In Sicilia tamponi per chi arriva dall’universo mondo. Quanto ci metteranno a capire che non servono a nulla?

21 luglio 2021
  • Il tampone è in tanti casi inutile. Un soggetto più risultare negativo per poi diventare positivo due o tre giorni dopo.  
  • Non solo i tamponi lasciano spesso il tempo che trovano, ma facciamo finta di non sapere che abbiamo alterato il corso naturale di un virus che, proprio per questo, potrebbe diventare sempre più aggressivo 
  • E allora? L’unico modo per contenere una pandemia è il blocco radicale della ibera circolazione delle persone e, in parte, delle merci. Il reso sono solo chiacchiere

Il tampone è in tanti casi inutile. Un soggetto più risultare negativo per poi diventare positivo due o tre giorni dopo.  

Ammuttari fumu ca stanga e cogghiri acqua cu ‘u panaru. Queste due espressioni della lingua siciliana si usano per indicare chi gira a vuoto, chi fa qualcosa senza riuscire ad ottenere i risultati sperati. E’ il caso di un annuncio diramato dall’attale Governo regionale siciliano: “Tampone obbligatorio anche per chi arriva in Sicilia da Francia, Grecia e Paesi Bassi o per chi vi ha soggiornato nei 14 giorni precedenti. Lo prevede l’ordinanza appena firmata dal presidente della Regione Nello Musumeci. Le stesse misure di prevenzione anti Covid sono già previste per chi proviene da Spagna, Portogallo e Malta, oltre che da alcuni Paesi extraeuropei, come disposto dal ministero della Salute”. Questa misura di prevenzione lascia il tempo che trova. E’ ormai noto che una persona più risultare negativa al tampone e poi risultare positiva due giorni dopo. Al massimo avrebbe senso la quarantena: quaranta giorni bloccati in luoghi isolati (quaranta giorni e non due settimane!). E’ quello che si fa in Australia e in Nuova Zelanda. Ma, pur con tutte le precauzioni, in questi due Paesi – dove il Covid si combatte con la chiusura radicale delle frontiere – hanno dovuto prendere atto che, quando chiudono tutto in modo radicale, in un mese la presenza del virus si azzera; ma quando riaprono, nonostante le quarantene, si formano comunque i focolai.

Non solo i tamponi lasciano spesso il tempo che trovano, ma facciamo finta di non sapere che abbiamo alterato il corso naturale di un virus che, proprio per questo, potrebbe diventare sempre più aggressivo 

Ricordiamo questo per sottolineare che i provvedimenti adottati in Sicilia, in Italia e in quasi tutta l’Europa per contenere il virus sono fallimentari. L’Unione europea vive sull’export e sulla libera circolazione delle persone. Ma, che piaccia o no, per evitare la diffusione di una pandemia la prima cosa da fare è bloccare la libera circolazione delle persone: i controlli e i tamponi non servono a poco e anche le quarantene non risolvono il problema. Tra l’altro – cosa che si dimentica spesso – l’uomo ha profondamente alterato l’andamento naturale di questo virus (peraltro mai isolato). La Spagnola cominciò a non ‘mordere’ più alla fine del terzo anno di pandemia: ma allora il corso naturale di quel virus non era stato alterato. Noi abbiamo alterato il corso naturale dell’attuale virus, per esempio con l’attuale vaccinazione di massa in piena pandemia: cosa, questa, che moltiplica la produzione di varianti. A questo si aggiunge la malattia di Marek dagli esiti imprevedibili.

E allora? L’unico modo per contenere una pandemia è il blocco radicale della ibera circolazione delle persone e, in parte, delle merci. Il reso sono solo chiacchiere

E allora? Noi lo ripetiamo da un anno e mezzo: l’unico rimedio serio per contenere la pandemia è il blocco della libera circolazione delle persone e, in parte, anche delle merci. Il mondo – ad eccezione di alcuni Paesi – ha optato per una strana vaccinazione sperimentale i cui affetti, nel breve e nel lungo periodo, non si conoscono. Per ora sono due i Paesi che possono dire di aver completato la vaccinazione di massa: Israele e il Regno Unito. In questi due Paesi solo chi non può ricevere il vaccino (di solito per problemi legati a particolari patologie) non è stato vaccinato. Di Israele non si sa nulla. O meglio, si sa che i contagi sono in crescita, ma non si sa chi sarebbero i contagiati. Il Regno Unito ha puntato tutto sulla vaccinazione di massa, perché sono convinti che ci saranno sì tantissimi positivi, ma i vaccini dovrebbero contenere la malattia. E’ questo il motivo per il quale hanno riaperto tutte le attività. Sarà così? Si vedrà in Autunno. Chi ha un po’ di memoria, però, ricorderà che gli inglesi, nei primi mesi della pandemia, hanno commesso un errore: hanno puntato sull’immunità di gregge perché pensavano che il SARS-COV-2 provocava solo un’influenza un po’ più sostenuta: invece è successo un casino…

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