La Ministra del Sud Mara Carfagna in Sicilia per fare passerella e far dimenticare lo scippo di oltre 70 miliardi regalati al Nord!/ MATTINALE 487

26 maggio 2021
  • Certo che ci vuole una bella faccia tosta per venire in Sicilia a ‘celebrare’ i soldi del Recovery che il Nord ruberà al Sud e alla Sicilia. Ma la faccia non è più un problema per Forza Italia e per i suoi accoliti  
  • La ‘notizia’ qual è? Che finalmente, tra cinque anni (per chi ci crede) si completeranno i progetti ferroviari messi in cantiere 70 anni fa dall’allora Ministro Bernardo Mattarella…
  • E a Messina? La Ministra ha promesso che toglierà le baracche del terremoti del 1908, quando governava Giolitti…
  • A Palermo con il bel Pasqualino signore del porto per parlare della maga Circe che tiene bloccati i lavori della stazione marittima perché, arrivando da Ustica, è rimase in mezzo al mare (le solite navi…) e non riuscì a mangiare frittola e panini ca meusa… 

Certo che ci vuole una bella faccia tosta per venire in Sicilia a ‘celebrare’ i soldi del Recovery che il Nord ruberà al Sud e alla Sicilia. Ma la faccia non è più un problema per Forza Italia e per i suoi accoliti  

Forza Italia, in Sicilia, sta scomparendo. Il suo ‘capo’, Gianfranco Miccichè, non se lo fila più nessuno, se è vero che non è riuscito a convincere i parlamentari nazionali e regionali a seguirlo in un’alleanza con PD e Movimento 5 Stelle in vista delle elezioni regionali siciliane del prossimo anno. Così, quello che resta di questo partito spedisce nella nostra Isola quella che passerà alla storia come la “Ministra contro il Sud”, Mara Carfagna, condannata, da meridionale di Salerno, a mettere la faccia allo scippo di oltre 70 miliardi di euro al Sud da parte del solito, vorace Nord. Sono i soldi del Recovery Plan o Fund. Il 70% di questi fondi avrebbero dovuto essere assegnati al Sud Italia e alla Sicilia; invece il Governo Draghi ha deciso che il 60% di questi fondi andrà al Nord, mentre al Sud e alla Sicilia, sulla carta, andrà il 40%. Perché sulla carta? Perché alcune delle opere previste dal ‘Piritu unciato’ (il Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, che nella lingua siciliana si chiama pirito, scorreggia in lingua italiana: fuoriuscita di gas dall’intestino, in questo caso, il pirito dell’Unione europea) previste nel Sud e in Sicilia verranno realizzate da gruppi del Nord, secondo le solite logiche coloniali. Morale: se al Sud e alla Sicilia arriverà il 25% di questo fondi gli dovremo dire grazie…

La ‘notizia’ qual è? Che finalmente, tra cinque anni (per chi ci crede) si completeranno i progetti ferroviari messi in cantiere 70 anni fa dall’allora Ministro Bernardo Mattarella…

Tutte queste cose il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, le sa benissimo. Ma deve fare buon viso a cattivo gioco. Anzi, in verità, Musumeci qualcosa la dice: dice, il presidente, che all’appello mancano alcune opere, o meglio, mancano le risorse finanziarie per realizzare alcune opere (i picciuli ca si futtieru i nostri amici del Nord, con la forzaitaliota Marra Carfagna Ministro per il Sud). Ma non può andare oltre questa timida precisazione, il presidente Musumeci. Il copione prevede che siamo tutti felici e contenti e che, entro il 2026 (per chi ci crede), forse si completerà il raddoppio ferroviario Palermo-Messina-Catania, opera programmata negli anni ’50 del secolo passato dall’allora Ministro dei Trasporti, Bernardo Mattarella. Oltre 70 anni dopo il figlio di Bernardo Mattarella – Sergio Mattarella – è presidente della Repubblica e siamo a poco più di metà dell’opera. La bella Mara Carfagna ci promette che, tra cinque anni, invece che tra sessant’anni, questa ‘mitica’ opera ferroviaria sarà completata! Dobbiamo essere felici? Sì, felici e scemi. E gabbati. Però, noi, su Catania siamo rimasti un po’ contristati. Noi dalla bella Ministra azzurra ci aspettavamo qualche parola di incoraggiamento sulla Circumetnea, il collegamento che gira attorno all’Etna, i cui lavori iniziarono quando Omero scriveva l’Iliade. Da allora, tra alti e bassi, sono stati fatti passi avanti (i più importati ai tempi dell’Ariosto, mentre Giovanni Verga e Mario Rapisardi, oltre a litigare per donne e letteratura, ‘bocciavano’ senza pietà la Circumetnea: da qui le difficoltà che arrivano fino ai nostri giorni: lo stesso attuale assessore regionale alla mancata identità siciliana, Alberto Samonà, in queste ore si occupa della casa di Franco Battiato utilizzando le auto blu e non il treno). Vabbé, da Mara Carfagna, in visita a Catania, non si poteva avere tutto.

