10
Nov
2017
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Con Nello Musumeci arriva la ‘restaurazione’ di Berlusconi, Raffaele Lombardo e Gianfranco Miccichè

Tre mesi fa abbiamo ipotizzato che con la candidatura di Nello Musumeci si sarebbe andati dritti dritti alla “restaurazione” del vecchio ceto politico siciliano in salsa berlusconiana e lombardiana. Oggi i fatti ci danno ragione. Oltre ai voti degli “impresentabili”, a sostegno di Musumeci ci sono anche i voti lombardiani, insieme con i ‘dioscuri’ del Governo Lombardo, Gaetano Armao e Massimo Russo…

In queste ore ci si interroga sul ritorno di Massimo Russo, già assessore alla Sanità negli anni del Governo regionale di Raffaele Lombardo, quando la Sicilia era retta dal quadrumvirato composto dal citato Lombardo, da Gianfranco Miccichè, da Giuseppe Lumia e da Antonello Cracolici. Ovviamente, il neo presidente della Regione, Nello Musumeci, sta provando a far passare come una propria scelta l’indicazione di Massimo Russo alla Segreteria generale di Palazzo d’Orleans, sede della Presidenza della Regione siciliana.

Ma le cose stanno veramente così? In questi casi bisogna mettere da parte le interpretazioni e lasciare parlare i fatti oggettivi: i fatti che sono sotto gli occhi di tutti.

I fatti ci dicono almeno quattro cose.

Primo: che Musumeci e la sua coalizione, per battere il Movimento 5 Stelle, hanno avuto bisogno dei voti dei cosiddetti “impresentabili” che qualcuno ha quantificato in circa 90 mila voti.

C’è chi ha fatto notare che la differenza tra Musumeci e il candidato dei grillini, Giancarlo Cancelleri, è di oltre 100 mila voti. E che Musumeci avrebbe vinto lo stesso. Non è così. Perché i 90 mila voti sono quelli degli “impresentabili” eletti. Ai quali vanno sommati i voti degli “impresentabili” non eletti e i voti degli “impresentabili” che, pur non avendo partecipato direttamente alle elezioni, hanno appoggiato Musumeci dall’esterno, magari sostenendo alcuni candidati.

Secondo: tra gli “impresentabili” che hanno appoggiato Musumeci dall’esterno ce n’è uno, in particolare, che fino ad oggi, è stato un po’ ignorato: il già citato ex presidente della Regione, Raffaele Lombardo, l’uomo che ha sfasciato quasi del tutto la Regione siciliana, opera poi completata non dal suo successore, Rosario Crocetta, ma da Renzi, attraverso l’assessore Alessandro Baccei.

Il nome dell’ex presidente della Regione è ricomparso in queste ore, quando si è capito che i ‘Diouscuri’ del suo Governo – Gaetano Armao e Massimo Russo – saranno anche i ‘Discuri’ del Governo Musumeci.

Per dirla in breve, con Nello Musumeci a Palazzo d’Orleans si completa la “restaurazione” del vecchio ceto politico siciliano che, tra “impresentabili”, artifizi e raggiri elettorali, è riuscito a frenare l’avanzata dei grillini.

Terzo: con l’attuale operazione politica tornano in auge alcuni dei soggetti in salsa berlusconiana che hanno calcato la scene politiche siciliane dal 1994 al 2012 all’ombra dello stesso Berlusconi e di Marcello Dell’Utri.

Quarto: sarà Miccichè, con molta probabilità, a garantire ‘pezzi’ del PD che hanno governato con lui e Lombardo dal 2008 al 2012. Morale: con Musumeci il Partito Democratico siciliano non è fuori dal Governo dell’Isola, ma sotto traccia. Questo si chiama consociativismo della peggiore specie.

Ricordiamo che il 31 agosto scorso abbiamo scritto un articolo che è stato letto da migliaia e miglia di lettori e che è stato anche criticato, soprattutto dagli esponenti del centrodestra, che sostenevano di non riconoscersi in tale analisi. Il titolo dell’articolo è il seguente:

“La ‘restaurazione’: con Musumeci e Armao tornano in pista Miccichè, Cuffaro e Lombardo” (QUI POTETE LEGGERE L’ARTICOLO).

A proposito di un incontro che era avvenuto il giorno prima scrivevamo:

“Ieri sera a Palermo si sarebbe consumato una sorta di ‘Congresso di Vienna’ del centrodestra siciliano per dare il via alla ‘Restaurazione’ della vecchia politica. In pista ci sono tutti: gli ex presidenti della Regione, Raffaele Lombardo e Totò Cuffaro, poi Gianfranco Miccichè, Alessandro Pagano, Fabio Granata, Carmelo Briguglio, Ignazio La Russa. “A volte ritornano” si dice. Sì, con Musumeci e Armao sono tornati proprio tutti. Manca solo la ‘benedizione’ del grande sconfitto: Berlusconi…”.

In quel momento mancava solo il placet dell’ex Cavaliere, che sarebbe arrivato qualche settimana dopo: esattamente dopo che Berlusconi – che, lo ricordiamo, avrebbe voluto Armao come presidente della Regione – ha accettato la candidatura di Musumeci alla guida della Sicilia. A patto che…

Il ‘patto faustiano’ – E’ in quei giorni che è stato deciso il ruolo ‘faustiano’ che gli “impresentabili” avrebbero esercitato alle elezioni. Ed è sempre in quei giorni che l’ex presidente Lombardo ha convocato a Enna una riunione di ‘reduci’ del suo Governo. In quei giorni qualcuno ironizzava:

“Lombardo? Ancora lui? Ma dove deve andare?”.

