Vaccini anti-COVID: dopo un giorno due reazioni allergiche nel Regno Unito, paralisi facciale temporanea in USA

9 dicembre 2020

Non è proprio una bella partenza, quella dei vaccini anti-COVID-19. Anche se le autorità minimizzano è significativo che, nel Regno Unito, le prime reazioni allergiche si siano verificate il primo giorno. Più complessa la situazione negli Stati Uniti dove dopo la somministrazione i sintomi sono diversi  

Primi problemi per il vaccino contro il COVID-19. Il riferimento è al vaccino Pfizer/Biontech la cui somministrazione è iniziata nel Regno Unito. Dopo il primo giorno si registrano già due casi di reazioni allergiche. le autorità minimizzano. Anche se l’Autorità nazionale di controllo sui farmaci (Mhra) ha raccomandato di non sottoporre a vaccinazione anti COVID-19 chi abbia alle spalle storie di “significative” reazioni allergiche.

Morale: chi soffre di reazioni allergiche è bene che si tenga alla larga da questo vaccino.

“Le persone colpite da reazioni allergica nella prima giornata di vaccinazione – leggiamo su Il Fatto Quotidiano – sono due operatori sanitari di case di cura e ricovero vaccinati nella prima categoria di priorità assieme a un contingente iniziale di degenti ultraottantenni di queste strutture, ha poi confermato il servizio sanitario nazionale dell’Inghilterra (Nhs England). Non senza precisare che tutti gli ospedali coinvolti nella distribuzione del vaccino Pfizer sono stati avvertiti dell’accaduto e informati della raccomandazione della Mhra di evitare la somministrazione a chi abbia avuto in passato episodi seri di allergia”.

Insomma, non si sta cominciando proprio benissimo. Le cronache ci informano che le due persone colpite da reazioni allergiche non sono decedute: e questa è una buona notizia. Ma il problema per chi ha alle spalle storie di allergie rimane: e che sia esploso il primo giorno non è un bel segnale.

C’è un’altra notizia sugli effetti provocati dai vaccini che arriva dagli Stati Uniti e che leggiamo su DATABASE ITALIA:

“Secondo la Food and Drug Administration, quattro partecipanti allo studio che hanno ricevuto il vaccino Pfizer Covid-19 hanno sperimentato una paralisi facciale. La FDA ha affermato che il problema dovrebbe essere monitorato non appena il vaccino diventerà disponibile in larga scala. I casi potenzialmente preoccupanti sono stati rivelati dopo che il regolatore dei farmaci statunitense ha pubblicato un’analisi del vaccino Pfizer-BioNTech prima di un incontro per prendere in considerazione l’autorizzazione all’uso di emergenza per il vaccino negli Stati Uniti. Secondo i documenti, la paralisi di Bell, una forma di paralisi facciale temporanea, è stata segnalata da quattro partecipanti durante le prove di fase 3. Agli individui era stato somministrato il vaccino e nessun membro del gruppo placebo ha avuto effetti avversi simili. La condizione assomiglia a un ictus. In alcune rare situazioni, entrambi i lati del viso possono rimanere paralizzati. Non è chiaro quale sia la causa della paralisi di Bell, sebbene la paralisi temporanea di solito scompaia da sola”.

Anche negli Stati Uniti non si va sul velluto. Come nel Rgno Unito, le autorità statunitensi minimizzano:

“La FDA ha affermato che la frequenza del problema è ‘coerente con il tasso di fondo previsto nella popolazione generale’ e ha aggiunto che non ci sono prove chiare che collegano il vaccino contro il Coronavirus alla spiacevole condizione medica”.

Poi, però, il regolatore federale ha raccomandato “la sorveglianza per i casi di paralisi di Bell con la distribuzione del vaccino”.

Le notizie – lo ribadiamo – non sono entusiasmanti:

“Secondo i documenti leggiamo ancora si DATABASE ITALIA – gli effetti collaterali sono comuni. Tra i partecipanti allo studio, l’84% ha sperimentato una sorta di reazione. Dopo aver ricevuto il vaccino, il 63% dei soggetti dello studio ha riferito di affaticamento e il 55% ha affermato di soffrire di mal di testa. Brividi sono stati segnalati dal 32% dei partecipanti, il 24% lamenta dolori articolari e il 14% ha sviluppato febbre”.

“Nel complesso – conclude l’articolo – il jab sembra aver ricevuto buoni voti dalla FDA. Nel suo rapporto, il regolatore ha affermato che il vaccino a due dosi è efficace circa il 50% anche dopo la prima iniezione. Si ritiene che il vaccino sia efficace al 95% dopo la seconda dose, somministrata tre settimane dopo. La FDA ha anche scoperto che il jab riduce il rischio di gravi sintomi di COVID-19 dopo la prima dose”.

Riduce il rischio: ma il vaccino non dovrebbe eliminare il rischio? Ma che stanno combinando con ‘sti vaccini?

 

 

 

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