E a Messina? La Ministra ha promesso che toglierà le baracche del terremoti del 1908, quando governava Giolitti…

Bella e entusiasmante la visita della Ministra a Messina. L’unico inconveniente, l’impossibilità di fare fare un giro in nave alla Ministra. Come sapete, per ora le navi dei monopolisti del mare siciliano vanno spesso in avaria. Insomma, fare salire la Ministra Carfagna per fare un giro per le isole Eolie sarebbe stato rischioso: c’era il rischio che la Ministra Carfagna rimanesse in mezzo al mare, tra Lipari e Panarea, in attesa della nave di riserva che ora c’è e ora non c’è. No, troppo rischioso. Al limite, quando la Ministra dovrà tornare in Sicilia (ma a fare che?), potrà faro dalla sua Salerno, utilizzando la nuova linea di collegamento Messina-Salerno voluta dall’attuale assessore regionale ai Trasporti, Marco Falcone, che tra l’altro è pure di Forza Italia. Ma allora che cos’è venuta a fare la bella Ministra all’ombra di Scilla e Cariddi? Manco loro lo sapevano! Così l’hanno catapultata alle baracche di Messina. Che sono ‘ste baracche? Semplice: se le ferrovie da completare sono quelle del fu Ministro Bernardo Mattarella dei mitici anni ’50 del secolo passato, a Messina la Ministra Carfagna è stata portata là dove esistono e resistono ancora le baracche del terremoto di Messina del 1908, ai tempi di Giolitti. Sembra che la Ministra e il sindaco di Messina, Cateno De Luca, abbiano discettato a lungo sulla figura di Giovanni Giolitti e degli ‘ascari’ che quello che Gaetano Salvemini definiva il “Ministro della malavita” utilizzava per svendere il Sud e la Sicilia alle industrie del Nord. La notizie è che non è cambiato niente: ai tempi di Giolitti gli ‘ascari’ svendevano Sud e Sicilia al Nord; oggi gli ‘ascari’ stanno regalando oltre 70 miliardi di euro di Recovery al Nord…

A Palermo con il bel Pasqualino signore del porto per parlare della maga Circe che tiene bloccati i lavori della stazione marittima perché, arrivando da Ustica, è rimase in mezzo al mare (le solite navi…) e non riuscì a mangiare frittola e panini ca meusa… 

E a Palermo? A Palermo la bella Ministra Carfegna è stata condotta nel regno di Pasqualino Monti, il ‘capo’ del porto del capoluogo siciliano e dei porti che rientrano nella cosiddetta “Autorità portuale”. Di cosa hanno parlato Mara & Pasqualino? Di grandi opere pubbliche che proietteranno la città nell’infinito. Eh già, perché di finito, nel porto di Palermo, non proprio c’è niente. L’unico atto concreto andato in scena nel porto del capoluogo dell’Isola negli ultimi venti anni è la svendita dei due bacini; il resto rimane in bilico tra Parmenide ed Eraclito (con la prevalenza del primo). La stazione marittima, ad esempio, sembra sia stata bloccata dalla maga Circe. Si racconta che, da Ustica, la maga è venuta a Palermo per mangiare frittola e panini ca meusa ma, al solito, è rimasta in mezzo al mare con una delle solite navi in avaria. Da allora – saranno passati trent’anni o giù di lì – non c’è verso di completare la stazione marittima. Insomma, Pasqualino, abilissimo a districarsi nella selva oscura della politica, da Angelino Alfano a Leoluca Orlando, tiene tutto in sospeso. Per carità, il porto di Palermo ha ‘aperto le cosce’ all’anello ferroviario: ma anche lì i tempi (e il denaro) che si dilatano. Non ci rimane che la Zes. E’ un’amante di Zeus? No: è la sigla di Zone economiche speciali, altra sceneggiata senza tempo. Sono così speciali, le Zes, che ancora non si vedono…

Foto tratta da CanaleSicilia     

 

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