Quanti candidati presidenti ci saranno alle elezioni siciliane del 2022? Quatto, cinque, sei, sette…/ MATTINALE 505

17 giugno 2021
  • Solo la provincia di Messina esprimerà due candidati: Cateno De Luca e Lucia Pinsone 
  • Comunque andranno le cose, il presidente uscente, Nello Musumeci, si ricandiderà 
  • Nel centrosinistra alla fine tutti dovrebbero convergere su Claudio Fava
  • Il possibile ritorno della nuova DC di Totò Cuffaro
  • Il candidato unico del mondo mondo autonomista, meridionalista, sicilianista e indipendentista

Solo la provincia di Messina esprimerà due candidati: Cateno De Luca e Lucia Pinsone 

Quanti candidati alla presidenza della regione siciliana ci saranno il prossimo anno? noi ne abbiamo contati quattro o cinque, ma potrebbero essere anche di più. Il primo ad annunciare la propria candidatura è stato l’attuale sindaco di Messina, Cateno De Luca. Il personaggio non è da prendere sottogamba. De Luca ha già ricoperto più volte la carica di parlamentare regionale, peraltro con una grande esperienza in materia di Bilancio regionale. A nostro modesto avviso la sua candidatura è certa. Una seconda candidatura he arriva sempre da Messina è quella di Lucia Pinsone, leader del movimento Vox Populi. Non sappiamo se la sua una mossa politica per smuovere le acque o una vera candidatura. Fatto sta che, in un comunicato, Lucia Pinsone ha già anticipato quello che dovrebbe essere il suo programma politico: la vita quotidiana dei disabili, l’alleggerimento della burocrazia e l’utilizzo serio dello Statuto della Regione siciliana.

Comunque andranno le cose, il presidente uscente, Nello Musumeci, si ricandiderà

Della partita, comunque andranno le cose, sarà il presidente uscente, Nello Musumeci. Anche se il centrodestra siciliano non sembra molto unito – almeno in questo momento è così – la sua ricandidatura sembra scontata. A maggior ragione se i candidati saranno quattro, cinque o forse più. La legge elettorale per le elezioni siciliane – una legge folle e sbagliata partorita nel 2001 – non prevede ballottaggio: vincerà chi penderà più voti. Piaccia o no, Musumeci parte con il vantaggio di essere il presidente uscente e questo vantaggio lo farà valere. Sarà in ogni caso candidato, anche se il centrodestra dovrebbe essere spaccato. E, sul fronte del centrodestra, c’è l’incognita del gruppo che fa capo all’alleanza tra Lega e gli Autonomisti di Roberto Di Mauro (e Raffaele Lombardo), a cui si potrebbe aggiungere Fratelli d’Italia. Per carità: magari alla fine tutto il centrodestra si presenterà unito su Musumeci, ma noi non escludiamo che, con tanti candidati, Lega, Autonomisti di Roberto Di Mauro (e Raffaele Lombardo), magari con l’appoggio di Fratelli d’Italia, non provino ad esprimere un candidato. Con cinque-sei candidati si potrebbe vincere con il 26-27%: e a nostro avviso Lega, Autonomisti di Di Mauro (e Raffaele Lombardo) più Fratelli d’Italia potrebbero raggiungere questa percentuale.

