10
Gen
2018
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Applicazione dello Statuto 1/Presidente Musumeci si ricorda dell’Alta Corte?

Ieri il governatore ha detto che si impegnerà per l’attuazione dello Statuto. Ma finora ha fatto riferimento solo a qualche previsione finanziaria mortificata dagli accordi con Roma firmati da Crocetta. Non basta se vorrà veramente ridare alla Sicilia dignità e libertà…. Ecco allora una serie di istruzioni per l’uso…

Illustrando all’Ars le linee programmatiche del suo governo, il Presidente della Regione, Nello Musumeci, ieri, ha dichiarato:”Con lo Stato vogliamo una collaborazione leale senza sciocco rivendicazionismo ma anche senza atteggiamento remissivo. Quella che chiediamo è la piena attuazione dello Statuto” (qui l’articolo). 

Abbiamo fatto notare che un’affermazione del genere – per quanto lodevole- contrasta con l’atteggiamento tenuto dal suo assessore, Marco Falcone, che pur avendo partecipato alla riunione del Consiglio dei Ministri che ha approvato un decreto legislativo di attuazione dello Statuto in materia di IVA ( alias lo Stato fagocita gran parte di questa imposta che per Statuto spetta ai siciliani) non ha avuto nulla da ridire.

Non solo. Finora i riferimenti di Musumeci allo Statuto hanno riguardato solo alcune previsioni finanziarie. Non può sfuggire che se davvero si vuole ridare dignità all’Autonomia siciliana, l’impegno deve essere rivolto all’applicazione dello Statuto in tutte le sue parti.

Cominciamo, dunque, col fornire un po’ di materiale al Presidente Musumeci, attingendo da quello che sarebbe stato il programma di governo di Franco Busalacchi (editore di questo blog).

Ci permettiamo anche di ricordargli che il Presidente Piersanti Mattarella, da lui citato nel discorso di ieri all’Ars, non ebbe mai alcun timore di affermare che dell’Autonomia sarebbe sempre stato un geloso custode. Concetto ribadito anche davanti all’allora Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, come potete leggere e ascoltare qui.

Lei, Presidente Musumeci, avrà questa determinazione o ai tavoli romani  si riscoprirà ‘timido’ come l’assessore Falcone?

 Applicazione dello Statuto- parte prima

Rapporti con lo Stato

di Franco Busalacchi

Le garanzie e la giurisdizione costituzionali.
L’art. 24 dello Statuto previde l’istituzione di un’Alta Corte che aveva il compito di “giudicare sulla costituzionalità delle leggi emanate dall’assemblea regionale e delle leggi e dei regolamenti emanati dello Stato rispetto allo Statuto ed ai fini dell’efficacia dei medesimi entro la Regione”.
Era un organismo paritario fatto di giudici indicati rispettivamente dalle Camere e dall’Assemblea Regionale.
Einaudi,che ne comprese pienamente la potenza equalizzante tra Stato e Regione, la avversò fieramente e non ebbe pace finché l’Alta Corte non fu assorbita dalla neonata Corte costituzionale. La ferita allo spirito e alla lettera dello Statuto fu gravissima. Nella composizione della Corte infatti non si tenne affatto conto che venivano a mancare i 4 giudici di nomina dell’Assemblea, cosa che ha spostato gli equilibri costituzionali tra Stato e Regioni voluti dalla Statuto .
Questa scelta revisionista e conservativa da parte dello Stato non è stata senza conseguenze, alcune delle quali si traducono in sentenze suicide della Corte costituzionale che trasudano ragioni di stato.
Io mi batterò perché l’equilibrio delle garanzie costituzionali proprie della Sicilia venga ripristinato. Infatti la prima seduta utile dell’Assemblea regionale dopo l’insediamento sarà dedicata alla elezione dei quattro giudici dell’Alta Corte.

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