisti è stata espressa anche dal parlamentare Salvatore ‘Totò’ Lentini.

Amaro il commento di Adriana Vitale, una ex sportellista che, da giorni, protesta con lo sciopero della fame: “Abbiamo offerto su un piatto d’argento una norma che aveva il sapore di qualcosa di buono e di pulito, che avrebbe risolto il pane quotidiano a migliaia di famiglie e dato lustro alla Sicilia in termini di servizi e ci hanno sputato sopra per asservire lobby di potere. Una sola parola: vergogna!”.

PRECARI DEI COMUNI: STABILIZZATI IN BARBA ALLA COSTITUZIONE! – Ieri si è consumata l’ennesima ingiustizia contro i giovani della Sicilia che hanno fatto bene il Liceo e l’Università. Per loro non ci saranno concorsi nella pubblica amministrazione in generale e nei Comuni in particolare: l’Ars, infatti, ha stabilito per legge che i precari – che solo nei Comuni sono 24 mila – debbono essere stabilizzati. Il loro voto – e quello dei loro familiari – è troppo importante. Così i parlamentari di centrosinistra hanno ancora una volta piegato l’autonomia legislativa della Sicilia a una legge vergognosa, che torna a calpestare l’articolo 97 della Costituzione, con la serena e solare convinzione che il governo Renzi non impugnerà una norma palesemente incostituzionale. Vergogne su vergogne.

Per rafforzare una scelta di prepotenza e di sopraffazione ( di suvicchiaria, si usa dire in Sicilia) l’Aula ha messo il classico ferro dietro la porta: i Comuni che non stabilizzeranno i precari non riceveranno i soldi dalla Regione.

Resta la domanda: come verranno pagati i precari stabilizzati calpestando la Costituzione italiana? Semplice: saranno i Comuni a inventare nuove tasse ai carico dei cittadini, come sta facendo il sindaco Leoluca Orlando a Palermo, che ha inventato la più grande ZTL (Zona a Traffico Limitato) d’Europa per ‘spennare’ cittadini e commercianti. Con l’obiettivo di mantenere le società collegate del Comune di Palermo dove sono stati piazzati i precari: società che, in molti casi, sono veri e propri ‘carrozzoni mangiasoldi’ che, tra incarichi conferiti a ditte esterne, consulenti e quant’altro debbono assicurare le clientele e il consenso al centrosinistra. Altre vergogne.  

Con i precari l’Ars ha largheggiato: dovranno essere stabilizzati anche quelli dei Comuni in dissesto. Tanto a pagare saranno sempre gli ignari cittadini con nuove tasse comunali. Tanto ci penserà la Tv a raccontare agl’italiani che il governo Renzi abbasserà le tasse mentre i Comuni finiranno di ‘spellare’ i cittadini…

LE ETERNE CLIENTELE DEI CONSORZI DI BONIFICA – In Consorzi di bonifica, infine. Uno scandalo che va avanti da decenni. Le uniche cose serie, su tale argomento, le ha dette qualche giorno fa in Aula il parlamentare Nello Musumeci. I Consorzi di bonifica sono stati creati negli anni ’30 del secolo passato dal regime fascista (legge Serpieri del 1936 sulla bonifica integrale) quando in Italia c’erano ancora paludi da bonificare. Oggi le paludi da bonificare non ci sono più (le ultime paludi siciliane sono a Vendicari, una splendida riserva naturale del Siracusano). ‘Sti Consorzi di bonifica dovrebbero occuparsi solo di irrigazione.

In realtà, l’irrigazione potrebbe essere assicurata dagli stessi agricoltori consorziandosi, con un risparmio, per la pubblica amministrazione regionale, del 90 per cento dei costi!

Invece si tengono ancora in piedi queste strutture fuori dalla storia: 11 Consorzi di bonifica nel 1995; 2 commissari nel 2014 e una caterva di gente assunta, senza arte né parte, che riscalda solo le sedie. Altre vergogne! Così va in scena un paradosso: le tariffe che vengono commisurate non in ragione del costo effettivo dell’acqua, ma in base ai costi delle clientele che bisogna pagare là dove la Regione riduce i contributi agli stessi Consorzi di bonifica. Perché se i soldi per foraggiare queste clientele non li ‘caccia’ la Regione, a pagare debbono essere gli agricoltori.

Per dirla tutta, un’agricoltura siciliana boccheggiante, che subisce la concorrenza sleale di pessimi prodotti che arrivano da chissà dove (anche prodotti agricoli trattati con pesticidi dannosi per la salute umana), un’agricoltura che subisce i diktat dei commercianti, un’agricoltura umiliata da una politica di ladri che fa sparire anche i fondi europei destinati a questo settore, insomma, un’agricoltura siciliana in profonda crisi deve ‘esistere’ per assicurare lo stipendio ai dipendenti (e soprattutto ai dirigenti) dei Consorzi di bonifica.

Il tutto in un quadro di illegalità, denunciata iato ieri in Aula dal presidente della commissione Bilancio e Finanze, Vincenzo Vinciullo: “Da mesi chiediamo i rendiconti ai Consorzi di Bonifica, ma non abbiamo visto nulla”.

L’assessore all’Agricoltura, Antonello Cracolici, ha detto che da otto anni nei Consorzi di bonifica non ci sono collegi di revisori. Cosa che sembra grave, ma che in Sicilia grave non è: al Comune di Palermo, ad esempio, il collegio dei revisori c’è, denuncia fatti gravi, ma gli amministratori comunali se ne fanno un baffo: idem in tante altre società pubbliche dove i revisori denunciano malversazioni di tutti i tipi e non succede nulla.

L’assessore Baccei, da buon renziano, dice che bisogna spremere gli agricoltori siciliani che non pagano l’acqua. E bla bla bla.

Oggi Sala d’Ercole torna a riunirsi. Un altro giorno di operetta oscena…

Foto tratta da lagazzettaennese.it    

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