Quello che leggerete appresso dimostra che chi ha ironizzato sul ruolo dell’ex presidente della Regione ha fatto male i propri conti. Perché Lombardo, nonostante i guai giudiziari, è ancora in grado di gestire il potere. Chi lo vedeva a Grammichele tra cavalli e galline si è sbagliato.

Ecco a voi alcuni personaggi – eletti nella nuova Assemblea regionale siciliana – che, a vario titolo, sono più o meno riconducibili all’ex presidente della Regione, Raffaele Lombardo.

Marianna Caronia, eletta nella nuova Assemblea regionale siciliana nel collegio di Palermo, già esponente del Movimento per l’Autonomia di Lombardo.

Giuseppe ‘Pino’ Federico, primo dei non eletti nel collegio di Caltanissetta, già esponente del Movimento per l’Autonomia di Lombardo.

Stefano Pellegrino, eletto nel collegio di Trapani, candidato nella lista del Movimento per l’Autonomia di Lombardo alle elezioni regionali del 2008.

Riccardo Savona, eletto nel collegio di Palermo, ‘folgorato’ dal Governo Lombardo 2008-2012.

Alessandro Aricò, rieletto nel collegio di Palermo, già assessore del Governo di Raffaele Lombardo e candidato sindaco di Palermo alle elezioni comunali del 2012.

Roberto Di Mauro, rieletto nel collegio di Agrigento, già assessore del Governo Lombardo.

Pippo Gennuso, eletto nel collegio di Siracusa, altro lombardiano.

Carmelo Pullara, eletto nel collegio di Agrigento, già direttore generale dell’Azienda ospedaliera ‘Civico’ di Palermo, altro lombardiano.

Vincenzo Figuccia, rieletto nel collegio di Palermo, anche lui ha un passato nel Movimento per l’Autonomia di Lombardo.

Eleonora Lo Curto, rieletta, già esponente del Movimento per l’Autonomia di Lombardo.

Cateno De Luca, rieletto, già esponente del Movimento per l’Autonomia di Lombardo.

Carmelo Nicotra, rieletto, già esponente del Movimento per l’Autonomia di Lombardo.

Toni Rizzotto, rieletto, già esponente del Movimento per l’Autonomia di Lombardo.

Nicola D’Agostino, rieletto, già esponente del Movimento per l’Autonomia di Lombardo.

Giuseppe Compagnone, eletto, ex senatore del Movimento per l’Autonomia di Lombardo.

Edy Tamajo, già esponente di Grande Sud, il movimento di Gianfranco Miccichè riconducibile all’esperienza di Raffaele Lombardo.

Bernardette Grasso, già esponente di Grande Sud, il movimento di Gianfranco Miccichè riconducibile all’esperienza di Raffaele Lombardo.

A questi vanno aggiunti i nomi dei già citato Gaetano Armao e di Massimo Russo, come già accennato già assessori del Governo Lombardo, due lombardiani che il neo presidente Musumeci si accinge a ‘valorizzare’ nel segno della continuità.

Tra i sostenitori di Musumeci – anche lui eletto nella nuova Assemblea regionale siciliana – c’è Riccardo Gallo Afflitto, molto vicino a Marcello Dell’Utri, che negli anni del Governo Lombardo era considerato ‘l’ufficiale di collegamento’ tra Berlusconi e Lombardo.

Tra i ‘registi’ dell’attuale operazione politica c’è anche Giuseppe Catania, ex parlamentare regionale, anche lui, come Riccardo Gallo Afflitto, vicino a Marcello Dell’Utri.

Chiudiamo con Gianfranco Miccichè – altro ex braccio destro di Marcello Dell’Utri – che, per ‘ordini superiori’, in un modo o nell’altro, dovrà essere rieletto presidente del Parlamento siciliano: rieletto, visto che tale ruolo lo ha già ricoperto nella legislatura 2006-2008.

Prima domanda a Musumeci: è o non è, la sua esperienza, la restaurazione della vecchia politica siciliana?

Seconda domanda, rivolta sempre a Musumeci: anche i nomi di questi personaggi li ha ‘scoperti’ leggendo i giornali?

   

Aggiornamento ore 11 e 45, dichiarazione del presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci (tratto da Blog Sicilia):

“Leggo, con qualche stupore, i resoconti di stampa sul toto-nomine per la giunta di governo e i ruoli della burocrazia regionale. È uno sport che non mi appassiona perché alimenta la convinzione che nulla sia cambiato”.
Il Presidente della Regione siciliana Nello Musumeci interviene sulle indiscrezioni riportate, in mniera variegata, oggi da vari giornali e le stoppa con una ‘mezza’ smentita.

“Poiché non è così, desidero informare i colleghi della stampa – dice – che il nostro metodo di lavoro sarà improntato ad una effettiva discontinuità, nei comportamenti e nei toni, con il recente passato”.

Il presidente si mostra tanto fermo quanto rispettoso dei ruoli della coalizione.

“Incontrerò le forze politiche della maggioranza e raccoglierò ogni indicazione nel rispetto del ruolo di ciascuno – conclude – quindi, adotterò le decisioni che riterrò più giuste e, finalmente, inizieremo a lavorare”.

 

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