Nel centrosinistra alla fine tutti dovrebbero convergere su Claudio Fava

Un quarto (o quinto) candidato sicuro dovrebbe essere espresso dall’accoppiata PD-Movimento 5 Stelle. E il nome del candidato? Non dovrebbe essere il grillino Giancarlo Cancelleri. I grillini, in Sicilia, sono un fallimento pressoché integrale. Con molta probabilità, il centrosinistra giocherà la carta dell’eurodeputato Pietro Bartolo, anche se non mancano i dubbiosi. Bartolo è pur sempre riconducibile al mondo dei migranti di Lampedusa (dove ha lavorato come medico) e i siciliani considerano i migranti un problema, con l’aggravante che, dietro gli sbarchi – questo ormai lo sanno tutti – c’è una grande speculazione economica. Insomma, impostare una campagna elettorale su migranti e solidarietà, mentre la Sicilia è alle prese con una gravissima crisi economica e sociale potrebbe essere un autogol. In ogni caso un candidato dal centrosinistra dovrebbe arrivare: e siamo già a quattro candidati. Un quinto candidato è Claudio Fava, attuale presidente della Commissione Antimafia del Parlamento siciliano. Alle elezioni di quattro anni fa la lista Cento Passi di Fava prese circa 100 mila voti. Fava ha già annunciato la propria candidatura. Noi non escludiamo che, alla fine, PD e grillini si accodino alla candidatura di Fava. Non è da escludere che, alla fine, Gianfranco Miccichè lasci il centrodestra per appoggiare il candidato di centrosinistra in cambio della riconferma alla presidenza dell’Assemblea regionale siciliana. Molto dipenderà dal numero di deputati di Forza Italia che decideranno di effettuare il salto della quaglia con Miccichè. Per ora nessuno vuole seguire l’attuale presidente del Parlamento siciliano, considerato ormai in uscita.

Il possibile ritorno della nuova DC di Totò Cuffaro

Ora ci prenderanno per matti, ma a nostro avviso l’ex presidente della Regione siciliana, Totò Cuffaro, impegnato a far rinascere la DC, potrebbe presentare un proprio candidato. Cuffaro si è ritagliato il ruolo di padre nobile (anche se non è chiaro che, vista la condanna, sia solo ineleggibile o ineleggibile e non candidabile). Quello che sta succedendo tra gli ex democristiani non è semplice da decifrare. Alcuni sono con Musumeci, altri in Forza Italia. Un fatto è certo perché lo abbiamo appurato: in tanti, tra gli ex democristiani, si sarebbero presentati da Cuffaro che non li ha respinti: gli ha detto che, in questa fase, deve puntare sui giovani. Se si tratti di fatti veri o di una recita non sappiamo. Noi, conoscendo un po’ di democristiani (solo un po’, per carità), non escludiamo che questo “tu sì, tu no”, sia solo una recita e che, al momento del voto, tutti gli ex democristiani convergano sul giovane candidato di Cuffaro. Se si tornerà a votare (ricordiamoci che il Parlamento siciliano ha già rinviato le elezioni comunali sulla base di una motivazione speciosa, mentre il capo del Governo nazionale vuole estendere lo stato di emergenza al 31 Dicembre: e questo potrebbe significare stop al voto), Cuffaro dovrebbe ‘scaldare i motori’ alle elezioni comunali di Caltagirone, Comune simbolo del cattolicesimo sociale, visto che è la cittadina che ha dato i natali a don Luigi Sturzo; per poi puntare con una squadra di giovani alla Regione. Bisogna tenere contro che il prossimo presidente della Regione non avrà una maggioranza in Aula. E questo agevolerà il ruolo dei partiti centristi, molto abili nel gioco d’interdizione politica. E siamo a cinque-sei candidati.

Il candidato unico del mondo mondo autonomista, meridionalista, sicilianista e indipendentista

Un altro candidato dovrebbe essere espresso dal mondo autonomista, meridionalista, sicilianista e indipendentista. In questo variegato e un po’ rissoso mondo del sicilianismo si sta lavorando per un candidato unico. Non sarà una cosa semplice, perché la vecchia politica siciliana farà di tutto per mandare all’aria questa operazione politica. Ricordiamoci che, proprio in questo momento, i partiti politici nazionali stanno chiedendo un supplemento di ‘ascarismo’ ai dirigenti politici di questi partiti nel Sud e in Sicilia. Il Nord – del quale è espressine il Governo Draghi – deve scippare al Sud e alla Sicilia i fondi del Recovery (già fatto), i fondi agricoli (e questo in Sicilia scatenerà un ‘bordello’) e, soprattutto, deve applicare la truffa dell’Autonomia differenziata detta più propriamente Secessione dei ricchi: e questo, inevitabilmente, farà perdere voti ai partiti politici nazionali del Sud e della Sicilia. Noi riteniamo che un buon candidato e una buona lista unica potrebbe dare molto fastidio (anche se non escludiamo defezioni, magari sollecitate dai partiti nazionali o dal ‘solipsismo’ politico tipico di certe formazioni sicilianiste).

Foto tratta da Magazine le vie dei Tesori  

 

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