Sangiorgi: la politica ha decretato il dissesto finanziario ‘legalizzato’ per le ex Province

Sangiorgi: la politica ha decretato il dissesto finanziario ‘legalizzato’ per le ex Province
7 febbraio 2019

Duro il giudizio di Giuseppe Salvatore Sangiorgi, presidente del Comitato nazionale pro-Province. Che sottolinea la mancanza di trasferimenti da parte di Stato e Regione e i pignoramenti

Sulle ex Province siciliane scriviamo spesso per segnalare la follia di una politica che, con questi enti intermedi, ne ha combinate di tutti i colori. E ci riferiamo alla politica nazionale e regionale.

La politica nazionale ha varato una legge sbagliata, che porta il nome dell’ex Ministro, Graziano Delrio: una legge che ha creato problemi in tutta l’Italia e che in Sicilia… In Sicilia, grazie a una legge ottusa approvata dal Parlamento dell’Isola, tutte le ex Province sono in grandissima crisi.

Già, le ex Province. Perché il Governo siciliano di centrosinistra, nella passata legislatura, gli ha cambiato i nomi: e da allora lo Stato ha preso la scusa “che non sono più Province”, gli ha tagliato i fondi nazionali.

Sulle ex Province siciliane interviene Giuseppe Salvatore Sangiorgi, presidente del Comitato nazionale pro-Province

“E’ veramente singolare e incommentabile il comportamento adottato dalle
classi dirigenti nazionali e regionali di maggioranza ed opposizione che, a
vario titolo, negli ultimi dieci anni, si sono occupate di riforma delle Province. Contrariamente a quanto è accaduto in Italia, dove una riforma – criticabile da tutti i punti di vista – ha messo ordine sui i criteri di elezione dei rappresentanti istituzionali, di assegnazione e trasferimenti di risorse/competenze ad altri enti” mentre “in Sicilia, al netto dei proclami, siamo all’anno zero”.

“Purtroppo – prosegue Sangiorni – dobbiamo constatare con rammarico che l’atteggiamento discriminatorio, nei confronti delle tre Città Metropolitane (di Palermo, Catania e Messina ndr) e dei sei Liberi Consorzi (così si chiamano adesso le ex Province di Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Enna, Siracusa e Ragusa) e, per conseguenza, dei loro dipendenti, continua ininterrottamente. E’ incomprensibile come la politica possa rimanere insensibile e non intervenga davanti agli enti sovracomunali siciliani, che si trovano in condizione di dissesto finanziario ‘legalizzato’, stretti in una morsa tra la mancanza di trasferimenti e pignoramenti, con l’aggravante di assolvere con meno risorse alle competenze di sempre, e con un personale demotivato e che negli anni si è notevolmente ridimensionato”.

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